Sotto la guida di Paul Rodgers i Bad Company riprendono i loro classici dal vivo. Ci sono anche due nuove canzoni in studio.
se il professor victor henrik askenasi, proveniente da parigi e diretto in grecia, ha deciso di fermarsi a dubrovnik (che negli anni trenta si chiama ancora ragusa), e` forse perche` - non diversamente dal giacomo casanova della "recita di bolzano", ne` da tanti altri personaggi di marai - e` li` che ha un appuntamento con il destino. perche` li`, forse, trovera` la risposta alla domanda che da sempre lo tormenta - quella che lo ha spinto, alcuni mesi prima, a lasciare sua moglie, i suoi studi e la sua cattedra di greco antico, e ad andare a vivere con una equivoca ballerina russa. situazione banale, in apparenza, sebbene altamente "sconveniente", come amici e colleghi l`hanno giudicata: un maturo signore si innamora di una donna giovane e attraente. e invece no: alla turbinosa eliz, come a tutte le donne che ha incontrato nella sua vita, askenasi non ha fatto altro che chiedere quella risposta. ma nemmeno lei, pur nella sua solare sensualita`, nella sua generosa impudicizia, ha saputo dargliela: eliz non era la meta, poteva soltanto mostrargli la strada. adesso, in un pomeriggio di maggio eccezionalmente caldo, allorche` decide di andare a bussare alla porta della sconosciuta che gli ha rivolto uno sguardo provocante chiedendo la chiave della sua stanza a voce appena troppo alta, askenasi sente che la risposta e` vicina, che e` infine arrivato il momento di oltrepassare quel limite al di la` del quale forse c`e` l`oscurita` del crimine e della follia - o forse la verita`.
questi racconti, scritti nella seconda meta` degli anni ottanta, sono di ambientazione prevalentemente africana, ma non si svolgono solo in sudafrica, o nel resto del continente. offrono piuttosto una panoramica del mondo nel suo complesso. sono storie diverse tra loro, in differenti paesi, con personaggi di varia estrazione sociale e razziale. sono sedici narrazioni lapidarie e folgoranti, tra cui: una fuga dal mozambico attraverso il kruger park, in condizioni cosi` dure da rendere i fuggitivi simili agli animali che i turisti vanno ad ammirarvi; un rapporto d`amore tra una meticcia e uno svedese, messo in pericolo dall`impegno politico di lei; la paura dei bianchi di essere assaliti nelle loro case e il tentativo di trasformare quindi le abitazioni in bunker, con il rischio di rimanervi imprigionati a propria volta; l`eterno interrogarsi da parte di alcuni bianchi sulla possibilita` reale di considerare il sudafrica il loro paese; il disgusto di un controrivoluzionario verso cio` che ha fatto; la colpa segreta di un ricco agricoltore afrikaner. sono spesso storie di violenza, esplicita o implicita che sia, narrate in modo incalzante, con finali per lo piu` imprevisti e aperti, che lasciano il segno. con sguardo disincantato e problematico, e in uno stile asciutto e incisivo, nadine gordimer vi affronta temi a lei particolarmente cari, quali la politica, l`amore, il futuro, l`incontro e lo scontro tra culture, le conseguenze di sradicamento e migrazioni.
quando la giovane donna che ha chiesto udienza (e che lui ha accettato di ricevere nonostante l`ora tarda) entra nel suo ufficio, il consigliere del ministero degli interni ha una bizzarra reazione: una "delirante, tremenda ilarita` si diffonde nelle sue membra come un formicolio". e cosi` che deve ridere il diavolo, pensa l`alto funzionario, "allorche` si rende conto che, sia pure in modo deforme e orribile, il suo volto assomiglia a quello di dio". perche` la splendida creatura che gli sta di fronte e` il doppio perfetto di un`altra: colei che molti anni prima, nella penombra di una stanza, gli aveva chiesto, con voce lievemente roca, citando lord lyttelton: "tell me, my heart, if this be love?". poco tempo dopo quella donna si era uccisa, e per amore di un altro. e adesso e` tornata, pensa l`uomo: adesso che lui ha quarantacinque anni, e comincia a sentirsi vecchio; e proprio oggi, quando ha appena controfirmato un documento che gettera` il suo paese nella tragedia della guerra. ma la giovane seduta davanti alla sua scrivania dice di venire dal nord e di chiamarsi aino laine: un nome che in finlandese significa unica onda. che cosa vuole? una borsa di studio, dice, un permesso di soggiorno... ma forse non tutto e` cosi` limpido, e il consigliere di stato lo scoprira` al termine di una lunga notte in cui quella donna, comparsa all`improvviso nella sua vita come un gabbiano planato da lontananze boreali, si mostrera` piu` enigmatica e indecifrabile di quanto avesse immaginato.
come "martin eden", questo romanzo trovera` sempre appassionati - per i quali restera` il libro del cuore. solo un "realista selvaggio" come jack london poteva gettarsi in una vicenda cosi` temeraria, che a partire da uno scenario che ricorda "forza bruta" ci fa veleggiare nel cosmo e nelle epoche con stupefacente naturalezza. all`inizio siamo infatti nel braccio degli assassini di san quentin, in california, dove il protagonista viene regolarmente sottoposto alla tortura della camicia di forza. ma in quella condizione disperata, con feroce autodisciplina, riuscira` a trasformarsi in un moderno sciamano che attraversa le barriere del tempo come muri di carta. amato da lettori fra loro distanti come leslie fiedler e isaac asimov, "il vagabondo delle stelle", ultimo romanzo di jack london, e` anche il suo libro piu` originale, estremo - che si colloca in una regione di confine del firmamento letterario, fra stephen king e carlos castaneda.
Gli ultimi venticinque anni della vita del pittore britannico, scomparso a Londra nel 1851. I viaggi, le opere, i rapporti con lâ€aristocrazia dei proprietari terrieri, il suo controverso rapporto con le donne.
un intreccio laborioso, incalzante, che analizza e sconvolge i fondamenti stessi del pensiero freudiano con il rigore dell`indagine filosofica. un libro che parte dalle problematiche intuizioni di r. d. laing verso un campo di ricerca tuttora in discussione.
Area 0, 88 minuti. Ray Charles, con la sua orchestra, dal vivo a Montreux nel 1997. 16 canzoni, una manciata di classici assoluti, una performance notevole. Tra le canzoni eseguite, abbiamo Georgia on My Mind, Busted, Shadows of My Miind, Song For You, Angelina, Smack Dab in The Middle, I Can't Stop Loving You, sino alla chiusura con What I'd Say,
Germania/USA 1999. 101 minuti. Documentario.