tratteggiata sullo sfondo di una storia millenaria, la radiografia statistica della cina di angus maddison illustra la formidabile accelerazione di crescita dello scheletro economico del gigante. nel quarto di secolo tra il 1952 e il 1978, anno di avvio delle riforme di deng xiaoping, il pil cinese (in dollari "internazionali" del 1990) si e` moltiplicato per tre volte e il pil pro capite per quasi due. nel quarto di secolo successivo, dal 1978 al 2003, i due valori si sono moltiplicati rispettivamente per sei e per quattro volte e mezza. l`autore prevede che la cina, anche rallentando la sua andatura, raggiungera` il pil degli stati uniti dopo il 2015 e lo superera` di un quarto entro il 2030, pur rimanendo un paese "relativamente povero", con un pil pro capite pari ad un quinto di quello americano nel 2015 e a circa un terzo nel 2030. milioni di produttori, ogni anno, vengono separati dalla produzione dei mezzi di sussistenza: la massa dei salariati e dell`esercito industriale di riserva si dilata.

la vicenda del 1927 rimane a memoria di una sconfitta del proletariato, come altre ve ne sono state, dal 1848 in avanti, nella storia internazionale della giovane classe salariata. l?assalto al cielo dei comunardi di shanghai e di canton fu tra i "primi fuochi" accesi in asia dalla grande lotta tra le classi moderne, iniziata in europa con la rivoluzione industriale e l?affermazione del capitale. le fucilazioni e le decapitazioni per mano della canaglia borghese non potevano certo cancellare quel generoso tentativo, e rendevano indelebile, semmai, la lezione impartita, dalla dura scuola della lotta tra le classi, ai futuri prosecutori dell?opera di emancipazione comunista della societa. quel 1927 fu un?occasione persa, che rese impossibile saldare la "rivoluzione cinese" e la "rivoluzione europea", forzando l?anello piu debole in cina in funzione dell?anello piu forte in germania, secondo l?impostazione data da lenin. scrive arrigo cervetto: "l?involuzione sovietica ha rimandato ad un altro appuntamento storico l?occasione di poter saldare in una strategia mondiale due cosi potenti rivoluzioni". l?appuntamento storico e solo rimandato, e attende i rivoluzionari che sapranno fare i conti con l?inedito strategico del nuovo secolo.

l`intento di questa antologia e quello di riassumere la propagazione e l`influenza delle tendenze prevalentemente anarchiche e socialiste che caratterizzano lo scenario cinese tra la fine del xix secolo e il chiudersi del primo ventennio del xx. interrogarsi sulla originale diffusione e anche sul contagio reciproco di correnti nate e maturate nel movimento operaio europeo e assorbite confusamente da quello asiatico puo dimostrarsi utile per intravedere le strade percorribili oggi da una posizione internazionalista in cina e non solo. d`altronde, per evitare che massimalismi o spontaneismi portino a ripetere errori gia compiuti, e alla storia della nostra classe che e indispensabile rivolgersi. quali vie potrebbe imboccare la coscienza di classe di chi oggi vuole richiamarsi all`internazionalismo nel contesto cinese di un imperialismo che continua a usare, strumentalmente, la coreografia e i costumi del socialismo e del comunismo, mentre accumula plusvalore e potenzia il suo arsenale militare convenzionale e nucleare per partecipare alla lotta di spartizione del mondo con le altre potenze concorrenti?

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