in molti ambiti della vita quotidiana (la scuola, il lavoro, la politica, lo sport, lo spettacolo) vengono esaltati il desiderio di imporsi, la spinta a primeggiare e perfino la "sana" aggressivita`. chi e` piu` sgarbato e arrogante, piu` si fa notare e meglio si fa largo. a tale malinconica degradazione dei rapporti umani si oppone con forza questo piccolo libro, che rivendica alla cortesia e alla gentilezza il loro pieno spessore culturale. manifestazione di rispetto, attenzione e sollecitudine per i propri simili, la cortesia e` infatti un potente strumento di composizione dei conflitti e di promozione della convivenza, una dimostrazione di intelligenza nel difficile tentativo di comprendere e valorizzare le ragioni altrui.
la , che da` il titolo al volume, e` la societa` contemporanea che, sfidata dal flusso globale di capitali, beni, persone e informazioni, fatica a mantenere le sue componenti su uno stesso asse. l`autore esamina alcuni dei tentativi di riorganizzazione sociale e spaziale che si possono osservare accanto alla crisi dei vecchi assetti capitalistici: dalle forme spontanee di cooperazione, ai sistemi locali di produzione alle nuove procedure di pianificazione strategica della citta`. chiude il volume un capitolo sulla storia recente delle classi medie in italia e del loro ruolo nel processo di modernizzazione.
politica, democrazia, responsabilita`, sovranita`, mito, opera, parola, male, occidente sono le voci attraverso le quali esposito rilegge i problemi cruciali del nostro tempo alla luce di interrogativi posti, e mai definitivamente risolti, da un storia millenaria. heidegger, bataille, canetti e blanchot, weber e arendt, barth e bonhoeffer sono alcuni dei protagonisti con i quali l`autore intesse il suo dialogo alla ricerca di una ridefinizione dell`apparato categoriale della modernita` che procede, controcorrente, dal semplice al complesso.
il professor palimpsestus, un giornalista tedesco tutto impregnato di ricordi letterari, e il suo segretario dottor dapertutto, un giocherellone che ne sa una piu` del diavolo, scendono in italia nell`aprile 1994 per capire perche` gli intellettuali italiani hanno perso la bussola. e` dapertutto che racconta il viaggio in una serie di lettere. la coppia ha incontri in luoghi periferici e improbabili con tipi come il giornalista, il consigliere del principe, l`architetto rampante, l`economista di esperienza internazionale, il poeta tenero e speranzoso, il grande critico in lutto, il sociologo modernizzante, il philosophe parigino importato, lo storico del cinema, e via via tutti gli altri, fino all`oggetto degli amori di tutti loro: umberta cazzimberti.
ebreo, arrivato in italia per l`universita` e poi fuoriuscito per le leggi razziali mieli rientra in italia nel 1943. incaricato del controllo sulla stampa, fonda l`ansa, ma presto lascia l`impresa per entrare come caporedattore all`"unita`" di roma. sara` in seguito direttore dell`"unita`" di milano, poi a capo di un ufficio studi del pci. la sua e` la storia di uno slancio ideale che si impantana nella routine di redazione, nello scollamento progressivo tra convinzioni ed agire, insomma in una "estraneita`" che investe anche la sfera privata. e` una storia non eroica: una vita di tensioni fra colleghi, di crisi matrimoniali, di cose fatte per inerzia. in questa storia si specchia una stagione dura della storia italiana.