Come mai in un'epoca caratterizzata dalla proliferazione dei mezzi di comunicazione, la reciproca comprensione è più difficile? Come mai ci ostiniamo a credere che il presente si riduca alla novità e che la novità si identifichi con la verità? Come mai le parole di Lucrezio sull'universo, di Cicerone sulla politica, di Seneca sull'uomo colpiscono la mente e curano l'anima più e meglio dei trattati specialistici? Ivano Dionigi, latinista, già rettore dell'Università di Bologna, con Il presente non basta affronta tali domande volgendo lo sguardo alla lingua che l'Europa ha parlato ininterrottamente per secoli, attraverso la politica, la religione, la scienza. Il latino evoca un lascito non solo storico, cultuale e linguistico ma anche simbolico: si scrive «latino», ma si legge «italiano, storia, filosofia, sapere scientifico e umanistico, tradizione e ricchezza culturale». Non è un reperto archeologico, uno status symbol o un mestiere per sopravvissuti; è il tramite che – oltre Roma – ci collega a Gerusalemme e ad Atene, l'eredità che ci possiamo spartire, la memoria che ci allunga la vita. È un'antenna che ci aiuta a captare tre dimensioni ed esperienze fondamentali: il primato della parola, la centralità del tempo, la nobiltà della politica.
il 2 giugno del 1953, il neozelandese edmund hillary e lo sherpa tenzing norgay riuscirono nell`impresa che era costata la vita a molti dei loro predecessori e sconfitto innumerevoli altri alpinisti: per la prima volta un essere umano conquista gli 8848 metri della montagna piu` alta del mondo. everest e` il resoconto appassionato e diretto di quella straordinaria impresa, composto quasi come un diario di bordo, nel quale l`odissea della leggendaria ascesa, l`agonia, le difficolta` e le privazioni - ma anche il trionfo e la gioia del successo - sono restituite dalla viva voce di hillary con impressionante nitidezza. dalla spedizione del 1951 che porto` alla scoperta della via per il colle sud, passando per l`estenuante addestramento himalayano del 1952 e fino alla vittoriosa spedizione del 1953, hillary tratteggia le condizioni spietate della montagna, i costanti imprevisti, il timore, la brutalita` delle condizioni meteorologiche, la difficolta` per acclimatarsi a quote che portano il corpo umano al limite della sopportazione. ma oltre al resoconto dell`ascesa, everest e` anche una testimonianza della forza dello spirito umano, la storia di coraggio e resilienza di un gruppo di uomini che, spinti da un sogno, riuscirono in cio` che fino ad allora era ritenuto impossibile.