"questo libro e` il distillato di quanto ho da dire, in tarda eta`, sulla musica, sui musicisti e su questioni relative al mio mestiere" dichiara alfred brendel, che, scegliendo la forma dell`abbecedario musicale - da "accento" a "zarzuela" -, rivela ancora una volta la sua duplice natura di musicista e acuto saggista, oltre a confermare la sua predilezione per l`aforisma e il frammento. chi lo conosce sa che nei suoi scritti profonde riflessioni sui problemi dell`interpretazione musicale si alternano ad aneddoti, considerazioni sulla tecnica pianistica a sapide testimonianze sui rapporti ora idilliaci ora burrascosi con direttori d`orchestra e cantanti: e questo vademecum lo conferma. qui tutto ruota intorno al pianoforte, "mobile dai denti bianchi e neri" che sotto le mani dell`interprete diviene "luogo di metamorfosi", unico strumento che consenta di "evocare la voce umana nel canto, il timbro di altri strumenti, l`orchestra, l`arcobaleno o l`armonia delle sfere". gli appassionati troveranno dunque risposte originali agli interrogativi che il testo musicale pone all`interprete, e suggerimenti anche inconsueti sulla costruzione del repertorio e sul significato della fedelta` esecutiva. nonche` illuminanti ritratti dei compositori che hanno accompagnato la vita di brendel: da bach a liszt, passando per scarlatti, mozart, beethoven, chopin, schubert, schumann e brahms.
"prima si crea l`opera, e solo dopo si riflette su di essa." e una frase di joseph conrad che, significativamente, tabucchi pone in epigrafe alla presente raccolta. il volume unisce sette testi di poetica, per la maggior parte inediti o inediti in italia, che illuminano un pensiero, una parola, una suggestione presente nei romanzi dello scrittore: da "requiem" a "sostiene pereira", dal "filo dell`orizzonte" alla "donna di porto pim" ad altri ancora.
sono ormai passati undici mesi dalla morte della bella e imprudente rosemary barton, e il suo ricordo ancora domina su quanti l`hanno conosciuta. all`improvviso pero` una serie di lettere anonime fa balenare il sospetto che non si sia trattato di un suicidio, come avevano concluso gli inquirenti, ma di un assassinio. ma chi poteva avere interesse a uccidere la donna? un marito tradito, una sorella invidiosa, una rivale incattivita o un amante annoiato? o forse rosemary aveva veramente deciso di togliersi la vita perche` tormentata da un oscuro segreto? cio` che appare subito chiaro e` che nessuno di quanti erano con lei al ristorante luxembourg, al momento della sua tragica fine, e` chi dice di essere. la verita` verra` alla luce solamente dopo un`allucinante e fatale ricostruzione del crimine.