il matrimonio di giano e clarissa, dopo piu` di vent`anni, si regge su un borghese "equilibrio imperfetto" fondato su una solida e collaudata ipocrisia, per cui ciascuno dei due nasconde segreti che, se venissero alla luce, provocherebbero una catastrofe. ma questa "manutenzione del matrimonio" non e` una semplice sequela di volgari sotterfugi, e` l`applicazione assidua e insonne di capacita` dialettiche, di facolta` intuitive brillanti, si potrebbe quasi paragonare a un esercizio zen. un esercizio da cui non sono comunque per nulla assenti il tormento e la passione. cosi` gli scambi, le relazioni, gli intrecci di verita` e menzogna, l`alternanza di freddezza e seduzione tra i vari personaggi, se all`inizio hanno un aspetto geometrico, appena sfiorato da qualche brivido di trasgressione e d`inquietudine esistenziale, poco alla volta si trasformano in spirali ossessive, in soffocanti prigioni in cui clarissa sbatte le sue piccole ali di farfalla lussuriosa e giano contempla attonito le conseguenze fatali dei suoi gesti: l`arrivo dirompente dei quattro cavalieri dell`apocalisse. come in uno specchio deformante giano registra con cinismo in rischiose pagine parallele i peggiori gesti dei vari protagonisti, quasi l`ombra di un romanzo in margine al romanzo che stiamo leggendo.
romanzo in prima persona, o meglio vera e propria autobiografia con il ritmo narrativo di un romanzo, l`opera racconta, con linguaggio fluidamente realistico, la vita e le imprese dell`autore e dei suoi amici, aspiranti artisti, nei quartieri poveri della parigi degli anni `30. una storia piena di alberghi modesti, di stanze infestate dalle cimici, di risse e di sbornie ricorrenti, di emigrati, di truffe e di postriboli, ma soprattutto un`avventura umana di straordinario spessore, un simbolico viaggio lontano da tutte le convenzioni, alla scoperta della propria identita`. apparso nel 1934 a parigi, il libro conquisto` subito notorieta` piu` per i suoi presunti contenuti pornografici che per il suo straordinario e innovativo valore letterario.
il volume che raccoglie le relazioni degli studiosi intervenuti al convegno internazionale "il `mago del lago`. piero chiara a cent`anni dalla nascita", svoltosi nel settembre 2013 a varese e luino. piero chiara (1913-1986) e` stato uno dei piu` validi narratori del secondo novecento italiano. a testimoniarlo stanno da un lato i successi ottenuti da romanzi e racconti, a cominciare da "il piatto piange", dall`altro i giudizi della critica, che dimostra una crescente attenzione nei confronti dello scrittore luinese, "mago del lago", come lo battezzo` cesare zavattini. l`allestimento in occasione del centenario della nascita di un convegno internazionale ha costituito una tappa cruciale nel processo di ricostruzione della poliedrica personalita` culturale di chiara. insieme alla produzione narrativa i contributi ora raccolti in volume ne illuminano, in una prospettiva interdisciplinare, aspetti meno noti, quali l`attivita` di critico letterario, sceneggiatore, poeta, esperto d`arte, reporter, casanovista, biografo di d`annunzio.
le storie memorabili di rudolf von schlettstadt sono una raccolta di racconti, in tutto 56, composti alla fine del xiii secolo con un intento che vorrebbe essere "cronachistico" ma il piu` delle volte rende a "virare" verso il "fantastico". le vicende narrate trattano infatti per lo piu` di spiriti, fantasmi, apparizioni demoniache o fatti inquietanti di cui viene data una lettura sensibilmente influenzata dalle concezioni medievali relative al magico, al meraviglioso o, piu` genericamente, alla sfera del soprannaturale. quest`ultima, in accordo con il sincretismo che caratterizza la cultura "popolare" dell`eta` di mezzo, si presenta fortemente ibrida. coniugando senza evidenti imbarazzi l`impostazione cristiana con elementi desunti dal folklore, motivi leggendari o fiabeschi. superstizioni. miti, credenze riconducibili ad un retaggio arcaico e ad una tradizione prevalentemente orale. fa eccezione, almeno in parte, la serie di narrazioni dedicate alle persecuzioni di cui furono oggetto gli ebrei di` franconia attorno al 1298: un dossier puntuale e articolato in grado di fornire un`interessante quanto inquietante testimonianza sul clima di intolleranza religiosa che si dava instaurando nelle regioni tedesche sul finire del xiii secolo a concludere un lungo periodo di convivenza pacifica resa vieppiu` precaria dal rapido sviluppo di un`economia di mercato. l`autore della raccolta resta per noi poco piu` di un nome, per giunta documentato soltanto dall`unico testimone in cui sono tra`dite le historiae memorabiles. presumibilmente rudolf fu priore del convento domenicano di schlettstadt in un periodo compreso fra l`ultimo decennio del duecento e gli inizi del secolo successivo: la zona d`ombra in cui resta confinato si accorda del resto pienamente con i canoni della scrittura edificante in cui l`anonimato del compilatore contribuisce ad astratte i racconti da un`angusta prospettiva individuale perche` possano piu` agevolmente esprimere valenze esemplari.
nella francia di filippo il bello e del processo contro i templari, un gruppo di autori, appartenenti alla cancelleria reale parigina, elabora una personificazione del male e della tirannide, affidandola ad una figura di cavallo, fauvel. originata da obiettivi precisi (difendere la stabilita` e l`integrita` del regno di francia e del suo assetto sociale ripartito idealmente nei canonici), l`invenzione rinvia contemporaneamente a termini generali, che, su uno sfondo universale, vedono fauvel in lotta contro fortuna, figlia di dio. entrano allora in conflitto due diversi modelli del mondo: una concezione intitolata al , che raccorda intorno agli elementi di una sfera culturale chiusa, si oppone ad una concezione del , che funziona nei suoi riguardi come , aperto e distruttivo della sua chiusura. di notevole interesse risulta tuttavia il modo con cui viene costruito questo , che trova il proprio centro e motore in fauvel: attivando cioe` una serie di emblemi, ripresi dalla cultura dell`epoca, come da quella folclorica e popolare (tali l`uso del colore o il ricorso a maschere malefiche e irridenti), che fanno del fauvel uno dei testi piu` singolari della letteratura allegorica medievale.
mark twain e` stato un autore dissacrante, sempre arguto e ironico nei confronti dei codici morali e delle convenzioni che strutturano le consuetudini tradizionali di vita. nelle storie qui raccolte - scritte nel suo periodo creativo piu` fertile, dal 1863 al 1895 - la sua verve umoristica e polemica diventa assoluta protagonista. ed ecco in rapida sequenza: i consigli spregiudicati a bambini e bambine, gli approcci irriverenti alla retorica sui "padri della patria" e la graffiante ironia nei confronti della religione e del perbenismo. ma anche il ribaltamento di trame edulcorate e moraleggianti, cattivi che hanno successo e buoni che falliscono miseramente, un mondo civile e politico messo alla berlina a volte in maniera macabra. per non parlare poi delle riflessioni al vetriolo sull`ansia di rispettabilita`, sull`ipocrisia diffusa, sulla filosofia della "legge e ordine" e degli aspri attacchi al razzismo della societa` americana... quella che risuona con vigore in questi racconti e` la voce di grande attualita` e fuori da ogni schema di twain: un salutare antidoto ai luoghi comuni e al razzismo. un grande scrittore libertario.
per un intero secolo, da quando, giosue` carducci ne patrocino` la prima edizione a stampa, lo di giacomo leopardi e` assurto a simbolo del "frammento" per eccellenza. quello che e` da tutti considerato un capolavoro assoluto di prosa letteraria, e` stato presentato da una lunga tradizione come un`opera volutamente asistematica, un flusso di pensieri senza ordine. a distanza di oltre un secolo da quella prima edizione carducciana, il meticoloso e acuto lavoro critico-filologico di fabiana cacciapuoti ha portato alla luce l`idea di una grande opera per "trattati". un testo dotato di precise chiavi di lettura, organizzabile - se non compiutamente organizzato - a partire da ben definiti fuochi tematici. un suo progetto di riordino e indicizzazione degli appunti sara` effettivamente messo in atto, attraverso un rigoroso sistema di voci e di numeri, redatto su differenti schedine (conservate presso la biblioteca nazionale di napoli). sono, in particolare, sette paginette scarne ma decisive a evidenziare i differenti percorsi tematici. proprio seguendo quelle pagine, sono stati qui "rimontati" tutti i brani leopardiani, ricostruendo cosi` nella sua compiutezza il tendenziale suo "sistema". questa nuova edizione tematica dello viene ora proposta in un volume unico, con l`indicazione di tutte le indicizzazioni via via appuntate da leopardi. una riaggregazione dei materiali leopardiani che ne cambia la chiave di lettura. con un preludio di antonio prete.