"rapri` l`occhi, si susi`, anno` alla finestra, spalanco` le persiane. e la prima cosa che vitti fu un cavaddro, stinnicchiato di fianco supra la rina, immobile. la vestia era tutta `nsanguliata, gli avivano spaccato la testa con qualichi spranga di ferro, ma tutto il corpo portava i segni di una vastoniatura longa e feroci..." il commissario ha appena il tempo di convocare i suoi uomini e il cavallo e` sparito, rimane solo il segno del corpo sulla sabbia. quello stesso giorno una donna "forestiera", rachele estermann, denunzia al commissariato di vigata il furto del suo cavallo mentre nelle scuderie di saverio lo duca, uno degli uomini piu` ricchi della sicilia, un altro purosangue e` svanito nel nulla. lo scenario della vicenda e` il mondo delle corse clandestine, passatempo preferito di una certa aristocrazia terriera che scommette forte. e in quest`ambiente dorato che montalbano deve indagare, perche`, dopo il cavallo, viene trovato cadavere anche un custode delle scuderie. fra maggiordomi in livrea, baroni e contesse montalbano sta un po` a disagio, mentre "ignoti" entrano una, due, tre volte nella casa di marinella: non rubano niente ma mettono tutto sottosopra, sembrano cercare qualcosa; ma cosa?
"prendere una sberla non fa male in certi casi: si sente di non dovere piu` niente a nessuno." una morale amara quella di francesco, istriano di materada, nel momento in cui decide di abbandonare il suo paese, e strappare le radici che lo legano da generazioni a una terra aspra e fertile, ora negata e contesa. con i trattati del 1954 la zona b dell`istria, in cui materada e` inclusa, viene assegnata definitivamente alla jugoslavia anche se e` permesso scegliere se restare o passare a trieste, verso l`italia: in questo lacerante scenario storico, tomizza, venticinquenne, ha ambientato il suo primo romanzo. un`opera epica che attraverso la storia di una famiglia e di una proprieta` frodata e inottenibile racconta il destino di un popolo diviso, alla ricerca di una nuova, definitiva identita`, tra rancori, odi e vendette sanguinose. introduzione di mauro covacich.
