la storia dei filosofi in mezzo alle onde e` caratterizzata da passioni e lotte. ed e` legata piu` che mai al rapporto tra filosofia e politica, a partire da platone e dal tentativo di governare la nave dello stato senza farla affondare. grandi protagonisti del pensiero hanno navigato dialogando con eroi, come l`ulisse di omero e di dante, sbarcando in isole, come utopia, cercando un senso nella storia, come hegel. ripetendo a gran voce che, nei naufragi come nelle tempeste, si parla di noi, dei problemi dell`europa e della politica che stiamo vivendo. introduzione di massimo cacciari.
nella civilta` occidentale, la musica e` connessa con le arti, con le idee, con gli eventi politici e con le trasformazioni sociali: il suo linguaggio ne dipende strettamente. su questo principio e` fondata la presente sintesi di carattere storico e critico. claudio casini (1937-1994) e` stato professore associato di storia della musica alla seconda universita` di roma e ha collaborato alle trasmissioni radiofoniche della rai e alla rubriche musicali del "venerdi`" del quotidiano "la repubblica". ha pubblicato saggi critici e biografici su numerosi musicisti.
il libro racconta un mistero: la morte di un editore, dovuta non si sa se a frode o a disgrazia, nella sua casa delle vacanze. ne segue un indagine che chiama in causa tutti gli ospiti in prima persona. finche` la sua segretaria, una nubile di poche grazie e di molte virtu`, risolve o crede di risolvere il caso.
l`autore, rivolgendosi alle due figlie gemelle nate nel 1996, ripercorre quasi diaristicamente le tappe che hanno segnato la scoperta della sua paternita`, e prosegue fino a quando le bambine abbandonano il nido e, ormai "grandi", iniziano l`avventura dell`asilo. il libro ha un tono commosso, a tratti poetico, riflette una sensibilita` diffusa e forte, ma ancora poco affrontata nei testi narrativi. l`autore, invece, riesce bene a descrivere questa esperienza come apertura verso il cambiamento del proprio stile di vita e della propria visione delle cose.
macno ha saputo farsi strada nella vita e conquistarsi il potere: si e` servito della televisione come mezzo privilegiato di persuasione; ha costruito, in un paese che ricorda molto l`italia di oggi, una insensibile dittatura; ha scelto di circondarsi di una folla di fedeli e adulatori. ma qualcosa nel suo potere si sta incrinando: quando liza sbarca alla sua corte per intervistarlo, nel palazzo si respira un`aria da ultimi giorni di regime. eppure un sussulto di verita` sta per scuotere macno: il dittatore potrebbe perdere cio` che ha raggiunto, ma anche intrecciare la sua vita a quella di liza.
achille campanile e` stato critico televisivo dell`"europeo" dal 9 febbraio 1958 al 17 novembre 1975. le sue cronache settimanali si offrono oggi come una fonte per gettare uno sguardo sui programmi che hanno fondato la televisione italiana, per cogliere il senso della messinscena che la civilta` di quegli anni involontariamente apprestava. campanile fu tra i primissimi collaboratori dell`"europeo" e si improvviso` critico televisivo quando ancora non si sapeva che cosa fosse la televisione, quale poteva essere la sua incidenza sui costumi degli italiani. campanile si e` trovato insomma a doversi "inventare" un mestiere, e in questo mestiere ha messo tutta la sua capacita` di cogliere vizi segreti, tic e distorsioni di un popolo.
in quella zona del basso piemonte dove, anni dopo, sorgera` alessandria, baudolino, un piccolo contadino fantasioso e bugiardo, conquista federico barbarossa e ne diventa figlio adottivo. baudolino affabula e inventa ma, quasi per miracolo, tutto quello che immagina, produce storia. cosi`, tra le altre cose, costruisce la mitica lettera del prete gianni, che prometteva all`occidente un regno favoloso, nel lontano oriente, governato da un re cristiano. avventura picaresca, romanzo storico in cui emergono in germe i problemi dell`italia contemporanea, storia di un delitto impossibile, racconto fantastico, teatro di invenzioni linguistiche esilaranti, questo libro celebra la forza del mito e dell`utopia.
in questo libro, superando gli schemi e la morale talvolta spietata delle favole classiche, moravia non veste i panni del vecchio saggio o del sentenzioso maestro ma con illimitata fantasia e con sorprendente arguzia narra le avventure e le disavventure di una grande folla di animali umanizzati. o meglio: di uomini che si nascondono dietro una maschera animalesca. come sempre accade con le favole, il debole si mescola ai forti, l`ingenuo agli astuti, il buono ai cattivi. qui pero` la verita` non ha le tinte della tragedia o i toni della farsa perche` moravia, attento conoscitore degli uomini, non rinuncia mai alla speranza, cosi` che il lettore possa imparare divertendosi. le sue storie si propongono, semplici, efficaci, esilaranti, per una lettura accattivante e per un`interpretazione autonoma e personale, adatta tanto al lettore adulto quanto a quello bambino. sullo sfondo del tempo-senza-tempo della favola moravia si e` divertito a portare alla luce, con un`euforica liberta` d`invenzione controllata da uno spirito razionale e avveduto, quell`immaginazione pura che il romanzo e il racconto realistici sono costretti a elaborare e a nascondere.