il motto di hahne: "riportare dio nella politica!", un invito di scottante attualita` con una forte carica dirompente. il moderatore televisivo peter hahne ritiene che il dramma dell`attacco terroristico alle torri gemelle di new york abbia provocato un solco profondo nella storia del mondo e nello spirito del nostro tempo. non c`e` dubbio che l`11 settembre ha sancito la fine della societa` del divertimento e l`inizio di una nuova ricerca di valori. ma quali sono oggi i valori portanti che vale davvero la pena di difendere? peter hahne ci offre un`analisi del contemporaneo e, al tempo stesso, ci incita al ritorno a quei valori immutabili che ci consentiranno di rinnovare la nostra societa` malata. se non ricorriamo alle nostre origini non ci sara` un futuro. solo una societa` fatta di speranze fondate ha una chance di sopravvivenza. a tale fine ci servono modelli ed esempi molto piu` che non prescrizioni, e valori che non siano semplicemente tali ma siano condivisi.
democrazia: un`idea straordinariamente duttile che ha plasmato il corso della storia europea, dalla rivoluzione inglese a quella francese, dalla prima guerra mondiale fino alla guerra fredda e al crollo del muro. ripercorrendo le ideologie che l`hanno nutrita e sostenuta, canfora formula la sua tesi: il meccanismo elettorale e` ben lungi dal rappresentare la democrazia. oggi, nel mondo ricco, ha vinto la liberta`, con tutte le sue immani conseguenze. la democrazia e` rinviata ad altre epoche.
secondo fabbrini l`italia post-bellica ha generato un sistema oligarchico sia nella politica sia nell`economia. gli stessi gruppi hanno gestito il potere fuori da controlli e senza competizione e dunque in maniera sempre piu` inefficiente. le riforme che il nuovo parlamento dovra` discutere devono andare in direzione opposta sia nel sistema elettorale, sia nel parlamento, sia nel governo, sia nelle cariche istituzionali, a partire dal presidente della repubblica.
da "il caso e la necessita`" al "caso e la liberta`". scienziati, psicologi e filosofi pongono l`accento sul valore critico della scelta, della creativita` e della responsabilita` del ricercatore.
in un arco temporale che va dal 1979 al 1981, anno del referendum sull`aborto, si vedono riemergere dall`esperienza viva degli interlocutori gli interrogativi ultimi sul senso e il non senso dell`esistenza umana, sulla natura del cristianesimo, sulla figura di cristo e la sua verificabilita`. nel momento in cui diventano clamorosi i segni di un congedo della societa` da una mentalita` cristiana, non si tratta innanzitutto di aggrapparsi ai "valori", ma di ritornare all`origine: cristo come avvenimento del presente. la fede non e` la sopravvivenza di un`etica, o l`attaccamento nostalgico a un mondo che finisce, bensi` "la certezza di alcune grandi cose". secondo volume della serie "l`equipe".
la riedizione del libro di cattaneo, esponente del razionalismo comasco e collaboratore di terragni, riporta alla luce uno straordinario scritto di architettura, pubblicato nel 1941, che costituisce una delle poche testimonianze teoriche del razionalismo italiano.
sandro pezzoli ha raccolto negli anni oltre quattrocento bomboniere, rari e autentici capolavori in vetro di epoche diverse e di dimensioni assai ridotte. inconsapevole ispiratore della collezione e` lino tagliapietra che, per il matrimonio della figlia marina con sandro vecchiato, nel 1983, realizza una bomboniera di cui pezzoli, gia` appassionato collezionista di opere in vetro, riceve in dono un esemplare. ne rimane talmente affascinato che inizia a dedicarsi alla nuova ricerca, per mercati e mercatini, chiedendo ad amici/conoscenti e parenti al fine di trovare vecchi pezzi, ciotoline, vasetti, piccoli capolavori sia d`autore o di un`importante vetreria, ma anche di provenienza sconosciuta. verso la fine degli anni ottanta, pezzoli entra in contatto con numerosi artisti australiani, fra i quali kathy elliot e benjamin edols. questi incontri, divengono anche l`occasione scherzosa per richiedere in dono, in segno d`amicizia, una piccola bomboniera. lo stesso avviene in seguito con gli americani dominick labino e dale chihulye con i veneziani michele burato e massimo nordio, solo per citare alcuni tra i numerosi artisti che nel tempo hanno omaggiato pezzoli con le proprie creazioni in miniatura.
La crisi economica che abbiamo attraversato è stata la più lunga e la più dura della storia d’Italia. E non è finita del tutto e per tutti. Le cicatrici che ci lascia segnano ogni abitudine, ogni momento della nostra vita sociale: facciamo meno figli, ci curiamo di meno e peggio, consumiamo meno ma a volte meglio, stiamo abbandonando l’università, conviviamo con l’incertezza. Roberta Carlini è giornalista e scrittrice. Si occupa di economia, lavoro politica, società e questioni di genere.
l`evoluzuone del cristianesimo dagli inizi ad oggi e` stata suddivisa in 76 capitoli, con un indice analitico finale. il cattolicesimo costituisce il filone centrale, ma parallelamente sono state esaminate l`ortodossia, le chiese orientali e le confessioni protestanti e riformate. il testo e` di juan maria laboa.
il lettore desideroso di interrogarsi sui segni di interpunzione oggi in vigore si chiedera` a quando risale la loro adozione nelle lingue europee, se ci sono state differenze significative nei valori assegnati a uno stesso segno in lingue diverse, quali sono stati i principali momenti dell`evoluzione dei singoli sistemi. a tali curiosita` risponde questa vasta e rigorosa panoramica storica che indaga il percorso della punteggiatura dall`antichita` classica, in cui affondano le radici della civilta` letteraria europea, fino a oggi e comprende, oltre all`italiano, le lingue di altri paesi a noi piu` o meno vicini per la posizione geografica o per le origini; in ogni caso accomunati dall`appartenenza all`europa. una vasta panoramica storica, a firma di prestigiosi specialisti, disegna la storia della punteggiatura in europa, dall`antichita` greca e latina ai primi libri a stampa del quattrocento, fino a oggi.
karl r. popper (1902-1994) ha posto al centro della propria riflessione il carattere intrinsecamente fallibile della nostra conoscenza. a suo modo di vedere, l`edificio della scienza non poggia su un solido strato di roccia ma eleva l`ardita struttura delle proprie teorie sopra una palude. nel corso di oltre sette decenni di riflessione, popper ha saputo elaborare una visione del mondo coerente, rigorosa e insieme instabile, che vede nella continua lotta con i problemi il senso e lo scopo della vita stessa. la sua filosofia offre una terza via fra due opposti approcci autoritari alla scienza e alla societa`, il dogmatismo e il relativismo. ci presenta una visione entro cui la conoscenza scientifica riesce a essere oggettiva e razionale senza per questo presentarsi come una conoscenza certa. la caratteristica fondamentale del pensiero di popper - la chiave per comprenderne le idee in tema di oggettivita` e di razionalita`, ma anche di politica e di societa` - e` che esso non considera la conoscenza come una forma di credenza giustificata. nella sua opera principale, logica della scoperta scientifica (1935), popper denuncia gli errori di ogni tentativo teso a dare un fondamento alla nostra conoscenza e descrive la scienza come empirica ma non induttiva, suscettibile di controllo e di conferma ma mai certa.
"la guerra fredda non e finita, continuano anche alcuni spargimenti di sangue locali, ma la gente e al riparo e li guarda come grandinate estive in un giorno di sole", scriveva italo calvino nel 1961 parlando della percezione della storia che si aveva in quegli anni. se oggi volessimo descrivere con una formula sintetica lo stato d?animo che attraversa la scena politica contemporanea, dovremmo dire che l?impressione di essere al riparo si e dissolta completamente.
in italia, i crimini di guerra commessi all?estero negli anni del fascismo costituiscono un trauma rimosso, mai affrontato. questo libro ricostruisce la vita e le storie di alcuni degli uomini che hanno ordinato, condotto o partecipato fattivamente a quelle brutali violenze. l?hanno fatto per convenienza o per scelta ideologica? erano fascisti convinti o soldati che eseguivano gli ordini? o furono, come nel caso tedesco, uomini comuni, ?buoni italiani?, che scelsero l?orrore per interesse o perche convinti di operare per il bene della patria? non tutti gli italiani sono stati ?brava gente?. anzi a migliaia - in libia, in etiopia, in grecia, in jugoslavia - furono artefici di atrocita e crimini di guerra orribili. ma chi erano ?i volenterosi carnefici di mussolini?? da dove venivano? e quali erano le loro motivazioni?
la fine della repubblica romana e una storia che e stata raccontata tante volte da apparire pressoche scontata. eppure, abbiamo sempre ascoltato soltanto un punto di vista, quello degli storici greci e romani, che hanno fornito una versione parziale della realta politica e militare. se ci allontaniamo da roma e dall?italia e allarghiamo lo sguardo all?insieme dell?imperium romanum, ai territori delle province e dei regni alleati, senza trascurare i nemici esterni di roma, scopriremo i veri comprimari di questo racconto storico. i 14 anni che segnarono la fine della repubblica romana furono caratterizzati da una lotta epica e senza quartiere tra uomini che volevano imporre la propria egemonia. ma le cose sono andate davvero cosi o si e trattato piuttosto di una vera e propria guerra mondiale ante litteram, capace di coinvolgere e travolgere tutti i popoli allora conosciuti?