"io sono nessuno" di silvio raffo si segnala all`attenzione del lettore come un`opera singolare da piu` punti di vista. non si tratta di una biografia nel senso tradizionale del termine, l`intento dell`autore e` quello di ricomporre le fasi della formazione di una coscienza poetica "in progress". in questo libro si da` dunque maggior rilievo al fatto "interiore", partendo dalla convinzione che un`esistenza uneventful, come viene solitamente definita quella della dickinson, puo` essere piu` ricca di una vita avventurosa e piena d`imprevisti e cambiamenti. ogni capitolo parte da un testo dickinsoniano, e tale scelta ha un preciso valore: quello di ricondurre ogni evento biografico a una matrice spirituale che in un certo senso "trascende" gli eventi del cosiddetto reale. la reclusione della poetessa, cosi` spesso enfatizzata dai suoi studiosi, non ha nella nostra indagine compiuta alcunche` di claustrale o morboso, e viene lasciato spazio nuove, piu` convincenti interpretazioni.
"avevo cominciato a pensare di scrivere "nelle vene dell`america", uno studio in cui avrei tentato di scoprire per me stesso che cosa potesse significare la terra dove, piu` o meno accidentalmente, ero nato... il progetto era di entrare nella testa di alcuni fondatori o, se volete, "eroi" americani, attraverso l`esame delle loro testimonianze." cosi` willliams avrebbe ricordato questo libro: un`opera che costituisce un genere a se`, l`autobiografia di un continente, affidata a chi sa entrare nella testa di vincitori e vinti, puritani e avventurieri, bianchi e indios, e al tempo stesso nella linfa di una natura troppo ricca, "la bellezza di orchidea del nuovo mondo", predestinata dal suo eccesso intatto allo stupro e al saccheggio.