tutto era cominciato con un ragazzo dalla maglietta bianca e i capelli lunghi che dal palco de l`air du temps incantava le ragazze con la forza giovane della sua musica e la musicalita` antica della sua lingua. a quei tempi serey sembrava vivere solo di rock e della matematica che studiava all`universita`, eppure molto altro impegnava il suo cuore: da sei anni era lontano dal suo paese, da quando i khmer rossi avevano chiuso le frontiere della cambogia. e durante questo esilio forzato che lo incontra lei. di qualche anno piu` giovane, anche anne deve fare i conti con la solitudine: quella di essere cresciuta senza un genitore. tra anne e serey l`amore e` quello disperato e senza domani di chi si abbandona all`altro come a una patria ritrovata. ma quando i khmer vengono ricacciati sulle montagne e le frontiere riaperte, serey deve tornare a casa e scoprire cosa e` successo alla sua famiglia. quando, dopo undici anni senza avere sue notizie, le sembra di intravedere il volto di serey in un servizio al telegiornale, anne decide di partire per la cambogia. il fiume delle cento candele e` un romanzo scritto come una lunga, struggente lettera d`amore, un canto rivolto all`amato assente e al suo paese che diventa una meditazione sofferta sulla verita` e la giustizia, su quali parole usare per onorare i morti e pacificare i vivi. anche quando ogni parola sembra venir meno.
"l`universo di mastronardi ha un nome, dichiarato fin dall`inizio dai titoli in copertina: vigevano. non so quanti e quali nessi si possono trovare tra questa vigevano romanzesca e la vigevano reale: ma so che come immagine dell`italia, di trent`anni di storia della societa` italiana, la vigevano mastronardiana funziona egregiamente. [...] che un risultato di tanta forza sia stato ottenuto da un`esistenza in fragile equilibrio col mondo come quella di lucio mastronardi, dalla sua sensibilita` di scorticato vivo, da` a quest`opera un carattere ancor piu` raro, perche` pagine cosi` sapienti nel costruire e nel giudicare le storie umane sono state come strappate dal gorgo di sofferenza che lucio si porto` dentro per tutta la vita." (italo calvino)