roma, gennaio 1943: un pomeriggio tiepido avvolge la citta` che, immersa in una pace innaturale, sembra quasi presagire la rovina imminente. una giovane tedesca percorre le strade del centro diretta alla christuskirche, dove sta per tenersi un concerto. di lei non conosciamo nulla - solo i pensieri che fluiscono sulla pagina, dapprima lentamente, poi sempre piu` rapidi e densi, in un crescendo emotivo che sbozza alla perfezione il ritratto di una ventunenne giunta in italia dalle coste del baltico, all`ottavo mese di gravidanza, in ansia per le sorti del marito, un ufficiale della wehrmacht improvvisamente richiamato in africa. di pagina in pagina, i pensieri della protagonista e gli scorci di roma si intrecciano fino a confondersi, e la mente ricostruisce avvenimenti, sogni, speranze per il bambino che sta per nascere. poi la semplicita` quasi fanciullesca delle prime riflessioni lascia spazio a domande piu` profonde e inquietanti sul futuro della guerra, della germania, dell`europa, domande dinanzi alle quali la ragione si smarrisce. soltanto la fede e la musica di bach, in questo pomeriggio romano, sembrano poter suggerire una risposta, facendo vacillare le certezze della protagonista fino a smascherare in modo inequivocabile la perversione della menzogna nazista.
Tullio Pironti Editore, 1984, IT. La narrativa storica non ha avuto la sua età d'oro soltanto nel secolo scorso: il cinema è stato, e ancora è, l'erede di questa tradizione. Questo saggio non ha la pretesa di ripercorrere, su vasta scala, un itinerario costellato di centinaia di film realizzati nel corso di alcuni decenni. Nella trattazione si esaminano indirizzi metodologici, modelli e momenti tra i più significativi, si ricorre a esemplificazioni indicative, vengono in primo piano, con le opere, registi come Griffith, Ejzenstejn, Vidor, Renoir, Viscontii, Jancsò, Rossellini, Paolo e Vittorio Taviani, Pontecorvo e molti altri. Entrano in questo campo anche i più spettacolari kolossal della romanità, i film americani di guerra, le rivisitazioni italiane del Risorgimento, l'epopea del West, il mito di Maciste e di Robin Hood, i fantasmi e le paure della rivoluzione francese.
dopo aver dato voce alla tradizione dell`umorismo ebraico, dopo aver resuscitato la memoria della cultura jiddish, moni ovadia entra nel cuore di una delle questioni piu` dibattute della nostra epoca: la relazione che lega fanatismo religioso, fondamentalismo, razzismo. e scopre, nella sua ricognizione che va dai testi sacri e sapienziali alle storie tramandate oralmente, il valore antidolatrico della religione ebraica.