dopo l`armistizio dell`8 settembre 1943, dal locale presidio tedesco viene intimata la resa agli 11.500 uomini della divisione acqui, di stanza sull`isola greca di cefalonia. gli ufficiali italiani decidono di non arrendersi, dando cosi` vita, in modo tanto tragico quanto spontaneo, al primo atto della resistenza armata. per otto giorni riescono a fronteggiare il nemico, prima di venire sopraffatti. una parte di loro cade in combattimento, altri 6500 vengono trucidati dopo essersi arresi e altri 1300 muoiono annegati dopo essere stati imbarcati su navi da trasporto che si imbattono nelle mine disseminate nello ionio. questo lo spunto da cui prende avvio , il cui protagonista, figlio di un ufficiale italiano vittima dell`eccidio, cerca di riannodare l`intera vicenda. giocato su un doppio piano temporale, il presente della ricognizione a cefalonia e il passato della rievocazione storica, il romanzo ricostruisce quelle drammatiche vicende.
la piu` vasta e completa raccolta della corrispondenza della grande pittrice nata a roma nel 1593 e morta a napoli, dopo il 1654, all`apice della sua fama internazionale. ricca di oltre sessanta missive, l`edizione critica e annotata include piu` di trentacinque inediti relativi alla corrispondenza professionale ed amorosa intrattenuta dall`artista con il gentiluomo fiorentino francesco maria maringhi, agente e socio in affari del nobile cavaliere matteo freseobaldi, amico della pittrice. oltre agli straordinari documenti inediti, autografi di artemisia e del marito pierantonio sfattesi relativi al soggiorno fiorentino e al suo ritorno a roma nel 1620, la raccolta include tutte le lettere gia` edite, nuovamente annotate da un ricco apparato storico-critico. tra queste sono i fogli scritti da napoli all`amico cavalier cassiano dal pozzo, celebre erudito e amatore d`arte residente a roma, quelli indirizzati a don antonio ruffo, aristocratico collezionista messinese, nonche` le lettere inviate dall`artista ai granduchi cosimo ii e ferdinando ii de" medici, al loro ministro andrea cioli, a galileo galilei e al duca francesco i d`fste. preziosa raccolta introdotta e commentata da uno specialista quale francesco solinas, il volume si avvale di una capillare annotazione storica e filologica preparata con la collaborazione di due giovani studiosi michele nicolaci e yuri primarosa.
insieme alla "repubblica" di platone e in opposizione a essa, la "politica" di aristotele e` il testo a fondamento di tutta la tradizione politica occidentale. se nello stato platonico nessuno ha diritto a una forma di esistenza disinteressata e immune dalle preoccupazioni della vita comune, per aristotele invece "la citta` ideale e` quella nella quale ogni cittadino puo` disporre di se stesso per attivita` di cui non deve rendere conto alla citta`, e in vista delle quali egli esercita anche le virtu` etiche e da` il proprio contributo alla vita pubblica della citta`".
in questo seminario lacan tratta dell`uomo e della donna. per essere precisi tratta del loro rapporto, a proposito del quale l`immaginazione ha da sempre alimentato piacevoli illusioni e struggenti passioni, e rispetto al quale la cultura ha prescritto, secondo i tempi, cio` che e` bene e cio` che e` male. in realta` sia la poesia, in modo suggestivo, sia la societa`, che accentua il disagio di questo rapporto, sono come dei veli che coprono un buco: un buco nel reale. lacan propone un`inedita definizione: . questo non vuole dire che non ci possano essere quei rapportini, cosi` li chiama, che fanno la delizia e la croce del genere umano. vuol dire invece che tra l`uomo e la donna non c`e`, a priori, nessun accordo ne` armonia alcuna. difetto che non dipende ne` dall`uno ne` dall`altra, poiche` la chiave e` da ritrovare soltanto in quello che freud ha chiamato inconscio e che lacan cerca di precisare sviluppando una nuova logica. e l`inconscio che rende impossibile che di due si arrivi a fare uno. eppure l`uno-tutto-solo c`e`. al non c`e` del rapporto sessuale si oppone il c`e` dell`uno, il quale e` solo nel suo godimento, e questo vale per qualunque corpo parlante, che sia dell`uno o dell`altro sesso. qui inizia l`ultimo insegnamento di lacan. sembra che lacan ripercorra strade conosciute, e invece e` tutto diverso: l`altro non e` quello che conoscevamo, e neppure il desiderio, addirittura neppure il godimento. l`inconscio stesso, che lacan piu` avanti chiamera` parlessere, si situa ormai sotto l`egida dell`uno nella dimensione del reale.