questo libro, pubblicato da gillo dorfles oltre mezzo secolo fa, costituisce il compendio decisivo dell`originale concezione estetico-antropologica coltivata dall`autore in un periodo in cui ben altri erano gli orientamenti degli studi italiani sulle arti. rivolgendosi agli aspetti tecnici dei singoli linguaggi artistici, dorfles assume una posizione in netto contrasto con l`idealismo crociano, ancora dominante nell`immediato dopoguerra. lontano da qualsiasi interesse per "l`ineffabile", lo studioso triestino indirizza la sua riflessione alle specificita` tecniche e linguistiche delle varie arti, sebbene propenso a situarle in una prospettiva complessa al centro della quale vi sono il concetto di formativita` e le costanti formative che ne dipendono.
la straordinaria capacita` di elaborare visioni fantastiche di questo eclettico e raffinato artista si riflette anche nel segno grafico assolutamente originale e mai uguale a se stesso dei suoi "fax". il numero e la varieta` dei destinatari - che spaziano dal mondo artistico (heiner miiller, julian schnabel, susan sontag, annie leibowitz, david lachapelle, zaha hadid), musicale (patti smith, lou reed, philip glass, david bowie, yoko ono, placido domingo) a quello del cinema (sophia loren, isabella rossellini, richard gere) e della moda (giorgio armani, kenzo, yves saint laurent) - testimoniano della vivace curiosita` intellettuale di wilson e della sua internazionalita`. con una prefazione di umberto eco.