lunghi corridoi bui illuminati da una porta che si chiude in un attimo, per nascondere un cadavere con un filo di perle al collo o un evaso che dorme. camere di hotel dove uccidere la notte, un uomo gia` morto o lo spettro di un racconto da consegnare al mattino. una radio accesa canta la sua ultima canzone mentre il gas si diffonde in una stanza sigillata. impronte e scarpe che raccontano un inseguimento che si fa ossessione. mance volate via come foglie al vento davanti a portieri che chiudono un occhio sugli scherzi crudeli di qualche cliente. attese nell`ombra in compagnia di un bicchiere quasi vuoto, inseguimenti, amori disperati come balli lenti al crepuscolo. questo e` cornell woolrich, il poeta dell`ombra, l`edgar allan poe del ventesimo secolo, nelle parole del curatore di questa raccolta dei suoi ultimi scritti, francis m. nevins. alla resa dei conti del tempo, woolrich vince perche` la sua prosa non perde un colpo e traduce la disperazione di vivere nell`ineffabile perfezione del noir, la` dove la violenza si fonde con il segreto in qualcosa di straziante e sinistro. questo volume comprende una serie di racconti di cui alcuni inediti in italia, i cinque capitoli del suo ultimo romanzo incompiuto e due capitoli dell`autobiografia "blues af a lifetime", mai pubblicata nel nostro paese.
un uomo, un artista in procinto di inaugurare la prossima mostra, cerca sollievo dalla crisi di comunicabilita` col suo mondo, rifugiandosi nell`isola di favignana. e nell`isola, a contatto di una piccola colonia di esuli come lui, ma per ragioni simili e lontanissime come sono le ragioni umane: a sfiorare le loro avventure, scopi, renitenze e sconfitte, illusioni e desideri, si consuma una specie di processo di totale estraniazione, "un`afasia in direzione inversa" che tocca la malattia, forse la morte.
una mattina d`estate tuna, professore di istanbul, riceve la visita di due ufficiali che lo informano del suo richiamo alle armi, perche` e` scoppiata la guerra civile. tuna li segue incredulo ma e` molto piu` colpito da una notizia, a titoli cubitali sul quotidiano,: ada, la ragazza amata dall`infanzia, e` accusata di assassinio. la notizia e` cosi` tremenda che tuna inizia a dubitare di trovarsi letteralmente in un incubo. non lo aiutano gli incontri che sembrano racchiudere significati simbolici legati alla sua vita e a quella generale del suo popolo, ne` il viaggio dentro l`incerto presente della guerra. buket uzuner e` nata ad ankara nel 1955 e vive a istanbul.
nel 1969 elliot tiber ha poco piu` di vent`anni, fa il decoratore a new york e durante i weekend da una mano al motel di famiglia, nel paesino di bethel, non lontano da woodstock. gay non dichiarato, vittima di una "tipica" madre ebrea autoritaria e castrante, sembra destinato a una vita di emarginazione e repressione quando la salvezza gli arriva dal cielo: il 15 luglio un elicottero atterra sulla sua proprieta` e mike lang chiede il suo aiuto per trovare il luogo che ospitera` un grande concerto rock. questo libro e` il racconto dell`avventura che rese possibile la tre giorni di pace, amore e musica di woodstock, tra il 15 e il 17 agosto 1969. i 50.000 spettatori previsti diventano mezzo milione, gli inorriditi abitanti della contea devono essere placati, i genitori di elliot assaggiano biscotti all`hashish e trionfa lo spirito dei giovani che sognavano di cambiare il mondo.
"la grande novita` di questo romanzo, il cui titolo rappresentava gia` di per se` una sfida, era il fatto che nelle sue pagine si diceva: ho paura". cosi` scriveva l`autore presentando, a vent`anni di distanza dalla sua uscita, una nuova edizione dell`opera "infamante" che nel 1939, alla vigilia di un`altra guerra, era stata pudicamente ritirata dalle librerie. eppure, se "la paura" e` un libro unico, diverso da tutti quelli pubblicati a caldo per denunciare la barbarie della prima guerra mondiale, non e` solo a causa dell`insolenza con cui da` voce a cio` che a detta di molti andrebbe taciuto: lo e` anche, e soprattutto, per la forza visionaria della scrittura. fin dalle prime pagine, infatti, si resta sbalorditi di fronte all`efficacia di chevallier, il quale (accompagnando il suo alter ego dal tragicomico "carnevale" dell`arruolamento all`impatto con i campi di battaglia, dal lungo ricovero in ospedale al ritorno al fronte, fino al lugubre silenzio che sembra avvolgere la terra intera dopo il "cessate il fuoco!") sa coniugare con mano saldissima la verita` impietosa della testimonianza con la forza affabulatrice del romanzo. e riesce a farci percepire, quasi fisicamente, l`orrore, lo sgomento e la disperazione; a farci vedere l`"esplosione di luce irreale" dei razzi, i cadaveri dilaniati, il "labirinto silenzioso e desolato delle trincee"; a farci condividere la cocciuta voglia di vivere e l`ossessiva paura di morire di tutti.
las palmas, nuova avventura di ricardo blanco, detective a gran canaria: il corpo smembrato di una ragazza viene rinvenuto sulla costa di la laja. unici indizi: un tatuaggio e una collana. blanco si trova a dipanare un`intricata matassa di eventi legati al mondo della prostituzione e del traffico di droga, ci trascina con lui nel vorticoso brulicare di personaggi e ambienti oscuri e misteriosi. com`e` tipico del classico romanzo hard-boiled spennellato di contemporaneo humour nero, jose` luis correa ci presenta la isla de gran canaria come mai l`avevamo vista prima, inquadrandone i lati bui e ravvivando il fascino del quotidiano, in un`esplosione di luci e di suoni di voci e di colori che di volta in volta evidenziano la forza di sentimenti, passioni e paure. passo dopo passo, tratteggiando un`umanita` varia e autentica, tra feste, ricorrenze, canzoni, fughe e inseguimenti, correa ci lascia accompagnare il suo ironico e tagliente detective nelle indagini sul colpevole. sobbalziamo accanto a lui nella sua volkswagen e lo seguiamo con il fiato sospeso nella scoperta della verita`, che non e` mai cosi` luminosa come si vorrebbe.
attratto da un richiamo fatale nel cuore dell`africa, il giovane salim, indiano di fede musulmana, lascia la costa orientale del continente per rilevare da un amico di famiglia un eccentrico bazar in riva a un fiume punteggiato dalle "isole scure" dei giacinti e circondato da un paesaggio primordiale di foreste, torrenti nascosti e impervi, canali infestati da zanzare e solcati da chiatte, buganvillee rigogliose, tramonti velati di nuvole lungo le rapide. qui cerchera` di contribuire, con pochi sodali, all`evoluzione di una societa` travolta da recenti tumulti. e in un primo momento la comunita` dell`"ansa del fiume" - cosi` come l`intero paese sembrera` avviarsi a un promettente progresso. ma quello slancio innovatore, fagocitato dal grande uomo (nel quale non e` difficile riconoscere il dittatore mobutu), si convertira` presto in un futurismo grottesco (il "radioso avvenire"); e, unito alla feroce rabbia accumulata nel periodo coloniale e a un equivoco ritorno alla `nazione autentica`, suscitera` un sistema di controllo paranoico e una catena di cieche rappresaglie - consegnando salim a un destino di apolide senza patria e senza vera identita`.