nato il 9 settembre 1941 a dowson, georgia, otis redding e` stato insieme a ray charles e james brown il piu` grande soul singer mondiale. mori`, ironia della sorte, proprio al culmine della sua carriera musicale, in un incidente aereo a madison, nel wisconsin, il 10 dicembre 1967. insieme a lui perirono anche i componenti del gruppo che l`accompagnava in tour: i "bar keys". redding inizio` sin da bambino ad interessarsi di musica e, come molti afroamericani della sua generazione, il primo palcoscenico e` stata la chiesa con i suoi canti gospel. rivolse pero` ben presto la sua attenzione al r&b di little richard (originario di macon, la cittadina dove i redding si sono trasferiti all`inizio degli anni `40), e di james brown che spesso gravitava in quella zona.
"suo marito": cosi` si definisce ted hughes nell`annotare diari e lettere di sylvia plath. "marito di lei". e "lei" e` la figura della poetessa suicida, ma anche la forma assunta nella vita di hughes dalla dea bianca: una figura, secondo robert graves, portatrice di esaltazione creativa e di orrore. in questa maschera l`autrice identifica la chiave della personalita` poetica dello hughes maturo e quella della sua unione con "la sposa alchemica della sua fantasia creatrice". una biografia di ted hughes non puo` prescindere dalla storia del suo matrimonio e sodalizio artistico con sylvia plath e dalla sua lunga attivita` di curatore dell`opera della moglie scomparsa. all`epoca del loro incontro hughes, benche` convinto del proprio destino di poeta, aveva pubblicato poco e solo su riviste universitarie. la plath, con efficienza americana, si prodigo` per diffondere le poesie di lui e fu in gran parte a lei che hughes dovette la pubblicazione del "falco nella pioggia", che lo proietto` di colpo sulla scena poetica anglosassone. per i sei anni del loro matrimonio, quasi attingendo a "un`unica mente condivisa", ted e sylvia lavorarono fianco a fianco, in un rapporto simbiotico ma rispettoso delle singole individualita` poetiche. questo volume e` il racconto di un grande amore finito in tragedia e trasformato in fonte di ispirazione poetica, e al tempo stesso una ricerca letteraria, in cui l`autrice presenta hughes uomo, poeta e marito: un marito perseguitato e "nutrito" dalle conseguenze del suicidio della moglie.
quando una sera di settembre arriva in uno sperduto borgo della dordogna non lontano da lascaux - mentre torbide piogge sferzano le finestre e la gran de beune scorre melmosa giu`, alla base della falesia -, il narratore, giovane maestro fresco di nomina, subito sa di aver varcato una misteriosa linea di demarcazione, e che per lui e` iniziato un viaggio nel tempo, in che suscita . glielo suggeriscono i pescatori e cacciatori che paiono usciti da antichi fabliaux, he`le`ne, la locandiera, , e yvonne, la tabaccaia, alta e bianca - -, abbondante e florida come le uri, corvina ma con gli occhi chiarissimi, che suscita in lui un lancinante, selvaggio desiderio. il maestro la spia quando, regale come sempre, i tacchi alti che infilzano le foglie cadute, attraversa prati e boschi per raggiungere il suo amante, sogna di possederla, di sventrarla, tanto lussuria e ferocia primitiva si rivelano d`improvviso intimamente legate. non a caso il sopraggiungere di yvonne puo` essere annunciato da un corteo di bambini incappucciati che inalberano nel gelo della campagna il trofeo di una volpe morta e vi danzano intorno, e seguito da oscene visioni. perche` se yvonne e` il desiderio stesso in tutta la sua immane potenza, la sessualita` come cerimoniale sciamanico e sacra trance, il borgo di calstenau e` il viscerame del mondo, l`incisione rupestre capace di riportarci ad antiche cosmogonie, all`animalita`, al primitivo - all`immemorabile origine di tutto.