l`uomo grassocio che sbarca, nel maggio 1814, all`isola d`elba sembra un commerciante qualsiasi: e` napoleone bonaparte. tra gli elbani che lo accolgono diffidenti e curiosi c`e` martino aquabona, un letterato che non si rassegna all`inumanita` degli uomini e che da anni cerca di decifrare il mistero dell`eroe, o dell`orco, che ha sconvolto l`europa. nominato bibliotecario dell`imperatore, martino diventa testimone e interprete dello strano interludio dei 300 giorni e dell`intera parabola napoleonica, di cui cerchera` di deviare il percorso con un gesto estremo. le sue memorie sono il dialogo su due modi di vivere: modificare il mondo attraverso l`azione eroica, o cercare di dargli un senso attraverso la scrittura. da questo romanzo e` stato tratto il film di paolo virzi` n (io e napoleone).
in questo monologo ernesto ferrero coglie elisa nell`imminenza della sua caduta, in una notte della primavera 1814. la granduchessa rievoca la sua giovinezza solitaria, la ricerca di un`identita`, i complessi rapporti con la famiglia e con i numerosi favoriti, la passione per il teatro, i trionfi e i dolori. ne esce l`autoritratto di una delle poche donne capaci di improntare di se` un`epoca. nelle sue confessioni si possono cogliere le esaltazioni di un momento storico di rara intensita`.
l`"enrico viii", o meglio "la famosa storia della vita di enrico viii" e` l`ultimo dramma di shakespeare, e segna il ritorno, dopo un intervallo di ben 14 anni, ai grandi temi della storia nazionale affrontati nelle due grandi tetralogie che trattano le vicende del governo inglese dal 1398 al 1521, come anche nel "re giovanni", che risale agli esordi della sua attivita` di drammaturgo. se il dramma di giovanni senzaterra prelude alla ricca e fortunata stagione delle "chronicle plays", l`"enrico viii" ne costituisce la piu` che degna conclusione. entrambi i drammi presentano un sovrano che vuole riaffermare l`autorita` della corona e riscattarla dalle ingerenze della chiesa di roma, entrambi offrono memorabili, nobili esempi di fermezza d`animo di fronte all`avverso destino e si chiudiono con fervidi accenti di un patriottismo che in shakespeare non si da` mai per scontato.
la storia degli anni d`oro della casa editrice einaudi attraverso il racconto di uno dei suoi piu` prestigiosi collaboratori. una sequenza di ritratti di figure come natalia ginzburg, cesare pavese, italo calvino, davide lajolo, carlo emilio gadda, leonardo sciascia, primo levi, gianfranco contini, delio cantimori, carlo dionisotti. le speranze, le ambizioni, le passioni di un editore. "i migliori anni della nostra vita" e` a suo modo un libro epico, e come tutti gli epos si porta appresso un valore di esemplarita` cui le nuove generazioni hanno diritto di accedere. ferrero, saggista e scrittore, e` stato direttore editoriale di einaudi e garzanti, e direttore letterario di mondadori. dal 1998 e` direttore della fiera del libro di torino.
non ci sono ragazzi filosofi. e forse e` vero. almeno per i due protagonisti di questo romanzo. il primo vorrebbe essere qualcosa di meno, il secondo qualcosa di piu`. henri grande vorrebbe scrivere anche un romanzo erotico-filosofico o panico che dir si voglia, fare esperienze da money-maker esex-machine all`alba luccicante di promesse dei primi anni ottanta, ma soprattutto vorrebbe essere un henry miller redivivo, autore e relatore di gesta eroiche nella scrittura quanto nell`alcova. maurizio vorrebbe gettarsi nell`abisso del pensiero del filosofo marxista louis althusser, nei meandri dello strutturalismo e di parigi [...].
storie della resistenza e storie di resistenza. passato e presente si confondono e danno origine a un complesso mosaico i cui tasselli sono uomini e donne che tra nord italia e svizzera hanno vissuto fragili esistenze. la banda di milo, i ricordi di giustina, il silenzio di ultimo: una nota diversa in ogni racconto, ma un comun denominatore che si chiama coraggio. coraggio di chi ha dato la propria vita in cambio della liberta` di un altro, di chi sceglie la parola fine, quando continuare non ha piu` senso. "sarebbe necessario che dietro la porta d`ogni uomo soddisfatto e felice stesse qualcuno a rammentargli continuamente col battere di un martelletto che esistono degli infelici", scriveva checov. il nuovo libro di alberto nessi fa questo: ci ricorda, con grazia e sensibilita`, che il mondo e` pieno di esseri effimeri che vivono lo spazio di un giorno e conservano dentro di se` la luce tenue delle lucciole, che nel buio pesto del nostro tempo hanno la forza del sole.
aprile 2000. mattina. sull`east river. il giovane miliardario eric packer esce dal suo lussuoso attico a tre piani e sale sulla limousine bianca per andare a tagliarsi i capelli a hell`s kitchen. e l`inizio di un viaggio lungo un giorno che lo portera` ad attraversare manhattan per andare incontro al proprio destino. durante il tragitto packer, ossessionato da una folle scommessa finanziaria contro lo yen e da un`oscura alla propria incolumita`, incontra gli uomini e le donne della sua vita sullo sfondo di scenari erotici, o tragici, o enigmatici. con un vivace alternarsi di situazioni metafisiche e comiche, dove il tempo subisce un`accelerazione e il presente finisce per confondersi con il futuro, don delillo descrive il mondo contemporaneo con una profondita` che sfiora la premonizione.