e` una saga in cui l`autore sa fondere il privato e il sociale. il tema, antico e nuovo, e` lo scontro fra sentimenti e convenzioni, all`interno di una societa` chiusa dove le sofferenze dei destini individuali si incontrano, si intrecciano e si scontrano con la storia di tutti.
direttore d`orchestra e regista dialogano sul tema controverso dell`"interpretazione" a partire dal tristano e jsotta, opera capitale di richard wagner e del teatro d`opera moderno. un`occasione unica per spiare il lavoro che cuce insieme parola e musica, recitazione e canto. i lettori - e non solo i melomani di stretta osservanza - sono chiamati a partecipare a un rito eccezionale, che e` per l`appunto quello della costruzione del suono e dello spettacolo di un capolavoro chiave nello sviluppo storico della musica moderna: wagner e il suo tristano (cosi` profondamente ambiguo e ricco di futuro) offrono il destro per una appassionante meditazione sulla "realizzazione" di un`opera. un`occasione unica per svegliare l`intelligenza dell`ascolto e della lettura dell`azione teatrale. mai si e` misurata tanta passione nel condividere le ragioni della creazione di uno spettacolo. uno spettacolo che rimanda ad altri spettacoli e definisce una forma di "fare" teatro d`opera che ha lasciato una traccia profonda nella cultura contemporanea.
giovanni della casa possedeva una raffinata educazione umanistica, che gli consentiva di padroneggiare le rime latine come quelle italiane, cui univa un`indiscussa perizia tecnica, il gusto di accostamenti lessicali spesso inattesi e una grande capacita` di far incontrare il senso del suo scrivere con la forma metrica prescelta. le sue "rime" sono finemente lavorate e dimostrano attenzione per la musicalita` delle singole parole e dei versi nel loro insieme. questa edizione, curata da stefano carrai, ridiscute filologicamente il testo e ne propone un commento ricco di riscontri con la lirica precedente e coeva.
"ho assunto un filosofo domato!": e` con queste parole che nei primi anni trenta ha inizio lo straordinario rapporto d`amicizia e collaborazione tra l`americanista antonello gerbi, capo dell`ufficio studi della banca commerciale a milano, e raffaele mattioli, "banchiere-letterato". utilizzando soprattutto gli inediti e i carteggi familiari, l`autore, figlio di antonello gerbi, ricostruisce questo sodalizio attraverso una biografia parallela che vede tra gli "attori" toepliz, luigi einaudi, croce, malagodi, solmi, la malfa, bacchelli, togliatti.
maria chiara levorato offre con questo saggio un`introduzione ai principali campi teorici e applicativi della psicologia infantile. il volume e` propedeutico allo studio dello sviluppo piscologico, del quale vuole fornire una panoramica sintetica e chiara. maria chiara levorato analizza il cambiamento psicologico dal punto di vista cognitivo, linguistico, comunicativo, affettivo, emotivo e sociale.
nel paesaggio americano i luoghi si dilatano a dismisura, le stagioni si susseguono come incognite di cui non c`e` precedente memoria, mentre distanze, impossibili da coprire, portano alle tentazioni della carne e dello spirito, fra esorcismi, identificazioni e false ansie religiose. sotto le arcate di un`universita` che la protagonista chiama confidenzialmente aubrey (come un essere vivente, ambiguamente amico), il filo d`amore che lega linda a un grande studioso si fa sempre piu` esile, assottigliato da un senso di colpa che invece ingigantisce senza fine. con un`introduzione di enzo golino.
la "storia del teatro moderno e contemporaneo" e` articolata in tre volumi, ai quali si aggiunge un volume finale che raccoglie le trame dei mille testi teatrali fondamentali dal cinquecento a oggi. il primo volume e` dedicato alla nascita del teatro moderno, di cui si analizzano i molteplici aspetti della "rottura" rispetto alla tradizione medievale, dove l`esperienza teatrale era ampiamente diffusa ma non veniva riconosciuta come tale a causa del rifiuto ideologico di cui era fatta oggetto da parte della dominante cultura cristiana. con il passaggio all`eta` moderna si sviluppa in europa, sotto la spinta della cultura umanista, un grandioso movimento di reinvenzione del concetto e della pratica teatrale che gettera` le basi per una nuova cultura.
Libro in inglese 1995
il regalo, non richiesto, di un cavallo per la festa dei diciott`anni che nasconde un mistero; il furto di un purosangue ai danni di un disabile; il dilemma di un uomo che ama i cavalli e che ha perduto la passione. tre storie che illuminano di una luce sporca l`universo indistinto delle corse clandestine, l`ultima frontiera dell`ecomafia. tre storie - tragiche, ironiche, commoventi - in cui la sicilia e le sue contrade diventano un grande ippodromo abusivo, senza regole ne` rispetto, dove a vincere e` il cinismo di chi sugli animali specula, di chi li maltratta, di chi li usa senza pieta`.
"la struttura e lo stile di `mentre morivo` esercitano un fascino, a volte esasperante, soltanto se il lettore accetta la sfida di mettere in atto tutta la sua disponibilita` percettiva. bisogna cogliere insieme l`assurdo, il comico, il simbolico, l`inconcluso, la ridicolaggine che incombe sulla tragedia, l`enigma, che non si risolve" (alfredo giuliani).
Enaudi collezione teatro n°149, anno 1972.
ambientato in un ospedale francese all`epoca della prima guerra mondiale, il romanzo, affronta attraverso la figura del protagonista, medico chirurgo, uno dei temi fondamentali della poetica dello scrittore: la domanda sul significato dell`esistenza terrena e sul valore dell`agire dell`uomo. attraverso il contrasto fra il continuo scontrarsi con la labilita` della vicenda umana e l`inestinguibile desiderio di eterno, sperimentato nella storia d`amore vissuta dal protagonista, bourget pone con la radicalita` che gli e` propria la questione di fondo, il rapporto dell`uomo con il proprio destino.
muovendo dallo studio dei rilievi del prodigioso tempio giavanese di barabudur (ix secolo), bosch ci accompagna, attraverso una lussureggiante selva di richiami simbolici, fino al cuore della concezione indiana del mondo: hiranyagarbha, il germe d`oro del rgveda, il principio unico della vita. emerso dalle acque primordiali come pianta di loto, partecipe delle essenze opposte di soma e di agni, hiranyagarbha diviene l`albero cosmico rovesciato, asse dell`universo, nel quale scorre il rasa, l`acqua della vita che anima e accomuna tutti gli esseri - animali, uomini e de`i. cosi`, i motivi che ai non iniziati potevano sembrare decorativi si rivelano carichi dei piu` profondi significati metafisici e religiosi. guidato da un mirabile intuito per le immagini e da una rara familiarita` con le fonti iconografiche e letterarie, bosch ricostruisce la cosmologia che plasma non solo ogni forma dell`arte e dell`architettura indu` e buddhista, ma anche la religione, il mito, la nozione stessa dell`uomo e della vita propri dell`india antica.
pochi personaggi nel mondo della musica e dello spettacolo sono iconici come miguel bose`, in grado davvero di segnare un`epoca, o meglio di attraversare i decenni con uno stile unico: volando, cadendo e rinascendo ogni volta in una diversa incarnazione. polverizzando sempre i pregiudizi. in "il figlio di capitan tuono" bose` si mette per la prima volta a nudo senza reticenze e ci racconta la storia della sua infanzia e della sua adolescenza, una storia che inizia con il respiro di racconti senza tempo, con lui e le sue sorelle in balia di un padre onnipotente - il celebre torero luis miguel dominguin, abituato al fatto che la sua volonta` fosse legge - e di una madre travolgente di leggendaria bellezza - la splendida lucia bose`. generoso e audace come non lo abbiamo mai visto, bose` ci offre il volto meno noto di personaggi memorabili, da un picasso vulnerabile e crepuscolare al bellissimo e maledetto helmut berger, senza dimenticare il suo padrino luchino visconti, romy schneider, amanda lear e altre figure tra le piu` significative dell`arte e della cultura del secolo scorso. e, destinata a rimanere con noi anche dopo la fine del libro, la tata, autentico spirito benefico, che ci ricorda donne coraggiose disposte a tutto pur di proteggere creature indifese. una storia che si svolge in un passato rarefatto, che attinge ai ricordi della nostra infanzia e della nostra giovinezza e che dimostra ancora una volta che nella contraddizione, nel dolore e nella gioia di vivere, miguel bose` ci capisce, ci accompagna e ci rappresenta.
pubblicato per la prima volta nel 1937, lo hobbit e` per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del signore degli anelli, uno dei massimi cicli narrativi del xx secolo. protagonisti della vicenda sono, per l`appunto, gli hobbit, piccoli esseri "dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari", che vivono con semplicita` e saggezza in un idillico scenario di campagna: la contea. la placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell`ignaro bilbo baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. lo scopo e` la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da smaug, un grande e temibile drago. bilbo, riluttante, si imbarca nell`impresa, inconsapevole che lungo il cammino s`imbattera` in una strana creatura di nome gollum. questa edizione vede la nuova traduzione della societa` tolkieniana italiana, e le splendide illustrazioni di alan lee.
di segreto cospiratore. spara: l`omicida e` . eppure un caso lo risolve davvero. e lui a scoprire il che si e` approfittato di una povera giovane mentalmente instabile. montalbano e` un esperto di quei geroglifici che sono i particolari minuti, da tutti trascurati, una mosca, per esempio, presa in pugno da un imputato durante
vent`anni fa l`aids ha messo a rischio la sopravvivenza di un intero continente nell`indifferenza delle maggiori istituzioni internazionali. dal 1996 le cure per l`aids, in occidente, esistevano. e si poteva sopravvivere in buona salute. all`africa invece le terapie erano negate, sebbene in quell`area i malati si contassero a milioni e non a migliaia come nei paesi ricchi. perche` questo doppio standard? si dubitava della capacita` degli africani di assumere regolarmente le medicine; le fragili sanita` pubbliche africane erano considerate inefficienti; i costosi farmaci antiretrovirali contro l`aids, che in occidente salvavano vite, apparivano un lusso (senza pero` che i corrispettivi farmaci generici, a basso costo, fossero presi in considerazione, per tutelare gli interessi delle multinazionali farmaceutiche). dominava insomma un afro-pessimismo: curare i malati di aids nelle regioni subsahariane veniva giudicato una perdita di tempo e denaro. e intanto, la durata media della vita crollava e le economie collassavano. malgrado gli sforzi di figure come kofi annan, stephen lewis, jeffrey sachs e di tanti medici e volontari sul campo, l`opzione terapeutica si sarebbe affermata in africa lentamente. l`accesso universale alle terapie sarebbe stato convenuto a livello internazionale soltanto intorno al 2015. la storia di come si e` invertita la rotta nel nome della necessita` di salvare il numero piu` alto possibile di vite e` una lezione esemplare che ci puo` aiutare ad affrontare meglio il presente. prefazione di jeffrey sachs.
e nel mediterraneo che va diluita la modernita` inconsapevole, troppo presa dalla corsa allo sviluppo. e qui che possono stemperarsi i dilemmi della globalizzazione. occorre restituire al sud l`antica dignita` di soggetto del pensiero, interrompere una lunga sequenza in cui esso e` stato pensato da altri. d`altra parte il pensiero meridiano .
il libro, curato da mauro bonazzi, loredana cardullo, giovanni casertano, emidio spinelli e franco trabattoni, contiene testi scelti tra i filosofi della grecia antica. tra gli altri: anassagora, aristotele, platone, socrate, seneca, talete, plotino, zenone.
USA 1960. 104 minuti. Con Anthony Perkins, Vera Miles, John Gavin.
un vecchio avaro, bisbetico, scorbutico e senza cuore, "duro e ruvido come una selce, chiuso, misurato e solitario come un`ostrica": questo e` ebenezer scrooge. i soldi sono la sua unica gioia, finche` l`arrivo di tre spiriti, che lo costringono ad accorgersi del suo miserabile modo di vivere, non gli cambiera` l`esistenza. in una sola notte dovra` fare i conti con il passato, il presente e il futuro. finira` cosi` per scoprire il vero senso e la bellezza del natale. e soprattutto per trasformarsi nell`"uomo migliore che quella cara, vecchia citta` avesse mai conosciuto, o qualsiasi altra cara, vecchia citta`, o paese, o distretto del caro vecchio mondo". scritto nel 1843, il celeberrimo canto di natale inaugura la fortunata serie di racconti natalizi di dickens, mescolando la rappresentazione fedele dell`atmosfera vittoriana delle festivita` con il brivido gotico della piu` classica storia di fantasmi.
figura popolare di quella periferia di buenos aires di cui faceva parte il quartiere palermo all`inizio del secolo, il criollo evaristo carriego e` l`ispiratore inatteso del primo (1930) volume in prosa di borges, che ricorda il "poeta emaciato" come amico di famiglia e testimone della grande citta`. e borges, entrando nella vita di carriego e di palermo, entra nella "materia" stessa di cui e` fatta buenos aires, la percorre, la descrive, guarda da dietro le spalle i giocatori di truco, spia dalle finestre dei bordelli la "vita quotidiana" dell`umanita` che li frequenta, assiste negli spiazzi polverosi alle sfide a coltello, annusa l`aria che sa di primavera e il fumo dell`asado che cuoce all`aperto, commenta e, forse, canta i tanghi e le milonghe.