L'avevamo conosciuta con l'ottimo Close To The Dark e la ritroviamo con questo interessante lavoro dove mischia rock e canzone d'autore, vocalità flessuose ed intuizioni jazzy. Una Norah Jones meno sofisticata, Brandi sa dosare emozioni e mestiere e si pone sullo stesso piano di Rachael Yamagata. Un talento in decisa crescita.
Il disco più noto dell'organista della E Street Band, edito nel 2001. Da tempo fuori catalogo.
Dopo avere conquistato una certa popolarità negli anni novanta, la Freddy Jones Band ( nel gruppo nessuno ha questo nome), ha mollato il colpo, per poi apparire nel 2009 con Time Well Wasted. Poi un lungo silenzio sino a questo nuovo lavoro. Il suono è via via mutato da rock classico a southern rock per approdare ora ad un country rock moderno, con influenze southern. La band non ha perso la forza nè la voglia e Never Change è uno dei loro dischi migliori, come dimostrano i pareri dei fans, catturati nella rete, grazie a canzoni quali: Never Change, Nothing Can Replace, All That You Need.
Il primo disco registrato da Jeff per la Columbia. Siamo nel Febbraio del 1993 ed il produttore Steve Berkovitz lo porta in studio a New York. Jeff e la sua chitarra. Ed il disco è una vera sropresa. Il giovane Buckley registra dieci covers, brani di Bob Dylan, Led Zeppelin, Smiths, Sly and The Family Stone, Louis Jordan, Bukka White. Versioni personalissime, tra le quali il blues Poor Boy Long Way From Home e Calling You (Bagdad Cafè): due veri capolavori. Un disco splendido, sorprendente, inetteso.