"alexis de veaux ne racconta la vita con stile particolare, delineandone la figura, luci e ombre. lo fa intessendo fatti, aneddoti e sensazioni che dal `56, anno della controversa autobiografia, e con rinnovato interesse dopo il libro di john chilton (`75), hanno alimentato pagine e pagine di testi di ogni genere. il libro sfoglia il calendario con taglio diverso dai numerosi altri scritti sulla complessa, drammatica e sfavillante storia della grande interprete. una scrittura agile, quanto evocativa, densa di richiami e stimoli per attivare sentimenti, sottolineature e qualche flashback" (dall`introduzione di gianni del savio).
polli in rivolta contro un intollerabile rito di espiazione, un cane docile e malmenato in fuga dalla ferocia dei suoi simili e degli uomini, un ronzino stremato da una vita di fatiche e bastonate: ecco i protagonisti di queste taglienti storie ambientate negli shtetl dell`europa orientale. ma protagonisti sono anche gli uomini che, nell`ansia di celebrare le loro feste, di vivere e di dimenticare, non sanno vedere le sofferenze degli animali, e tanto meno attenersi al precetto talmudico che impone "pieta` per gli esseri viventi". non sorprende allora che il bambino angustiato per la sorte di una carpa ("non dice forse il rebe che tutte le creature sono care al signore?") si senta dare dell`idiota dalla madre -e che questa, vedendolo poi piangere (per la piccola perele, uccisa durante un pogrom), pensi semplicemente che gli e` andato del rafano negli occhi. e un bestiario paradossale, quello creato da shalom aleichem, un mondo alla rovescia dove gli animali minano antiche usanze e sovvertono l`ordine naturale delle cose - un mondo co`lto con lo sguardo impietoso ma partecipe che ben conoscono quanti hanno gia` amato gli stralunati personaggi di "un consiglio avveduto" e gli amori tenaci e impossibili del "cantico dei cantici".
fra i molti elementi controcorrente che resero celebre schopenhauer presso una ristretta cerchia di contemporanei e contribuirono nel novecento a trasformarlo in oggetto di culto per una ben piu` folta schiera di appassionati vi e` senz`altro la lungimirante apertura nei confronti del mondo, della cultura e della religiosita` dell`oriente, in particolare dell`india. alcuni, da nietzsche a hesse, videro in cio` il segno di una inarrivabile liberta` intellettuale: per schopenhauer non la grecia, non roma, non il cristianesimo rappresentano la culla e l`eta` dell`oro dell`umanita` - e, quindi, dell`europa - bensi` l`india, il brahmanesimo e il buddhismo. certo egli non fu il solo a pensarlo, giacche` una sorta di indomania caratterizzo` l`intera cultura romantica. schopenhauer fu pero` il primo e unico filosofo a inserire organicamente l`india in un poderoso sistema di pensiero, facendone il cardine della sua metafisica e della sua etica: "buddha, eckhart e io insegniamo nella sostanza la stessa cosa" annoto` due anni prima della morte, consapevole di imprimere cosi` il proprio sigillo di verita` a un`opera destinata a permanere.
"educata alle regole e alla perseveranza", la giovanissima protagonista di questo libro enigmatico svolge con zelo, puntualita` e "con gentile professionalita`" il suo lavoro: accogliere e soprattutto ascoltare i clienti dello specialissimo laboratorio creato dal signor deshimaru nella sede fatiscente di un ex collegio femminile, ora destinato a raccogliere "esemplari". insieme - le ha spiegato lui quando l`ha assunta - dovranno prendersi cura degli "esemplari" con amore: e ha pronunciato la parola "amore" con estrema lentezza. la ragazzina che chiede loro di conservare (dopo averli debitamente catalogati) i tre funghi che ha raccolto fra le ceneri dell`incendio in cui ha perso i genitori non tornera` mai a vederli, ne` mai tornera` il vecchietto che e` venuto a portare i resti delle ossa calcinate del suo padda; ma avranno, come tutti gli altri "clienti", raggiunto il loro scopo: separarsi da cio` che hanno perduto tramutandolo in un "esemplare". anche la narratrice, a causa di un incidente occorsole nella fabbrica di bibite dove lavorava prima, ha perduto qualcosa: l`ultima falange dell`anulare sinistro. e spesso si chiede dove sia finito quel pezzette di carne, quella sorta di "conchiglia rosa ciliegio, soffice come un mollusco". a poco a poco la solerte, docile impiegata si lascera` inghiottire, come da una ragnatela, dal mondo chiuso e ovattato del laboratorio, dal silenzio lancinante che vi regna. fino al giorno in cui decidera` di consegnare anche lei qualcosa di se`.
un piccolo hotel incastonato in una scogliera scoscesa, la spiaggia di ciottoli, il mare indaco: per sugi, che dopo infiniti fallimenti deve affrontare anche il disonore, e` l`approdo cercato - lo scenario ideale per morire. si e` concesso un unico, singolare lusso: tre giorni, il tempo necessario per leggere il resoconto del favoloso viaggio che nel xiii secolo guillaume de rubrouck compi` attraverso l`impero dei mongoli. nulla tranne quel libro lo tiene legato alla vita. ma l`unica altra ospite dell`albergo, la giovane nami, nel registrarsi ha indicato come motivo del suo soggiorno : forse una criptica richiesta di soccorso, o una sfida lanciata alla sorte. e fatale che fra loro nasca un silenzioso dialogo, che ha la stessa iridescenza del mare in cui entrambi hanno deciso di scomparire. e di astrali rispondenze, impercettibili cataclismi, arcane complicita`, beffarde rappresaglie scatenate dai luoghi (come l`abbagliante giardino di pietra di kyoto) sono intessuti anche gli altri due, non meno indimenticabili, racconti qui riuniti. racconti che esplorano, con la sovrana maestria che i lettori del fucile da caccia ben conoscono, quell`indecifrabile e ingannevole universo che si spalanca dietro la parola .
i saggi di questo volume - su montaigne, pascal, racine, baudelaire, proust, sul pubblico del classicismo francese - completano e arricchiscono il quadro del realismo occidentale avviato da "mimesis" dello stesso autore. anche in queste pagine, come nella sua opera maggiore, auerbach mette in atto la sua originalissima metodologia critica, mobile e antidogmatica, capace di rendere significativo il "dettaglio", di risalire dallo stile di testi alla temperie complessiva di un`epoca, di una societa`, di una cultura. la costante attenzione per il pubblico gli permette di penetrare nella segreta dinamica delle opere, nel loro realizzarsi come esperienza estetica, di registrare le mutazioni della spiritualita` - la progressiva "secolarizzazione" in cui si rivela il destino del moderno -, ma anche di cogliere l`emergere di nuove sensibilita` e di nuove forme.