nel febbraio del 1889, la rivista americana "the forum" pubblico` un racconto di jules verne (1828-1905) ambientato nel lontano futuro della societa` statunitense. protagonista del racconto e` francis bennett, un magnate dell`informazione, proprietario di un enorme complesso imprenditoriale fondato su un giornale, l`earth-herald. intorno al giornale, che viene trasmesso via telefono e via `fonografo`, ruotano grandi interessi economici e politici. francis bennett infatti finanzia ricerche scientifiche, imprese spaziali, grandi attivita` imprenditoriali. ma soprattutto francis bennett gode di un potere politico che oscura quello dello stesso presidente. il controllo dell`informazione diventa cosi` il vero potere nel mondo del 2890...
questo racconto lungo che inizia in argentina senza veramente mai lasciare l`italia e` una vera e propria inchiesta sul senso dell`essere oggi sospesi in una modernita` in cui le identita` si confondono e i luoghi perdono importanza; in cui dunque perfino l`estremo tentativo dello spaesamento (volare a buenos aires per preparare un viaggio che rischia di esaurirsi nella sua preparazione) non puo` non portare alla frustrazione. in uno stato di sonnambulismo in cui si riconosce il vecchio vizio dell`accidia, il protagonista, "dandy pagato dallo stato" per le sue ricerche universitarie, ripercorre i luoghi di una leggende letteraria che in fondo lo interessano meno delle minime varianti di una contemporaneita` banale e grottesca.
a partire dagli anni trenta gli interessi scientifici di wittgenstein si spostano dalla filosofia della logica alla filosofia della matematica. a cambridge insegna a piccoli gruppi di allievi, tra cui bosanquet, turing, von wright, in stretto dialogo con loro; non comunica un sapere gia` codificato, ma dipana ad alta voce il filo delle proprie riflessioni. gli appunti presi dagli allievi - su cui cora diamond, professore di filosofia all`universita` della virginia, ha costruito il libro - sono dunque qualcosa di unico. essi documentano la forma dell`insegnamento di wittgenstein, il suo modo di far lezione, lo stile dell`argomentazione e della proposta didattica, originale e consapevole, che appare talvolta come un`improvvisazione teoretica simile all`improvvisazione che il concerto romantico riservava all`ispirazione del virtuoso: la cadenza .
in questo ciclo di conferenze, il premio nobel richard feynman, parlando a braccio sulla scorta di poche note, racconta a studenti di varia provenienza, con scarse conoscenze matematiche, in che cosa consiste il lavoro del fisico teorico. il suo intento non e` pero` di divulgare i contenuti della fisica (che`, tanto, senza equazioni nessuno ) ma di mostrare il modo in cui essa procede e di rendere in qualche misura consapevoli anche i profani del valore intellettuale dell`impresa. e lo fa col suo stile immediato e antiretorico, senza vaghe affermazioni qualitative, sulla base di esempi concreti tratti dalla fisica di ieri e di oggi, analizzati quanto basta per mettere in luce l`essenza del metodo. al lettore piu` esperto non sfuggiranno le osservazioni sottili, le intuizioni profonde di cui questo libretto, come ogni scritto di feynman, e` ricco: dalla dimostrazione einsteiniana della localita` delle leggi di conservazione all`analisi del significato della termodinamica, alle considerazioni finali sul futuro della fisica.