luigi garlando, milanese, 42 anni, lavora alla "gazzetta dello sport" dal `91. come cronista ha seguito tra l`altro olimpiadi, mondiali di calcio e tour de france. come scrittore ha pubblicato libri per ragazzi, biografie sportive e un romanzo per parole e figurine, dal titolo "cielo manca". in questo volume descrive i quasi 500 rigori assegnati alla squadra torinese, per poi analizzare i "freddi numeri" in un tentativo "scientifico" di dare una risposta ai dubbi di chi negli ultimi 75 anni si e` sentito piu` o meno defraudato, ma anche ai tanti tifosi juventini che vogliono togliersi delle curiosita` sulla loro squadra.
il meglio dei due libri di cristiano militello, rimixato e arricchito di nuovi spunti e materiali: le classifiche degli slogan piu` divertenti, piu` cattivi, piu` intelligenti, curate dall`autore, e gli indici analitici per squadre e personaggi. due bestseller kowalski diventano un "tascabilone" dedicato a chi non conosce ancora i libri di militello, a chi ne ha gia` uno e vuole completare la collezione, a chi cerca una strenna.
il bambino sicuro di se`, capace di far valere i suoi diritti e di rispettare quelli degli altri, capace di convivere in armonia, e` stato educato a seguire semplici, ragionevoli regole di vita. regole che i genitori non impongono con la forza o con il ricatto, ma che stabiliscono esercitando il buon senso, l`osservazione attenta delle esigenze del bambino, e che si impegnano loro stessi a rispettare. con esempi concreti, tratti dalla vita di ogni giorno, questo manuale aiuta i genitori a formulare alcune basilari regole di convivenza.
secondo i calcoli di philip meyer, studioso dell`editoria americana, l`ultima sgualcita copia su carta del "new york times" sara` acquistata nel 2043. la crisi di vendite che affligge i quotidiani da una ventina d`anni lascia pensare che la previsione sia realistica, se non addirittura ottimistica. per quale ragione imprese editoriali che in tutto il mondo hanno generato per secoli utili di bilancio, e contribuito in modo determinante a salvaguardare democrazia e valori civili, vedono minacciata la loro stessa sopravvivenza? editori e giornalisti tendono ad attribuirsi reciprocamente la colpa. ma il vero nemico dei giornali, quello che li sta inesorabilmente condannando a morte, e` la tecnologia. il tempo a disposizione della gente e` diminuito, e ognuno di noi ha ormai la possibilita` di essere informato quando vuole, dove vuole e sui temi che preferisce senza dovere per forza ricorrere alla lettura di un giornale. il giornalista che ha guidato la redazione de "la stampa" per circa vent`anni, accompagnandone anche le trasformazioni tecnologiche e grafiche, racconta come i quotidiani italiani, europei e americani hanno cercato di reagire, spesso con successo, alla crisi e quali sono le opportunita` che le tecnologie stanno offrendo a molti di loro per creare un legame piu` solido e duraturo con i propri lettori.
il racconto in prima persona della vicenda appassionante di un uomo divenuto papa, dagli anni della formazione fino al soglio pontificio. racconti, aneddoti, incontri e riflessioni ricchi di passione e di amore per la causa di dio e dell`uomo, scritti con un singolare senso dell`humour accompagnato da una forte personalita`. "dalla leggenda di corbiniano, fondatore della diocesi di frisinga, ho preso l`immagine dell`orso. un orso - racconta questa storia - aveva sbranato il cavallo del santo, che stava recandosi a roma. corbiniano lo rimprovero` aspramente per questo misfatto e, come punizione, gli carico` sulle spalle il fardello che fino a quel momento era stato portato dal cavallo. l`orso dovette trasportare il fardello fino a roma...cosa potrei raccontare di piu` e di piu` preciso sui miei anni come vescovo? di corbiniano si racconta che a roma restitui` la liberta` all`orso. se questo se ne sia andato in abruzzo o abbia fatto ritorno sulle alpi, alla leggenda non interessa. intanto io ho portato il mio bagaglio a roma e ormai da diversi anni cammino col mio carico per le strade della citta` eterna. quando saro` lasciato libero, non lo so, ma so che anche per me vale: "sono divenuto una bestia da soma, e proprio cosi` io sono vicino a te".cosi`, alla fine degli anni novanta, il cardinale ratzinger concludeva la sua autobiografia. uno scritto semplice, nello stile delle confessioni o dei fioretti, a raccontare la propria vita guidata costantemente da dio. egli non conosceva ancora gli sviluppi futuri: l`ingresso nel nuovo millennio al fianco di giovanni paolo ii, l`elezione a pontefice con il nome di benedetto xvi. i sentimenti del suo cuore, invece, allora come adesso egli li esprime con il salmo 73,23s: "ma io sono con te sempre: tu mi hai preso per la mano destra. mi guiderai con il tuo consiglio".
il libro illustra con un linguaggio chiaro e comprensibile i diversi aspetti che regolano l`abilita` decisionale, in altre parole la capacita` degli individui di sapersi orientare nelle situazioni di incertezza e di attuare comportamenti che diano una risposta soddisfacente ai propri bisogni. attraverso una panoramica esemplificata su come gli esseri umani affrontano la necessita` di dover decidere il lettore sara` in grado, riconoscendosi in quello che viene descritto, di comprendere cio` che spesso ostacola il decidere in modo efficace. inoltre, la presenza nel libro di una parte dedicata alla neurobiologia delle decisioni potra` soddisfare la curiosita` del lettore interessato alla comprensione dei substrati anatofunzionali dei comportamenti decisionali.
se vediamo il significato emozionale e spirituale dei nostri momenti difficili, allora possiamo contenere il dolore. le delusioni e le abitudini ci sfidano a scoprire una fiducia reale, altrimenti, le nostre ferite possono facilmente diventare terribili e insopportabili. forse diamo per scontato che non sia possibile avere fiducia o, se abbiamo esperienze di apertura e di fiducia, succede poi qualcosa che ci fa chiudere. ma la caratteristica di una fiducia genuina e` non dipendere dagli altri, ne` da qualcosa di esterno: e` una profonda esperienza interiore di connessione col nostro essere e con l`esistenza. il nostro livello di fiducia genuina e` uno specchio della nostra coscienza ed e` una qualita` che possiamo sviluppare.
"il titolo rimanda subito alle quisquilie di toto`, alle sue `pinzillacchere e bazzecole`, insomma alle cose da nulla, che chiamate `quisquiglie`, con intenzionale sgrammaticatura, appaiono ancora piu` cose da nulla. fuori strada: qui si parla di realta` importanti, come la vita, che si tenta di mettere a nudo graffiandone la crosta e liberandola da ogni nebbia. anche toto`, in fondo, parlava di cose serie, stravolgendo il senso comune del linguaggio per farsi beffe del potere e di tutti i suoi travestimenti. nel libro di pietro tartamella le quisquiglie sono di pe`rla, schegge preziose in cui ogni parola, pesata, lucidata e tagliata come un piccolo diamante, viene incastonata in aforismi e pensieri, che disertano ogni facile convenzione sociale e stereotipo, sprizzando barbagli di luce e senso, riflessigli appunto." (dalla prefazione di nico orengo e fabia binci)
tra i numerosi carteggi di giuseppe verdi ancora in gran parte inediti, quello con la famiglia morosini si segnala per alcune perculiarita`: si tratta, innanzitutto, di un carteggio plurale, dove alla madre emilia si affiancano le figlie giuseppina, annetta, carolina e cristina, in un dialogo tutto femminile rivolto al giovane ma gia` celebre compositore del "nabucco". gli estremi cronologici, probabilmente i piu` ampi dell`intero epistolario verdiano, sono il 1842 e il 1901 (con poche fasi di silenzio attorno alla meta` del secolo), una sorprendente fedelta` che si deve quasi unicamente all`iniziativa della figlia di emilia, la contessa giuseppina negroni prati morosini (1824-1909), tra le prime e piu` ferventi sacerdotesse del mito verdiano. dalle oltre duecento lettere - conservate a sant`agata, al museo teatrale alla scala e all`archivio di stato del cantone ticino a bellinzona - traspare un verdi intimo, alle prese con la composizione delle sue opere non meno che con la fabbrica di sant`agata e della casa di riposo per musicisti, poco timoroso di esprime le sue idee politiche e attento ai grandi eventi storici che hanno segnato la sua epoca. il volume, pubblicato per volonta` dell`archivio storico della citta` di lugano in collaborazione con l`istituto di studi verdiani di parma, e` curato da pietro montorfani, coadiuvato negli apparati critici e nelle note da giuseppe martini. ad apertura del libro, un intervento di renato meucci sulla competenza strumentale del giovane verdi.
la benda sugli occhi, un attributo dell`immagine simbolica della giustizia come donna, e` al centro del percorso disegnato nelle pagine di questo libro. di questo attributo viene qui ricostruito l`atto di nascita nel 1494, la rapida diffusione nel contesto dell`eta` della riforma protestante e la fortuna successiva. indagando le ragioni di tanta e cosi` rapida fortuna (che non tocco` pero` l`italia) se ne e` individuata quella fondamentale nella potente suggestione religiosa della narrazione evangelica di gesu` bendato e deriso: un modello di sofferenza e di perdono che dette nuovo impulso alla figura della dea giustizia trasmessa dal paganesimo antico alla cultura dell`europa occidentale. dopo l`attesa medievale del giudizio universale, l`esigenza della giustizia imparziale dominata dallo sguardo di dio trovo` la sua incarnazione nell`asserita investitura divina dei poteri politici e religiosi. per dare poi vita nel settecento all`idea del tribunale della pubblica opinione come espressione sostitutiva dell`antico simbolo dell`occhio di dio. ma nel mondo contemporaneo la spettacolarizzazione di crimini e processi si accompagna a una crisi della giustizia che sembra destinata a rendere nuovamente attuale e problematico il simbolo della benda.
"si imprigiona chi ruba, si imprigiona chi violenta, si imprigiona anche chi uccide. da dove viene questa strana pratica, e la singolare pretesa di rinchiudere per correggere, avanzata dai codici moderni? forse una vecchia eredita` delle segrete medievali? una nuova tecnologia, piuttosto: la messa a punto tra il xvi e il xix secolo, di tutto un insieme di procedure per incasellare, controllare, misurare, addestrare gli individui, per renderli docili e utili nello stesso tempo. sorveglianza, esercizio, manovre, annotazioni, file e posti, classificazioni, esami, registrazioni. un sistema per assoggettare i corpi, per dominare le molteplicita` umane e manipolare le loro forze si era sviluppato nel corso dei secoli classici: la disciplina."
dopo la morte dell`amico e collega giovanni falcone, il coraggio e` cio` che spinge, nonostante la paura, il giudice paolo borsellino a compiere fino in fondo il proprio dovere. di magistrato e di uomo, perche` pubblico e privato si contaminano sempre nella sua vita: i pensieri del giudice si rispecchiano in quelli dell`uomo e viceversa. l`autore decide cosi` di raccontare la vita del magistrato borsellino attraverso la descrizione dell`uomo paolo, un uomo tutto d`un pezzo, un uomo che non accetta compromessi, un uomo dal forte rigore morale, un uomo semplice diventato eroe, il cui lavoro pero` non e` ancora finito. il percorso iniziato da paolo e giovanni e` tuttora lontano dal raggiungere il traguardo, ma - come ricorda l`autore - con il loro esempio ci hanno fornito gli strumenti etici e una mappa morale per proseguirlo nel loro nome. e un cammino difficile ma, come ogni cosa complessa, e` formato da tante cose semplici, servono tanti piccoli passi nella giusta direzione, e questo saggio non e` altro che uno di essi.
nella primavera del 2011 il mondo arabo e` stato investito da una serie di proteste radicali che chiedevano un reale cambiamento dei regimi politici al governo. dopo decenni di dittature militari, di corruzione generalizzata, malversazioni, inefficienza amministrativa e sperpero delle risorse nazionali, per un breve spazio di tempo e` sembrato che finalmente la democrazia stesse per affermarsi anche in medio oriente. il sogno si e` infranto quasi subito nella tragedia: la sanguinosissima guerra civile in siria, i conflitti tribali e petroliferi in libia che hanno smembrato quella parvenza di stato che era la jamahiriyya di gheddafi, le guerre religiose che nella penisola arabica hanno ridotto alla fame lo yemen. tunisia a parte, ovunque la richiesta di democrazia e` stata disattesa, ovunque i problemi economici e demografici sono rimasti irrisolti, ovunque si e` preferito utilizzare la forza per affrontare le tensioni tra stato e societa` civile. ripercorrere la storia di questa stagione e` fondamentale per comprenderne fino in fondo le ragioni, per analizzare le responsabilita` e per prevedere le conseguenze che essa avra` anche sulla nostra parte di mondo. una lettura indispensabile per chiunque voglia approfondire le contraddizioni e i conflitti del nostro tempo, soprattutto in un paese come l`italia che dal legame con il mondo arabo viene direttamente coinvolto.
scritto con stile semplice, ma preciso, alla maniera della scuola di barbiana, questo libro non intende dare informazioni fine a se stesse sulle ingiustizie a le miserie sofferte dai poveri del sud del mondo. i soprusi, le ingiustizie, lo sfruttamento, sono fatti troppo gravi a dolorosi per farli oggetto di puro approfondimento culturale, di spettacolo televisivo o di discussioni accademiche. l`ingiustizia va affrontata per risolverla. percio` questo libro parte da te, dagli ingiusti meccanismi economici che ti coinvolgono, dalle complicita` che tuo malgrado hai con gli speculatori, dalle responsabilita` che puoi e devi assumerti a fianco degli oppressi. di scena sono i consumi. ormai il caffe`, il cacao, le banane, gli ananas sono generi alimentari abituali, che tu compri distrattamente nei supermercati. ma dietro a questi prodotti si celano degrado ambientale, deficit alimentare, speculazione, che condannano milioni di famiglie alla miseria. che fare? questo libro ti dice come puoi dare al tuo consumo uno sbocco diverso da quello presente, uno sbocco che e` finalmente di solidarieta` a di liberazione per i dannati della terra.