il blocco di gaza e il sanguinoso assalto alle navi turche hanno riportato la questione israeliana al centro dell`attenzione dell`opinione pubblica. e inevitabilmente sono finite in un unico calderone la condanna dell`aggressione, il sostegno alla causa palestinese e il rifiuto radicale delle ragioni di israele, con tanto di boicottaggio nei supermercati ai prodotti alimentari. per un osservatore come pierluigi battista, chi - a destra e a sinistra - si professa "antisionista" troppo spesso e` semplicemente antisemita. quali sono i motivi dell`ostilita`? perche` critiche lecite sfumano cosi` facilmente in un odio secolare? e perche` i cosiddetti pacifisti sono pronti ad armarsi di luoghi comuni (e non solo) contro uno stato e un popolo che difende solo il proprio diritto all`esistenza?
filippo rube` non fa che passare da una crisi all`altra: arrivato a roma per diventare avvocato e intraprendere la carriera politica, viene travolto e stravolto dalle vicende della storia, privata e collettiva, vede nella guerra un`espansione di se`, resta bloccato in un matrimonio senza amore, e in un mondo lavorativo borghese che non accetta. attorno a lui, intanto, soffiano i venti turbolenti d`inizio secolo: l`interventismo e la grande guerra, i tormentati anni post bellici, la nascita del fascismo, e poi gli echi della rivoluzione bolscevica. rube` e` un uomo mancato, invischiato nel mondo, affetto da "inettitudine alla felicita`", ritratto di una nazione allo sbando. piu` apprezzato all`estero che in patria per la lucidita` con cui seppe ritrarre il profilo culturale - oltre che politico - dell`italia del suo tempo, borgese coglie appieno l`impreparazione del paese a confrontarsi con una vita in balia delle contraddizioni come quella di filippo rube`. un personaggio che ancora oggi, a cent`anni dalla sua nascita, sa parlarci e raccontarci con il respiro della contemporaneita`, senza smettere di vestire i panni di antieroe del novecento. prefazione di elvira seminara.
gli animali di una fattoria, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo aver cacciato il proprietario, tentano di creare un nuovo ordine fondato su un concetto utopistico di uguaglianza. ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con l`astuzia, la cupidigia e l`egoismo che li contraddistinguono si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali piu` docili e semplici d`animo. l`acuta satira orwelliana verso il totalitarismo e` unita in questo apologo a una felicita` inventiva e a un`energia stilistica che pongono la fattoria degli animali tra le opere piu` celebri della narrativa del novecento.
1953. diciotto anni dopo averla lasciata, ted barton torna nella natia millgate, virginia, desideroso di rivedere i luoghi della sua infanzia. una piccola citta di provincia, "simile a centinaia di altre cittadine. due negozi di ferramenta, qualche drugstore, un fabbro". che pero appare profondamente cambiata: e un luogo squallido che non corrisponde ai ricordi di ted. nessuno sembra avere memoria di lui o della sua famiglia, se non per un bambino dallo stesso nome morto nel 1935 di scarlattina. ted inizia a indagare per capire cosa sia successo nel suo passato e si accorge che millgate e diventata teatro di fenomeni paranormali: bambini che animano minuscoli golem d?argilla o controllano gli animali, erranti che passano attraverso le pareti, una misteriosa barriera che isola gli abitanti dal resto del mondo. cosa si cela dietro tutto cio? "la citta sostituita" (1957), tra le prime opere di philip k. dick, riprende il motivo tipicamente americano della smallville per inserirlo al centro di un conflitto cosmico tra bene e male, raccontando una piccola "ricerca del tempo perduto" del suo protagonista nonche alter ego dell?autore, un giovane uomo sulle tracce del proprio passato e della propria vocazione creativa.