nina e rowland mahler, una coppia di giovani e cinici inglesi, hanno messo a segno il colpo della loro vita: sfruttare l`inesauribile fame di bon ton di una rampante e cosmopolita nuova casta disposta a spedire i suoi rampolli in svizzera, dove potranno apprendere le regole dell`etichetta. tutto funziona egregiamente, fino a quando piomba al college sunrise un diciassettenne dai capelli rossi. brillante e capriccioso, chris ama circondarsi di mistero. non solo: sta scrivendo un romanzo su maria stuarda e non nutre dubbi sul suo futuro di grande scrittore. quanto basta per suscitare ammirazione, desiderio, astio e invidia. l`autrice fa vibrare una corda segreta in ciascuno di noi, scatenando una tensione che solo un inaspettato evento sapra` allentare.
composto, per progressivi incrementi, intorno a un nucleo originario di sei testi, riuniti sotto il generico titolo di all`inizio degli anni quaranta, vede la luce alla fine del 1964 e costituisce la piu` copiosa delle raccolte poetiche borgesiane. il volume ci consente di seguire, lungo l`arco di oltre un trentennio (il testo piu` antico e` del 1934, e la silloge ne inglobera` di nuovi fino al 1967), l`evoluzione della scrittura poetica di borges, dalle poesie della successiva al declino delle avanguardie a quelle della piena maturita`, contrassegnate dalla conquista di compostezza e misura formale.
fra l`aprile e l`ottobre 1882 friedrich nietzsche, allora all`apice della sua creativita` ma ignoto al pubblico piu` vasto, la giovane e affascinante russa lou von salome` e il filosofo paul re`e furono legati da un sodalizio vibrante, fonte di innumerevoli pettegolezzi, ricostruzioni, interpretazioni. il fatto centrale e piu` significativo di questo rapporto triangolare fu che nietzsche riconobbe in lou l`unico essere femminile che avrebbe desiderato iniziare alle sue scoperte. questa lacerante vicenda si e` dispiegata davanti ai nostri occhi solo in anni recenti, allorche` ernst pfeiffer ha potuto radunare tutti i documenti: lettere, ma anche testimonianze laterali.
scrittrice e intellettuale anglo-americana, iris cutting sposo` il marchese italiano antonio origo e con lui dal 1924 visse nella tenuta la foce, nella campagna toscana. fra il 1943 e il 1944, gli anni terribili della guerra civile e dell`invasione straniera, iris tenne un intenso diario, affidando alle pagine le impressioni e le ansie di quei giorni. straordinaria testimone del suo tempo, sapeva rivolgere il suo interesse ai problemi piu` immediati della vita quotidiana: si occupava della terra, della propria famiglia, ma soprattutto era sempre pronta ad aiutare gli altri. iris e antonio origo accolsero nella propria tenuta piu` di venti bambini sfollati dalle citta` bombardate di genova e torino, bambini bisognosi di istruzione e di cure mediche, ma anche di essere semplicemente accuditi. e allo stesso tempo riuscirono ad aiutare i soldati italiani allo sbando, i primi partigiani, i giovani sfuggiti alla chiamata alle armi repubblichina. la cronaca impressa nelle pagine di "guerra in val d`orcia" rappresenta un caso straordinario di impegno civile e di eroismo, "la vittoria", come scrive sergio romano nell`introduzione, "di alcune centinaia di esseri umani che si sono difesi con le armi dell`amicizia, della solidarieta` e della dignita`".
pier paolo pasolini raccolse in questa monumentale antologia, pubblicata per la prima volta nel 1955, le espressioni piu` belle e curiose di una poesia popolare ricca e varia come quella italiana. di regione in regione, attraverso quasi 800 testi di vario genere e struttura, si passa dai canti narrativi piemontesi alle "biojghe" romagnole, dalle "vilote" venete e friulane ai rispetti toscani, dalle "canzune" abruzzesi ai canti funebri calabresi, dai "mutos" sardi agli stornelli, fino ai canti popolari delle due guerre e alle canzoni fasciste e partigiane. il "canzoniere italiano" rappresenta - grazie anche anche all`introduzione dello stesso pasolini - una tappa fondamentale nella riscoperta della poesia popolare.
questo "dizionario" rappresenta un risultato degli studi sul genocidio degli ultimi vent`anni e intende offrire con estremo rigore scientifico un`analisi globale delle persecuzioni naziste contro gli ebrei, concentrandosi sugli argomenti cruciali senza trascurare specifici avvenimenti politici, luoghi e individui. i saggi raccolti, firmati da specialisti della materia di diverse nazionalita`, si avvalgono di ricerche e prove documentarie che permettono di indagare a fondo le varie questioni che l`olocausto continua a porre. l`edizione italiana ha ulteriormente allargato lo spettro dell`indagine aggiungendo appendici a voci gia` esistenti imperniate sulla realta` italiana e inserendo ex novo alcune voci utili alla comprensione del fenomeno in italia.
(giacinto spagnoletti)
nel corso del lavoro per la sua monumentale biografia di kafka, reiner stach ha isolato novantanove "reperti" che corrispondono ad altrettanti momenti ed episodi, testimoniati dallo scrittore stesso o da suoi amici e contemporanei. tale mosaico ci mostra un kafka poco conosciuto: frequentatore di casino` e bordelli, o di un collezionista di foto ose`, o in ufficio in preda al "fou rire" di fronte al sussiegoso superiore, o fra gli appassionati di nuoto e d`aeroplani, o seduto in giostra in mezzo a ragazzine vocianti, ma anche abile falsificatore della firma altrui - si tratti di thomas mann o di una sedicenne vagheggiata a weimar... fra le sorprese che ci riserva il libro vi e` la prima lettera al padre, rivolta ancora ai "cari genitori", e la piantina dell`appartamento in cui gregor samsa si risveglia trasformato in un insetto. se esilarante e` la pubblica lettura della colonia penale in una galleria di monaco, dove gli astanti cadono in deliquio o fuggono, incapaci di reggere quell`"odore di sangue", mentre kafka prosegue imperterrito, commovente e` la storia delle lettere che lo scrittore attribuisce a una bambola persa in un parco di berlino, per consolare una bambina in lacrime. lettere perdute per sempre. conservato e` invece l`appello a kafka di un infelice messo alle strette dalla cugina che non comprende il senso della metamorfosi.
Questo volume riproduce il testo dell'edizione del giugno 1964 di "Poesia in forma di rosa", una versione aggiornata e corretta rispetto alla prima pubblicazione avvenuta poche settimane prima, nell'aprile dello stesso anno. Pasolini sceglie per questa raccolta, vero e proprio romanzo autobiografico in versi, non un'architettura che ne organizzi le esperienze ma un andamento diaristico che - osservò l'autore in un'intervista - "racconta punto per punto i progressi del mio pensiero e del mio umore" in quegli anni. Si alternano così diversi registri e forme espressive, immagini ora immobili ora febbrili, sequenze fredde e ironiche: "è la forma diaristica del libro quella che fa sì che le contraddizioni vengano rese estreme, mai conciliate, mai smussate, se non alla fine del libro". È in questo dono, o forse groviglio, che si condensano la forza e l'attrazione di Pier Paolo Pasolini. Prefazione di Edoardo Esposito.