in uno squallido camerino rai, un concorrente di "carramba", condotto non piu` dalla carra` ma da una prorompente platinette, piu` diva che divina, viene fatto fuori a colpi di forbici. wilma de angelis, una detective molto particolare, decisamente a suo agio tra ricette, fornelli e indagini, si trova cosi` di fronte a un "gran pasticcio" i cui ingredienti sono quattro funerali, un matrimonio e una bella manciata di ricette. i delitti avvengono tra un ragu` e una zuppa di sarde, tra una marmellata di pomodori verdi e una pasta con i peperoni, il tutto condito con una grande dose di ironia.
occhi che osservano il mondo, quello altrui e il proprio, e lo registrano sulla pagina. quanto abbiamo tra le mani non e` una semplice cronaca in versi della realta`; piuttosto una ricostruzione pittorica o un colorato mosaico di visioni e sensazioni. frammenti che prendono corpo in versi sciolti dalla metrica e da qualsivoglia schema che possa imbrigliare le libere associazioni della memoria e del pensiero. questo e` un libro facile da leggere, eppure mai banale. facile: perche` non camuffa la sostanza dietro involuzioni verbali o dietro un lessico artificioso, ma va invece dritto al punto. e mai banale: perche` rinuncia all`approccio didascalico scegliendo invece la via dell.allusione, del racconto per immagini; e perche` capace di scovare punti di vista insoliti, dettagli rivelatori di situazioni, stati d`animo e relazioni.
duby e geremek si sono conosciuti a varsavia nel 1960, e da allora la loro amicizia si e` alimentata delle molte pasioni comuni: la storia, il medioevo, certo, ma, piu` in particolare, una concezione aperta e problematica della storia stessa, e poi una dimensione d`impegno. nel corso della conversazione duby e geremek raccontano la propria esperienza, l`avviamento alle discipline storiche, il maturare dei loro interessi specifici, ma anche il proprio passaggio attraverso le temperie culturali che hanno dominato il nostro continente dagli anni trenta ad oggi.
canton, 1770. shi yu non ha mai conosciuto i suoi genitori. ha sei anni e lavora per l`irascibile locandiere bai bai, che non le risparmia insulti e frustate. un giorno, alla locanda yu incontra li wei, un ragazzino esperto di arti marziali. yu lo convince a insegnarle a combattere: la ragazza ha talento, si vede subito. quando, pochi anni dopo, viene rapita dai pirati della ciurma del terribile drago d`oro, a salvarle la vita e` proprio la sua abilita` nella lotta: invece di ucciderla, drago d`oro la arruola nell`equipaggio. e l`inizio dell`ascesa di yu nel mondo della pirateria. a diciannove anni diventa comandante di un`intera flotta, che in breve arriva a contare piu` di cento navi. il suo nome terrorizza il mar della cina, la sua forza sembra inarrestabile ma la straordinaria fama di cui gode le ha creato un nemico, tanto potente quanto misterioso, che e` pronto a tutto pur di distruggere il wushu dell`aria e dell`acqua, lo stile di arti marziali leggendario di cui la ragazza e` diventata l`ultima maestra. un`avventura mozzafiato e un romanzo di formazione, ispirato alla storia vera di ching shih, che comando` la piu` grande flotta pirata di tutti i tempi. eta` di lettura: da 10 anni.
"gli antichi cinesi ritenevano che il tempo non fosse una scala che si sale verso il futuro bensi` una scala che si scende verso il passato". per il protagonista di questo nuovo romanzo di anita desai, un viaggio intrapreso per caso in un momento di crisi esistenziale diventa un meticoloso percorso alla scoperta di se` e delle proprie origini. la scrittrice indiana, con la sua scrittura sensuale ed esatta, compone una partitura in quattro movimenti, ognuno dei quali corrisponde a un momento del viaggio di eric in uno spazio che trova nella memoria il suo unico confine. e proprio per progressivi aggiustamenti della memoria il protagonista si fa strada da cambridge, massachusetts, dove vive, al messico, alla cornovaglia degli antenati paterni e di nuovo al messico, in un percorso dove la nozione di spazio si confonde con quella di tempo. scanditi, l`uno e l`altro, da chilometri di ricordi, e interrotti, l`uno e l`altro, dalle lacerazioni che la storia provoca sul fragile tessuto delle storie individuali, anita desai ripropone in questo libro un tema che ritorna in tutta la sua opera, quello del rapporto con il passato, con gli antenati, con la storia he condiziona e plasma i destini dei singoli. qui, dando la parola ai defunti, sfida le amnesie del nostro tempo, riporta in superficie i sotterranei percorsi a zigzag su cui e` fondata la modernita` e restituisce colore alle cancellature apportate sulla mappa del mondo." (anna nadotti)
Edizioni Bizzarri, 1972, IT. Uno studio approfondito e elaborato del disegno animato impiegato nel cinema.