la scienza piu` antica del mondo nasce fissando lo sguardo verso le stelle, senza mai dimenticare che il vero oggetto della sua riflessione e` l`uomo: le sue domande, le sue aspirazioni e la sua attenzione nei confronti dei momenti incerti della vita. per questo, con il passare del tempo, il sapere degli astrologi e` cresciuto diventando un campo difficile da dominare... con questo libro, grazie al lavoro dell`astrologa statunitense joanna martine woolfolk, diventa possibile padroneggiare tutti gli aspetti della disciplina: una chiave indispensabile per penetrare nei meandri del destino, acquisire una nuova consapevolezza e affrontare la sorte con maggiore tranquillita`.
come j.r.r. tolkien e c.s. lewis, charles williams credeva nel potere del mito, nella capacita` della fantasia di rispecchiare la verita` interiore. piu` degli altri due, suoi compagni nel circolo degli inklings, percepiva quanto sottile fosse il velo che separa il mondo della materia da quello dello spirito. la cittadina di baule hill, poco lontano da londra, e` il luogo dove questi mondi filtrano l`uno nell`altro. qui, mentre il commediografo peter stanhope sta per mettere in scena il suo nuovo lavoro, pauline anstruther vive nel terrore di incontrare il proprio doppio, che le appare tormentandola fin dalla nascita. intanto, la frustrazione amorosa di lawrence wentworth per adela hunt genera un demone femminile, che trascina l`uomo verso la dannazione. per tutti, la salvezza e` in quella "dottrina di scambio e sostituzione" che williams aveva sviluppato da un passo della "lettera ai galati - "portate i pesi gli uni degli altri" - e aveva messo a fondamento della sua teologia personale.
noi siamo un solo pianeta, una sola umanita`. quali che siano gli ostacoli, e quale che sia la loro apparente enormita`, la conoscenza reciproca e la fusione di orizzonti rimangono la via maestra per arrivare alla convivenza pacifica e vantaggiosa per tutti, collaborativa e solidale. non ci sono alternative praticabili. la `crisi migratoria` ci rivela l`attuale stato del mondo, il destino che abbiamo in comune. abbiamo eletto gli stranieri a causa di tutti i nostri mali. in realta` il nostro senso crescente di precarieta` e paura dipende dalla incapacita` di governare l`enorme forza dei processi di globalizzazione.
il 9 maggio 1936, dal balcone di piazza venezia, mussolini annunciava agli italiani la . l`etiopia, fin dai tempi della disastrosa battaglia di adua del 1896, era stata l`oggetto del desiderio del colonialismo italiano. gli italiani per decenni l`avevano voluta, sognata, avevano ucciso ed erano morti per possederla. il duce aveva piani grandiosi: eliminare l`emigrazione all`estero popolando l`etiopia con milioni di italiani, che avrebbero dato vita a una societa` ideale, produttiva, razzialmente pura e perfettamente fascista. in decine di migliaia risposero all`appello, lasciarono le loro case e partirono, convinti dalla propaganda del regime che avrebbero potuto fare fortuna in una terra ricca di opportunita`. la realta` sarebbe stata molto diversa. ma quali furono le esperienze di coloro che si trasferirono nelle terre del negus? dove e come emigrarono? quanto fu diversa la loro quotidianita` da quella vissuta in italia? come interagirono con gli etiopici e con il regime? la risposta a queste domande ci restituisce la storia degli uomini e delle donne che colonizzarono l`impero, con i loro sogni e le loro aspettative, le loro esperienze e i loro giudizi su questa breve, ma decisiva, esperienza oltremare.
giordano bruno accetto` il rogo per eroica coerenza intellettuale? nei quasi otto anni che trascorse in carcere, prima a venezia e poi a roma, il filosofo condusse un`aspra battaglia per non soccombere, non abiurare, non morire. decise di rovesciare il tavolo solo quando si senti` definitivamente in trappola, nell`impossibilita` di salvaguardare se stesso e la sua filosofia. la scelta di salire sul rogo venne, dunque, presa solo alla fine del lungo processo. cosa accadde esattamente in quel momento, come giunse a quella decisione e perche`? per quale ragione bruno - a differenza di alcuni suoi illustri contemporanei, tra cui galileo galilei - dopo avere tanto a lungo lottato per affermare la sua verita`, decise infine di chiudersi nell`ostinazione e accettare le conseguenze ultime della condanna inflitta dagli inquisitori? perche`, dopo aver piu` volte dichiarato la disponibilita` a farlo, non pronuncio` un`abiura di facciata? il libro affronta questi interrogativi ripercorrendo l`itinerario intellettuale di giordano bruno nelle corti di tutta europa e seguendo, anche attraverso documenti inediti, tutte le tappe del processo.
tramite le parole dei poeti, dai lirici greci alle elegie di ovidio, l`immagine del mare d`amore ha attraversato i secoli. nelle saghe mitologiche gli amanti eroici, teseo e arianna, giasone e medea, paride ed elena, solcano le onde sospinti dal vento del desiderio. isole e scogli sono spesso scenari dei drammi amorosi e un tuffo tra le acque, come quello di saffo dalla favolosa rupe di leucade, sigilla talvolta una storia infelice. sullo sfondo c`e` il culto della dea afrodite che per i greci non era solo la divinita` dell`amore ma anche la signora dei mari e della navigazione.
dal primo avventurarsi su due gambe nelle pianure africane alla produzione di pitture rupestri, piramidi, bastimenti, parlamenti e molto altro: tanto si e` scritto sul cammino evolutivo dell`umanita` grazie al lavoro di paleontologi, archeologi e genetisti. ciascuno di loro ha messo un tassello a formare un quadro generale della nostra storia. ma oggi siamo riusciti a compiere un altro passo: con la capacita` che abbiamo acquisito di leggere a fondo il dna di tante persone, passate e presenti, e di interpretarne le differenze, quei resti non solo ci danno un`idea delle migrazioni, degli scambi, dei processi di adattamento all`ambiente che hanno fatto di noi quello che siamo, ma ci hanno anche permesso la ricostruzione delle sembianze dei nostri antenati. il lavoro scrupoloso di un gruppo di artisti ci fa finalmente guardare in faccia homo erectus, che per primo ha imparato a maneggiare il fuoco, e i piccoli ominidi dell`isola di flores in indonesia, che qualcuno ha ribattezzato hobbit; i vecchi europei, gli uomini di neandertal e quelli nuovi come otzi, l`uomo dei ghiacci del museo di bolzano, e tanti altri. guardandoli negli occhi possiamo capire meglio quanto abbiamo in comune, quanto ci siano vicini, quanto e` vero che, nonostante la grande distanza temporale, noi in qualche modo siamo loro.
perche` il fascismo? e perche` in italia? perche` proprio nel nostro paese si e` imposto un regime dittatoriale che ha proposto una formula politica che e` stata presa a modello non solo in europa e continua a esercitare un suo fascino sinistro? tutte questioni ancora aperte e che ancora ci sfidano.