Disco d'esordio come solista per Billy Talbot dei Crazy Horse. Sano rock chitarristico, più di 70 minuti di musica.
Interessante cantautore che proviene dal Tennesse. Liriche forti, una voce alla Tom Waits, qualche accenno a Springsteen e, sopratutto, una manciata di canzoni che non sono legate alle radici ma che sanno di cantautorato puro.
La prima sorpresa dell'anno, Jon Brooks. Canadese, ha già alcuni dischi al suo attivo,,ma è con questo album che si sta rivelando a livello internazionale. Brooks ha una bella penna e, manco a dirlo, una voce notevole.Una voce che segna le canzoni e che prende al primo ascolto.E poi, e questo non è da tutti, sa scrivere.Il nuovo album contiene una manciata di canzoni, tra cui Todos Caminamos Por Este Caminito ( non spaventatevi, a parte il titolo, la canzone è in inglese ): una splendida ballata che ha un piglio folk -mexican, cantata benissimo e dotata di una melodia che cattura al primo ascolto.Ma non è l'unica, anzi. Già il brano di aperura, 01, è ad ampio respiro, dotata di una notevole base melodica, come anche All Life's Meaning, Proxima B, Standing At The Gates ed altre. Un bel disco, una scrittura lucida, un suono scarno ( non c'è batteria ), ma pieno di forza e di canzoni di indubbio spessore. Merita attenzione, assolutamente. Finalmente disponibile la versione in vinile, 180 grammi, stampa Usa.
Il nuovo album della band di Scott McCaughey e del chitarrista dei R.E.M. Peter Buck si muove tra giri di chitarra che sono ormai parte della storia del rock e colpi di batteria ben assestati con la sola intenzione di delineare un buon rock'n'roll che al giorno d'oggi è più che abbastanza.
