lo scritto di jakobson e` molto piu` di una necrologia politicamente appassionata o poeticamente elevata: e` un tentativo, il primo, di considerazione letteraria globale di majakovskij. singolare saggio critico, in cui un modo sistematico di lettura, intrinseco a jakobson, si complica e si amplia non solo per la pur umana commozione dell`amico, ma piu` ancora per la ben umana penetrazione del testimone, di chi ha appartenuto, anche se in disparte e a distanza, alla "generazione che ha dissipato i suoi poeti". [...] majakovskij e` nella sua generazione, una generazione che e` storia, e solo dentro la realta` intensa e dilaniata di questa storia i significati simbolici di vita e di poesia di majakovskij si rendono decifrabili.
la donna che parla dalle pagine di questo romanzo impariamo a riconoscerla subito. e` incinta. non ha voglia di bere. non ha voglia di stravizi. con qualche risentimento nei confronti del padre della creatura che porta in grembo, sta cercando di pianificare la sua esistenza strampalata. e invece ecco che arriva fruit, che le fa passare una inaspettata notte saffica. sta ancora riprendendosi dalla sorpresa che fruit e` morta. un suicidio? per una come lei, che guarda in faccia uomini e realta`, fruit non aveva ragione di togliersi di mezzo... col suo pancione entra nel complicato labirinto di strade, volti, ambienti, nel marcio di una societa` che continua a sotterrare i suoi cadaveri nel profitto. e svolge una vera indagine.
"mi e` capitato di prendermi tre multe per eccesso di velocita` nel tunnel del monte bianco, visto che l`infrazione era stata rilevata da tre autovelox. di qui, a parte l`esborso, la domanda filosofica: un evento si moltiplica in ragione degli osservatori? si direbbe di si`, stando alla polizia italiana e alla gendarmeria francese. ma, in questo caso, se gli autovelox fossero stati mille, avrei dovuto pagare mille multe?" gli aneddoti che maurizio ferraris raccoglie in questo dizionario filosofico fuori dal comune sono piu o meno di questo tenore. da "autovelox" a "zuhandenheit", in 129 voci che spaziano dal "bancomat" agli "zoccoli" passando per "cavatappi", passando per le "mutande, senza dimenticare le "cazzimme" e le "supercazzole", l`autore cerca di definire quelli che roland barthes chiamava "miti d`oggi" e martin heidegger "essere-nel-mondo". la filosofia alle prese con i paradossi della vita quotidiana.
in "giovinezza", in "lord jim" e in "cuore di tenebra" charles marlow aveva raccontato le vicende di personaggi annientati dall`incontro con il destino. ma in questo libro joseph conrad gli affida un compito ancora piu` delicato, e per molti versi estremo: raccontare direttamente il destino, o meglio il puro e semplice caso, una forza "assolutamente irresistibile, per quanto si manifesti spesso in forme delicate, quali ad esempio il fascino, reale o illusorio, di un essere umano". "il caso" e` la storia di flora de barral, giovanissima figlia di un banchiere rovinato dalla speculazione (dopo avere a sua volta rovinato migliaia di investitori): finendo in carcere questi fa della ragazza una diseredata, senza altro diritto che la compassione. ed e` la storia di come questa creatura esile, silenziosa e ostinata lotti per resistere all`"infatuazione del mondo", e alle attenzioni "di persone buone, stupide, coscienziose". di come la devozione di un uomo, il capitano anthony, le sembri all`improvviso una salvezza possibile. di quello che un lungo viaggio in mare puo` nascondere, e un matrimonio puo` rivelare. e della tragedia cui tutto cio`, inevitabilmente, conduce. eppure "il caso" e` anche un romanzo felice, che per la prima volta conquisto` a conrad schiere di lettori entusiasti: uscito nel 1913, fu il suo unico vero successo popolare.
chi e` stato in realta` enrico berlinguer, il segretario piu` amato (ma anche contestato e travisato) del pci? a trent`anni dalla sua morte drammatica e in un mondo radicalmente cambiato, chiara valentini ne ricostruisce la storia politica e umana. dall`infanzia ferita da un dramma familiare a un`adolescenza ribelle, all`incontro con i comunisti e con togliatti, si snodano la vita e la carriera di questo politico diverso. la sua e` la vicenda di un uomo che ha voluto sfidare le rigidita` di un mondo diviso in blocchi con la passione del rischio con cui affrontava le tempeste di mare nella sua sardegna. dopo il colpo di stato polacco, aveva tagliato i ponti con l`urss in modo definitivo. aveva osato progettare il comunismo nella democrazia, un`ipotesi intollerabile sia a mosca sia a washington. aveva cercato di cambiare l`italia con il compromesso storico, e forse ci sarebbe riuscito senza il rapimento e l`assassinio di aldo moro. aveva dimostrato di avere la vista lunga indicando nella questione morale e nella degenerazione dei partiti "ridotti a macchine di potere e di clientela" il problema piu` drammatico dell`italia. se lo "strano comunista", come lo definiva la stampa usa, non fosse morto troppo presto, forse anche la storia della sinistra e dell`italia sarebbe stata diversa. postfazione di paolo spriano.
Paese dalla civiltà plurimillenaria, trasformatosi in gigantesca icona del capitalismo, la cina sorprende per la sua inarrestabile vitalità. Nella guida: pechino e la grande muraglia; Datong, le grotte di yungang e pingyao; Shanghai hangzhou e la regione a ovest di shanghai; Canton e guilin xi'an e le vie della seta; Il centro-sud: sichuan, chongqing e yunnan; Tibet; Hong kong e macao: oltre 140 immagini e la cartografia touring con il consueto dettaglio: itinerari, piante di città, le metropolitane di pechino e shanghai. 400 indirizzi utili: informazioni pratiche, indirizzi dove dormire, ristoranti e locali, spunti per il tempo libero, la sera e lo shopping.
"i promessi sposi", il romanzo italiano per eccellenza, viene proposto qui nell`edizione curata da enrico ghidetti, professore ordinario di letteratura italiana alla "sapienza" di roma ed in seguito all`universita` di firenze. il testo di manzoni e` preceduto da un testo introduttivo di ghidetti intitolato "progetto, storia e destino di un libro per tutti".
"un giorno, improvvisamente, mi venne fatto di chiedermi se avevo la coscienza a posto": dopo aver abilmente attraversato la falsa inquietudine senza cui non ci si sente moderni, dopo essersi rinchiusi in quel "pensiero rateale, condominiale" che fa della tranquillita` l`unica regola di vita, mario protagonista senza qualita` e io narrante del romanzo - scopre che il suo avaro programma e` irrimediabilmente entrato in crisi. la realta`, fino ad allora ingabbiata a far da cornice al suo successo, gli si rovescia addosso con la violenza disperata di un temporale. e un`insofferenza, uno sgomento che lo costringe a fare i conti con il passato: come se un demone gli imponesse la sua verita`. dalle vie di una metropoli multiforme e degradata, da una campagna senza tentazioni d`idillio, emergono ricordi, ombre fugaci e disperate, sentimenti traditi; e ritornano colpe e rimorsi cui e` diventato necessario dare un nome. tra mario e la sua "stirpe di morti" si intreccia un silenzioso colloquio, mentre sua sorella maria - che da angelo, da santa, da genio della famiglia, si era trasformata in mostro - sembra chiamarlo dall`abisso.
nel 1920, a praga, franz kafka conosce milena jesenska`, giovane, appassionata e intrepida. le chiede di tradurre in ceco i suoi racconti. da allora, e per i successivi tre anni, quello che era nato come un rapporto lavorativo sfocia in un sentimento intimo e profondo. raccolta di lettere che si legge come un romanzo d`amore, questa corrispondenza apre a una prospettiva inedita sull`interiorita` dello scrittore praghese, il cui genio e personalita`, entrambi complessi e affascinanti, milena ha saputo leggere e riconoscere con abilita`. e` stata, come lui ha scritto, il coltello con il quale ha frugato dentro se stesso. il decorso della tubercolosi e una precarieta` psicologica sempre piu` manifesta sono tangibili: le sue missive diventano erratiche e controllate al tempo stesso, dominate dall`ansia, dal desiderio, dall`impotenza e dalla disperazione. nel 1924, poco dopo la conclusione di questa relazione epistolare, kafka morira` in un sanatorio di vienna. milena, nel 1944, a pochi giorni dallo sbarco in normandia, morira` nel campo di concentramento di ravensbruck. in occasione del centenario della morte di franz kafka, feltrinelli pubblica questa commovente testimonianza del loro rapporto, uno sguardo privilegiato dentro gli ultimi anni di uno dei maggiori scrittori del xx secolo. prefazione di moresco antonio.