l`autrice intende smontare il castello di bugie che le multinazionali farmaceutiche producono per occultare la realta` della terza industria piu` remunerativa del mondo. con la legge bayh-dole, che consente a universita` e piccole aziende di brevettare il frutto di ricerche finanziate con i soldi dei contribuenti, quando un brevetto scade viene immessa sul mercato un`imitazione del farmaco spacciandola per novita`. in questo modo i prezzi dei farmaci rimangono alti, ma non per sostenere la ricerca quanto invece per investire in marketing e organizzare lussuosi congressi medici.
pincipe delle tenebre, angelo diabolico del jazz, instancabile, rabbioso miles. artista lontano dai compromessi, cerco` di rivoluzionare la musica seguendo un proprio demone che pretendeva di ascoltare solo se stesso. sono trascorsi quasi vent`anni dalla sua morte, ma miles davis continua a essere l`incarnazione del jazz moderno, inteso come forma musicale misteriosa, esotica e lontana da qualsiasi definizione. senza scadere nell`agiografia, attraverso quattordici punti cardine delle sue incisioni discografiche richard cook scandisce i momenti della ricerca di miles, della sua rincorsa a una musica ogni volta diversa, passando dal bebop al modale al jazz-rock. l`autore alza il sipario sulle session del trombettista svelando l`alchimia che veniva a crearsi in sala d`incisione e sul palco, gli scontri e le amicizie che portavano alla scelta dei musicisti e alla composizione dei brani. da birth of the cool a miles davis & quincy jones live at montreux, passando attraverso successi come kind of blue e nefertiti, in ciascun capitolo cook focalizza l`attenzione sulla realizzazione di un singolo disco e, tra registrazioni live e in studio, ci fa scoprire l`abilita` con cui il musicista cambiava approccio a seconda che stesse suonando in un locale notturno oppure dovesse affrontare un paziente lavoro in sala d`incisione. miles, definito il picasso del jazz per la capacita` di dare vita a molteplici espressioni artistiche, non aveva pero` in comune con il pittore la gioia di vivere.
nelle viscere della terra scorre una linfa scura, e le grandi potenze ne hanno un bisogno disperato. se alleviare la grande sete e` l`obiettivo primario, i confini degli stati sovrani cessano di essere inviolabili. il mondo si trasforma in una sterminata riserva di caccia all`oro nero. nel febbraio 2003, mentre la casa bianca prepara l`attacco all`iraq, due giornalisti e un fotografo partono per un viaggio nel pianeta petrolio, dal centro dell`impero (che consuma) alle tante periferie (che producono). la prima fermata e` midland, la cittadina del texas dove e` cresciuto george w. bush. poi sono in asia, dove tra azerbaigian, georgia e turchia seguono il cantiere del faraonico oleodotto del caucaso e si spingono fino ai giacimenti russi sulle coste artiche. e ancora, il golfo persico, l`angola, le steppe dell`asia centrale, le rive del caspio. quando giungono all`ultima tappa all`altro capo del mondo, l`iraq, il cerchio si chiude: il paese di saddam (seconda riserva mondiale di greggio) e` occupato dalle truppe americane. in cinque mesi lo sterminato arcipelago degli idrocarburi e` esplorato in lungo e in largo. con le parole e l`obiettivo fotografico enderlin, michel e woods hanno composto un atlante di paesaggi e volti che ne ritrae la volgarita` e l`opulenza, lo sfarzo e lo squallore. hanno raccontato il petrolio come nessuno ha mai fatto prima.
le piu` significative fiabe reperibili nella vasta area etnografica che si estende dall`india all`irlanda nonche` nel partimonio culturale dei pellerossa.