il tragico scenario delle epidemie pestilenziali, nella milano sforzesca e spagnolesca, rinascimentale e barocca, vide giustapporsi e contrapporsi tra loro il "governo medico-politico" e il "governo ecclesiastico" della peste ricorrente. articolato negli oltre cento anni (1524-1632) di una storia cruciale, il libro indaga il rapporto tra stato e chiesa, tra scienza medica e fede religiosa. tale rapporto mutevole e` personificato, emblematicamente, nelle figure dei medici giovan pietro arluno, ludovico settata, alessandro tadino e dei cardinali ippolito 11 d`este, carlo e federico borromeo. i diversi modi dello storico confronto offrono spunti e riflessioni d`attualita`.
leggendo il libro di giacchi, pubblicato nel 1881, si sente la nostalgia per un mondo in cui l`aspetto etico del nutrirsi, del cibo, la gioia di sedersi a tavola con gli altri, il gusto di un manicaretto, erano cosa normale. l`autore ci parla, con una correttezza scientifico-nutrizionale sorprendente per l`epoca, del cibo della festa, del riutilizzo degli avanzi, del "rispetto per il cibo" e per la sua importante funzione di nutrimento del corpo e dello spirito.