composto febbrilmente tra il 1928 e il 1929, "addio alle armi" e` la storia di amore e guerra che hemingway aveva sempre meditato di scrivere ispirandosi alle sue esperienze del 1918 sul fronte italiano, e in particolare alla ferita riportata a fossalta e alla passione per l`infermiera agnes von kurowsky. i temi della guerra, dell`amore e della morte, che per diversi aspetti sono alla base di tutta l`opera di hemingway, trovano in questo romanzo uno spazio e un`articolazione particolari. e la vicenda stessa a stimolare emozioni e sentimenti collegati agli incanti, ma anche alle estreme precarieta` dell`esistenza, alla rivolta contro la violenza e il sangue ingiustamente versato. la diserzione del giovane ufficiale americano durante la ritirata di caporetto si rivela, col ricongiungimento tra il protagonista e la donna della quale e` innamorato, una decisa condanna di quanto di inumano appartiene alla guerra. ma anche l`amore, in questa vicenda segnata da una tragica sconfitta della felicita`, rimane un`aspirazione che l`uomo insegue disperatamente, prigioniero di forze misteriose contro le quali sembra inutile lottare.

la vita di buck, cane di razza abituato al clima mite e alla tranquillita` degli stati uniti del sud, ha un`improvvisa svolta quando, per una scommessa persa, e` venduto e spedito al nord, come cane da slitta. piegato all`obbedienza da un esperto allevatore, riesce a far fronte alle nuove esigenze e a sopravvivere alle privazioni e al clima inclemente. ma qualcosa e` cambiato in lui: nel suo comportamento riaffiorano istinti sopiti. buck sente crescere, sempre piu` forte, il contrasto tra natura e educazione, tra amore per il padrone e slancio incontenibile verso la liberta`.

al centro della scena una donna di mezza eta` cerca di dipingere il ritratto di una ragazza seduta su un divano, lei stessa in anni passati. a poco a poco le si affiancano la stessa ragazza e altre figure della sua famiglia: la madre con la quale ha sempre avuto un pessimo rapporto, la sorella sessualmente disinibita che tanto ha invidiato, il padre marinaio che tanto ha amato, lo zio che ne ha preso il posto accanto alla madre in una situazione amletica. al centro c`e` una scena primaria: dice la donna a un certo punto. ma davvero la questione del tradimento della madre e` il motore di tutto, o e` un alibi che spiega solo parzialmente il fatto di non essere ? la forza di questa pie`ce sta nei tempi mescolati: tutto sulla scena accade in modo simultaneo creando una serie di cortocircuiti esistenziali e rappresentativi molto spiazzanti. le battute tra i personaggi del presente e quelli del passato non dialogano ma si richiamano per echi. dice ancora la donna. il tempo e` il vero protagonista, ma e` rappresentato come una gabbia paralizzante da cui non si esce. tutto e` fissato una volta per sempre e le opzioni per lacerare questo teatro di ripetizioni (accettare le proposte di un uomo innamorato, andare a vedere la madre morente) vengono sistematicamente e coerentemente rifiutate. questo testo teatrale del premio nobel, scritto nel 2002 per il festival di edimburgo, viene messo in scena da valerio binasco, debutto al carignano di torino nel marzo 2024. un`occasione per conoscere la drammaturgia dello scrittore norvegese attraverso uno dei suoi testi piu` acclamati e piu` rappresentati nel mondo.

roberto zamarin, 32 anni, grafico e disegnatore, mori` il 19 dicembre 1972, vittima di un incidente stradale al ritorno da un viaggio notturno deciso all`ultimo momento per fare arrivare il quotidiano "lotta continua" ai distributori nonostante la nebbia che ne aveva bloccato la spedizione per via aerea. zamarin aveva creato il "logo" di quel movimento: un pugno chiuso formato dalle parole "lotta continua" e soprattutto aveva arricchito il giornale con le sue vignette nelle quali narrava le avventure di "gasparazzo", operaio meridionale immigrato in una fabbrica del nord, personaggio che i lettori di quel giornale e non solo loro amarono sin dal primo momento. il volume contiene una ampia selezione di quelle vignette.

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