scritto negli ultimi anni della guerra di secessione americana, mentre l`autore si prodigava con straordianaria energia negli ospedali da campo unionisti, "giorni rappresentativi" - pubblicato nel 1883 - e` una testimonianza, reale e insieme ideale, della piu` profonda crisi spirituale vissuta da walt whitman. in queste pagine il poeta statunitense raccoglie appunti e lettere di un decennio, abbracciando l`intero arco della sua singolare e tormentata esperienza umana: dalle riflessioni letterarie e filosofiche al pensiero politico-religioso, dalla descrizione delle atrocita` dei campi di battaglia all`assistenza prestata ai sofferenti. un`autobiografia-mosaico che rappresenta una sorta di intimo compendio dell`intera sua opera.
improvvisamente, walt whitman divento` un mito, l`omero americano, il simbolo vivente della poesia. la sua casa, in mickle street, a camden, fu meta di pellegrinaggi: vi accorrevano discepoli, curiosi, giornalisti, poeti. facendogli visita nel 1882, oscar wilde e` perentorio: "e l`uomo piu` umile e piu` potente che abbia mai incontrato in tutta la mia vita. eccentrico? non lo e`. impossibile giudicare i grandi uomini con il metro delle banali convenzioni". austero, audace, colmo di una saggezza anticonformista, nelle interviste - qui raccolte per la prima volta in italia - whitman testimonia la propria poetica, i gusti letterari, le preferenze in campo elettorale. per lignaggio, e` l`autentico padre della letteratura americana.