iraq, 2003. l`occupazione e` appena cominciata, il paese e` allo sbando, in preda alla confusione e all`incertezza politica. rory stewart, trent`anni, di ritorno da un lungo viaggio in asia durato venti mesi, viene nominato dal ministero degli esteri inglese coordinatore provvisorio per il governatorato della provincia di maysan. linea del fronte nel conflitto iran-iraq, la provincia di maysan e` una zona paludosa, in pieno caos istituzionale e alla merce` di decine di tribu`, clan e sottoclan. la caduta di saddam hussein ha semplicemente portato allo scoperto le fazioni che prima si combattevano nell`ombra, tenute a freno solo dallo strapotere del dittatore iracheno. ora la situazione e` esplosiva. tutti pretendono un pezzo della torta e in pochi sono disposti a concertare una soluzione. queste pagine costituiscono il diario in prima persona del vicegovernatore stewart, che, in un resoconto scevro da qualsiasi intento propagandistico, sincero fino al paradosso, non si nasconde dietro i successi, ma ci parla delle contraddizioni dell`occupazione e dei suoi fallimenti. e ci offre un punto di vista unico e privilegiato, quello dei rapporti umani con le diverse realta` irachene germinate dalla fine del regime. perche` la vera partita si gioca proprio sul campo, tra le persone, tra i sospetti, tra le incomprensioni e sui punti d`incontro che solo una politica pacifica e condivisa puo` raggiungere.
"ci sono scrittori che scrivono senza averne l`aria. buzzi senza dubbio e` uno di questi. leggere i suoi libri e` sedersi comodi a un tavolino, davanti a, che so, per esempio un piatto di capesante "spolverate di pan grattato e pepe nero", e ascoltarlo a bocca aperta, con la forchetta a mezz`aria, raccontare di questo e di quello, senza un filo preciso, senza una meta prefissata, eppure diretto, senza sbavature, narrare miniature di esistenza, soffuse di ironia e di pacato umorismo. e le capesante intanto si freddano, mentre la conversazione prosegue e vorresti che non finisse mai. sono libri che si leggono in fretta, quasi con una stupita urgenza, tra un boccone e l`altro. e sono libri a cui si torna spesso, come amici con cui non si vede l`ora di ritrovarsi a cena. queste pagine, frutto della confluenza di brani da "la lattuga di boston", "stecchini da denti" e "quando la pantera rugge", costituiscono un compendio della narrativa di buzzi, un omaggio a un giovane scrittore ultranovantenne che, in punta di piedi e senza prendersi troppo sul serio, si e` guadagnato un posto di spicco nella letteratura dell`ultimo secolo."
l`autrice intende illustrare quel fenomeno complesso e sfuggente che e` il collezionismo, in un arco di tempo compreso fra il trecento e il settecento. il volume si compone di due parti: un saggio introduttivo e un`ampia antologia di testimonianze letterarie e artistiche divise per temi e argomenti significanti. fra questi: il gusto dei medici nel quattrocento, le botteghe degli artisti, la corrispondenza d`isabella d`este, gli studioli, roma e il recupero dell`antico, gli uffizi e le collezioni fiorentine del cinquecento, musei ideali e gallerie poetiche, gallerie e quadrerie nobiliari, dalla collezione al museo pubblico. un apparato iconografico documenta visivamente i vari temi.
due passi in giardino, cesoie ajla` cintola. qui un rametto da potare, la` un pomodoro da legare. sugo di more di gelso mature, velluto di pesche e albicocche, un profumo inebriante. se l`umore del risveglio era nuvoloso, uscire di casa e immergersi in un corpo a corpo con la natura non puo` che aiutarci a uscire da noi stessi, da quel crampo mentale notturno che ci aveva lasciati intorpiditi, fiacchi svogliati depressi. fuori, un mondo intero che ha bisogno delle nostre cure e dei nostri gesti ci attende: un terreno incolto in cui lanciare manciate di semi, un davanzale dove stanno allineati bei vasi di coccio, una siepe dove ospitare uccelli o un orto da cui farsi nutrire. "lavorando in giardino" dice pia pera in queste pagine, "si rafforza in modo molto rasserenante la connessione tra azione e risultato. l`esatto contrario della depressione, quel misero stato in cui si ha l`impressione che nessuna nostra iniziativa approdera` mai a qualcosa di bello". un libro dove andare a passeggiare quando il buon umore ci volta le spalle, perche` in giardino, luogo di operosa e nutriente bellezza, c`e` spazio solo per la vita pura e semplice. "la virtu` dell`orto," uscito per la prima volta nel 2010 con il titolo "giardino & orto terapia", fa il suo ingresso ora nella collana scrittori in una versione riveduta e aggiornata.
bologna, 1992. alex d., diciassette anni, figlio modello della buona borghesia, decide di "uscire dal gruppo", di rompere gli schemi, di fare un "salto" fuori dal "cerchio che ci hanno disegnato attorno". in una parola, cresce. lo fa attraverso le pedalate disperate su in collina, la musica furibonda dei sex pistols e degli hot chili peppers, l`amore di adelaide, la sofferenza per la perdita dell`amico martino... senza gesti eclatanti, alex volta le spalle a tutto e a tutti, in nome di un presente libero e felice, di una umanissima richiesta di autenticita`. "jack frusciante e` uscito dal gruppo" e` ormai un piccolo classico contemporaneo, un libro che ha fatto la storia dell`editoria italiana. nelle pagine di questo romanzo-manifesto adottato da piu` generazioni di adolescenti, un autore giovanissimo ha raccontato gli smarrimenti e gli ardori dei diciott`anni: una storia fresca e intensa, narrata senza filtri da una voce nuova, capace di fondere rabbia e ironia.
una coppia di romanzi di culto. la storia dell`ancella e il suo seguito: le vicende da cui e stata tratta la fortunata serie tv "the handmaid`s tale".