un villaggio palestinese costruito su un ripido pendio ai piedi del quale si stende l`"inferno", l`accampamento militare israeliano: questo e` il teatro delle avventure reali e immaginarie di djafer `omar isma`yil zaqut, un ragazzo palestinese che l`occupazione ha costretto all`analfabetismo. lettera dopo lettera, con fatica e amore, djafer impara a decifrare il mondo. gli ruotano intorno personaggi magici e imponenti: l`onorevole padre, il fratello pagliaccio, la nonna mangiona, il mistico narratore, ma il loro fascino nulla puo` contro un nemico che conosce solo il linguaggio della violenza. attraverso gli occhi sognanti del protagonista, l`autore racconta, con il linguaggio fascinoso delle leggende arabe, la crudelta` quotidiana dell`intifada.
il cielo muta di colore. ogni mattina macchie viola e rossastre solcano le nubi delle montagne occidentali, alimentando timori e affanni nei sopravvissuti. trascorsi tre anni dalla sciagura, nel piccolo borgo di piedimulo, una comunita` di contadini vive nascosta, protetta dai grandi massi di una frana. oltre il villaggio c`e` il ruscello e oltre ancora ci sono i lupi. scampata dalla metropoli in fiamme, nina ha dodici anni. persi madre e padre durante gli anni della ferocia, ora vive con i nonni a piedimulo. ma la ragazzina riconosce i segnali nel cielo e sa che un oscuro nemico sta bussando di nuovo alle porte. affiancata da personaggi leggendari, nina sara` costretta a crescere in fretta, affrontando un appassionante percorso nei miti ancestrali della natura, alla disperata ricerca di una nuova fondazione umana. torna alessandro bertante con una storia di terra e ghiaccio, magia e spirito, che regola i conti con la modernita` rinnovandone l`immaginario apocalittico.
il romanzo e` la storia di una ragazza che sceglie di fare un matrimonio d`interesse, di prendere la strada che va in citta`. per poi accorgersi che il vero amore e` altrove... passioni senza via d`uscita, vite alla deriva, anime alla ricerca di un approdo sicuro dove lenire le proprie delusioni: con impetuoso realismo ma senza alcun giudizio morale l`autrice, in questo romanzo - che e` il suo primo libro - descrive la solitudine di un`esistenza che nel gioco della memoria rievoca cio` che le e` passato accanto come un mistero incomprensibile e inafferrabile. introduzione di cesare garboli.
"per il giovane stendhal, la scoperta di cimarosa fu la scoperta della musica": cosi` scrive enzo siciliano nella sua prefazione a questa vita di mozart, che segna il debutto del grande narratore francese nella letteratura. se cimarosa fu infatti il primo grande amore musicale di stendhal, mozart rappresento` l`approdo definitivo della sua passione, perche`, come racconta lo stesso stendhal in questa piacevole breve biografia: "un pittore, volendo una volta adulare cimarosa, gli disse di considerarlo superiore a mozart. al che l`italiano, con vivacita`: `che direste voi a chi vi dichiarasse che siete piu` grande di raffaello?`".
conosciamo i nomi degli de`i di roma, visitiamo le rovine dei templi, ci appassioniamo sempre piu` alla mitologia pagana. eppure facciamo fatica a definire cosa fosse la religione dei romani. e vero che la parola latina religio e` solitamente tradotta in italiano con `religione`: ma si puo` davvero parlare di `religione` nell`antica roma? che origine avevano gli de`i? per quali ragioni, con quali intenti e in che modi ci si rivolgeva loro? ha senso parlare di `fede` nel contesto di una religione politeistica? ancora: che impatto ebbe la conquista romana del mediterraneo sui culti delle comunita` sconfitte? perche` roma non tento` di imporre sistematicamente i propri riti attraverso il suo enorme impero? e davvero l`avanzata del cristianesimo si deve spiegare con l`eclissi di una moribonda religione `pagana`? una esplorazione che ci condurra` da roma fino agli angoli piu` remoti dell`impero, dall`eufrate al vallo di adriano, dalle splendide citta` del nord africa ai grandi santuari della gallia transalpina, in un percorso alla scoperta di uno degli aspetti meno conosciuti del mondo romano, capace di dischiuderci un universo ignoto.
Coines Edizioni, 1974, IT. A metà degli anni settanta, Rossellini ha colto uno dei grandi bisogni dell'uomo moderno: quello dell'espansione dei confini della conoscenza e di un più alto livello di "educazione" e per rispondervi si è rivolto alla televisione. Con la ricchezza del suo linguaggio cinematografico posto al servizio del "video" ha iniziato a evocare i momenti nodali e alcuni grandi protagonisti della storia del pensiero umano. Il libro contiene la sceneggiatura del film dedicato a Cartesio, ritratto come un uomo del suo tempo che vive un'esperienza faticosa, contrastata, quasi sempre solitaria, all'interno di una cultura proiettata alla conquista di una nuova dimensione di realtà ma ancora avviluppata dalla tradizione di un aristotelismo scolastico deteriore.
le quattro terre, un mondo in cui l`equilibrio imposto dall`ordine del bene vive sotto la costante minaccia di antiche forze demoniache, deve lottare a ogni generazione per preservarsi dall`invasione del male. a vegliare su di esse, attraverso i tempi, il druido allanon, ultimo rappresentante di una stirpe di custodi della magia, e la famiglia ohmsford, erede di una nobilta` ormai dimenticata. quando il signore degli inganni torna dal passato, sara` shea, primo erede della famiglia, a dover riscoprire la propria origine, e con essa il potere che questa le conferisce. impugnera` cosi` la mitica spada di shannara per arginare le forze dell`oscurita`. una generazione piu` tardi sara` will l`erede della magia degli ohmsford, e per questo ricevera` da allanon l`incarico di difendere e rinnovare, grazie alla potenza delle pietre magiche, la vita dell`eterea, la mitica pianta che mantiene il divieto contro il ritorno dei demoni sulle quattro terre. infine quando l`illidatch, il libro che raccoglie e da` vita alla magia nera, tornera` a minacciare ancora una volta l`equilibrio del bene, saranno la giovane brin ohmsford e il fratello jair a intraprendere, con l`aiuto dell`ultimo druido, un viaggio disperato fino alla sorgente del male, prima che sia troppo tardi.