dentro una strana casa a forma di barca uno scrittore fallito consuma la vita creando pianeti nella propria testa, annotando sogni e incubi su un diario folle, vagando con la mente per una bucarest allucinata, pulsatile, ectoplasmatica. divenuto professore di romeno in una scuola di periferia, lavoro che detesta e ripudia, in quel tetro edificio conosce figure che diventano per lui punti di riferimento: un matematico che lo inizia ai segreti piu` reconditi della sua materia, gli adepti di una setta mistica che organizza manifestazioni contro la morte nei cimiteri della citta` e infine irina, la donna di cui si innamora. in un delirio abbacinante di immagini assurde, lo scrittore tenta disperatamente di sfuggire alla tirannia dei nostri cinque sensi e di accedere a un`altra dimensione dell`esistenza. "solenoide" e` il capolavoro di mircea ca?rta?rescu, l`opera monumentale che ingloba e fagocita tutte le precedenti, restituendoci la totalita` del suo pensiero e l`eccezionalita` della sua scrittura, la quale ricorda kafka, borges, pynchon, bola?o. c`e` qui l`impronta di un visionario, un profeta che ci svela in tutta la sua evidenza la , la gabbia che il nostro cervello ha costruito per noi. perche` per ca?rta?rescu la realta` e` un carcere e noi, come il protagonista di questo libro, abbiamo il dovere di evadere, di cercare, anche a rischio di impazzire, un`altra verita`. "solenoide", e` questa la sua grandezza, apre uno squarcio e illumina la via di fuga.

cosi`, nel 1968, joan didion presentava al lettore "verso betlemme": una raccolta di venti storie - articoli, reportage, saggi - capaci di raccontare l`america, i suoi umori e le sue culture come mai nessuno aveva fatto prima. a rendere illuminante ognuna di queste storie e coerente la raccolta nel suo insieme e` la scrittura maieutica di didion, il suo incedere curioso dal particolare a un universale mai ne` , il suo spingere la prosa giornalistica nei territori della letteratura. in queste pagine la cronaca di un processo per omicidio diventa cosi` il resoconto della fine del sogno americano, un delicato ritratto di john wayne l`affresco di un`epoca al tramonto, il racconto di una diatriba tra joan baez e il suo vicinato getta una luce impietosa sul quotidiano dell`icona del `68, il reportage del quartiere di haight-ashbury smonta pezzo dopo pezzo il mito del flower power. "verso betlemme" setaccia, filtra e racconta un cambiamento epocale, un paese dove tutto sembra andare in frantumi, dove un ordine si e` sgretolato lasciando un vuoto che sara` presto riempito da qualcosa di diverso, piu` simile al caos: . joan didion non fa che regalarci la sua ostinata curiosita`, il suo sguardo lucido e meravigliato, e il risultato e` una lezione irripetibile di giornalismo narrativo che trascende lo spazio e il tempo del proprio oggetto d`indagine.

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