leon pinsker (1821-1891) e` stato il fondatore del sionismo politico. la sua opera edita nel 1882, molti anni prima de "lo stato ebraico" di theodor herzl (1896), ha contribuito a porre fra gli ebrei dell`europa orientale, vittime designate di un`ondata di pogrom zaristi, il problema della loro identita` culturale e politica. la sua proposta, come risulta dal titolo stesso del pamphlet, intende contrapporre al processo di assimilazione individuale che si veniva compiendo nelle societa` dell`occidente, un processo di emancipazione collettiva, di cui dovevano essere protagoniste le comunita` che vivevano nei ghetti e negli shtetl dell`impero russo, avente come fine la creazione di uno stato indipendente di ebrei, per gli ebrei e governato dagli ebrei.
... questi "sopralluoghi" hanno permesso di individuare una complessa fenomenologia di forme, le quali, sottraendosi al "controllo" dell`evidenza, tendono di continuo a inventare nuovi rapporti di senso, nell`orizzonte di quella filosofia di cui parla merleau-ponty, che non cerca "un immediato abolito per confondersi in esso: quello che essa vuole e` trasportarsi [...] sul cerchio di fuoco del visibile, del nominabile, del pensabile, dove il vedere, il parlare, il pensare attuali riannodano il legame con tutte le visioni, tutte le parole, tutti i pensieri". (dalla premessa)
il saggio introduttivo affronta tre momenti particolarmente significativi della vita e dell`azione spinelliana: la genesi del manifesto di ventotene; il contributo al negoziato della comunita` europea di difesa e della comunita` politica; il trattato-costituzione approvato dal parlamento europeo del 1984. attraverso il filo rosso dell`opera e dell`azione spinelliana, il libro esamina e illustra le tre scuole del pensiero europeo: quella federalista di spinelli, quella funzionalista di monnet e quella interrogativa di de gaulle. dal loro confronto emerge il complesso percorso dell`integrazione europea, un percorso che procede per squilibri dinamici e in cui le tre forme, al tempo stesso, si combattono e si contaminano. prefazione di tommaso padoa-schioppa.
quale sorte o quale destino attende la filosofia alle soglie del duemila? questione non semplice a cui hans jonas cerca di dare risposta nelle pagine autobiografiche di questo testamento filosofico. una diagnosi rigorosa del passato piu` recente: la filosofia dell`esistenza da un lato e l`incredibile progresso della tecnologia dall`altro; una prognosi ispirata ai principi dell`etica della responsabilita`, in cui il filosofo propone all`umanita` intera la stipula di un contratto di pace con la natura, ma in cui anche auspica che le nazioni piu` ricche e i saggi della terra abbiano il coraggio di rinunciare a una parte dei loro beni per garantire all`uomo una sopravvivenza degna del posto che occupa nell`universo.

