quasi trent`anni di silenzio, dopo l`abbandono delle scene avvenuto nel lontano 1978, un percorso artistico che si interseca con quello umano, dai primi successi a una crisi interiore che lo porta ad abbracciare la religione islamica. con "an other cup", l`album uscito due anni fa, cat stevens, ora ysuf islam, rappresenta prima di tutto un tentativo per stabilire un ponte tra islam e occidente. l`analisi della sua produzione discografica si fonde con una panoramica sugli anni di "silenzio" e di impegno umanitario. ci sono piccoli momenti epifanici da rintracciare in un grande messaggio di pace, e le sue canzoni invitano a riportarli in superficie.
"dopo trentasei anni rileggo lolita di vladimir nabokov, che ora adelphi ripresenta... trentasei anni sono moltissimi per un libro. ma lolita ha, come allora, un`abbagliante grandezza. che respiro. che forza romanzesca. che potere verbale. che scintillante alterigia. che gioco sovrano. come accade sempre ai grandi libri, lolita si e` spostato nel mio ricordo. non mi ero accorto che possedesse una cosi` straordinaria suggestione mitica". (pietro citati)
nella cina degli anni `70 il piccolo jin xing, figlio di un funzionario del ministero della guerra, assiste a un balletto nel villaggio della manciuria in cui vive e ne rimane affascinato. ma il suo futuro e` gia` deciso: deve arruolarsi nell`esercito. in divisa, jin fa una brillante carriera raggiungendo il grado di colonnello, ma non riesce a soffocare la passione per la danza. si presenta percio` a un concorso nazionale di balletto, vince, approfitta di un corso di formazione a new york e da` inizio a un cammino professionale che lo portera` a esibirsi nei piu` famosi teatri del mondo occidentale. dopo un rischioso intervento per cambiare sesso, oggi ha anche realizzato un altro grande sogno: e` mamma di tre bambini adottati.
le qualita` di calma e consapevolezza che la pratica della mindfulness ha la capacita` di risvegliare nell`essere umano hanno un potenziale curativo enorme. dopo una storia del termine pali sati (il mindfulness da noi tradotto con "presenza mentale") che fa luce sulle complesse questioni di traduzione che gli sono sorte attorno, l`autore indaga a fondo sulle radici e sul significato della ricerca di consapevolezza, perno dell`antica psicologia buddhista. nell`incontro fecondo e ormai consolidato con le moderne forme di psicoterapia, la pratica meditativa basata sulla presenza mentale puo` giocare un ruolo determinante, e in tal senso viene ormai da tempo portata avanti una serie di ricerche e programmi scientifici a livello clinico. l`autore esamina a fondo la mindfulness dal punto di vista storico e scientifico, e poi passa a illustrare le diverse ricerche condotte per valutare l`impatto della pratica (solitaria o nell`ambito di ritiri di gruppo) sulla cura dei disturbi mentali. per ogni genere di disturbo viene analizzato il ruolo che la mindfulness puo` giocare nella guarigione: dal disturbo d`ansia, alla depressione, alla difficolta` di regolazione emotiva, fino ai disturbi alimentari e ai traumi. il libro si completa di un indice analitico ampio e dettagliato che lo rende un utile strumento per il clinico, oltre che, naturalmente, un testo estremamente stimolante per il praticante.
in quest`opera d`avanguardia, minuchin applica, insieme ai suoi collaboratori, le tecniche della terapia della famiglia a una malattia che per molto tempo si e dimostrata refrattaria alla cura: l`anoressia mentale. lo scopo di questo libro e triplice: sviluppare una nuova teoria della malattia psicosomatica, confermarla con dati scientifici e mostrarne l`applicazione nella realta della situazione terapeutica con pazienti anoressici. fondandosi sulla loro esperienza clinica e illustrando il loro punto di vista a partire dai casi da loro studiati, gli autori propongono una nuova diagnostica che situa la malattia non nel singolo individuo bensi nella famiglia nel suo insieme. nel loro metodo il terapeuta e attivamente coinvolto quale agente del cambiamento nella famiglia, stimolando crisi abbastanza gravi da scuotere il sistema e riformularlo in modelli nuovi e piu salutari. le implicazioni di questo lavoro sono rivoluzionarie, non solo per i pazienti anoressici ma anche per tutti coloro che soffrono di altre malattie psicosomatiche.
un caleidoscopio di "maschere", di personaggi straordinari, cupi e tragicomici, irregolari e paradossali, sempre ferocemente ostinati ad andare oltre la barriera invisibile che separa l`essere umano dai suoi simili. un`opera che vale da atlante dell`animo umano, il tentativo titanico di fare una mappatura di tutto cio` che appartiene all`uomo, del nobile e dell`ignobile, del misero e del sublime, della crisi e di quel "ridere piangendo" che lo scrittore siciliano si impegno` per tutta la vita a studiare e a raccontare. da "la casa del granella" a "la giara", da "pensaci, giacomino!" a "la tragedia di un personaggio", fino a "cia`ula scopre la luna", questo secondo volume raccoglie 99 novelle che ben rappresentano la fase piu` matura della narrativa pirandelliana.
in questo libro sono presentati i ritratti di 40 ragazzi e ragazze "singles". 40 storie d`amore. struggenti e ironiche, folli e melanconiche, normali e uniche. 40 squarci di vita intrecciati nel vissuto di una generazione disillusa e tenera. 40 fotografie di un sentimento effimero e potente. da una fortunata trasmissione di mtv, un libro che ha il ritmo febbrile di un videoclip e la raccolta intimita` di un canzoniere contemporaneo.
georges gerfaut e` una persona che non farebbe male a una mosca, nonostante porti il nome di un rapace, il girifalco. marito e padre ideale, impiegato modello, conduce una vita senza pecche. quando vede un`auto incidentata ai bordi della strada, dunque, non esita a fermarsi per soccorrere eventuali feriti. basta un gesto per sconvolgere una vita. gerfaut si trova infatti braccato da una coppia di assassini. e neppure lui avrebbe immaginato di avere tutta quella carica per combattere, attaccare, vincere.
fin dalle origini della teoria psicoanalitica, la concezione dell`inconscio si intreccia con quella della coscienza, ma privilegiando essenzialmente l`elaborazione dei processi inconsci. freud stesso dedico` alla coscienza uno degli scritti della metapsicologia, che pero` decise di non lasciarci. l`autore inquadra nelle attuali conoscenze neuropsicologiche le teorie della coscienza, e ne propone un modello psicoanalitico a partire dalle conclusioni teoriche presentate in "struttura dell`oggetto e della rappresentazione" e in "psicoanalisi e neuroscienze". la coscienza emerge progressivamente da quattro linee maturative. l`interazione madre-bambino studiata dalla infant research chiarisce come la madre inauguri subito la regolazione necessaria al formarsi equilibrato dei primi stati di coscienza. questo sviluppo si raccorda con quello primario psicoanalitico identificatorio, e dall`intreccio di queste due linee maturative emergono quelle dell`attaccamento e della mentalizzazione. questo intero sviluppo confluisce nel linguaggio, rimanendo poi a fondamento della capacita` del terapeuta di riorganizzare in modo innovativo la coscienza del paziente. il modello presenta fondamentali analogie con le ipotesi freudiane sulla coscienza, e propone anche alcune spiegazioni delle difficolta` che possono aver spinto freud a rinunciare al suo scritto metapsicologico, ma che presumibilmente hanno anche fatto da guida alla sua successiva teorizzazione della seconda topica.
"che ne e` stato della religione cinese?". questa domanda, che si ripresenta oggi ancora piu` attuale, e` immediatamente seguita da un`altra: "la cina ha una vera religione autoctona?". furono i gesuiti, nei primi anni del xvii secolo, a dare inizio al dibattito, sostenendo in tutta fretta che la vera religione della cina era il confucianesimo. quella `setta venerabile` era, a loro parere, perfettamente compatibile con la fede cristiana. la sinologia, grazie ai contributi straordinari di edouard chavannes (1865-1918), henri maspero (1883-1945) e marcel granet (1884-1940), doveva screditare le teorie dei gesuiti e dimostrare il ruolo fondamentale del taoismo. le trasformazioni della societa` cinese e la sua attuale espansione nel mondo possono essere comprese solo in riferimento a questa `tradizione vivente`, una tradizione che, nonostante le distruzioni e le persecuzioni sistematiche, e` sopravvissuta fino a oggi in seno alla societa` cinese e che, grazie a strutture liturgiche assolutamente democratiche, ha saputo rimanere fedele alla sua missione civilizzatrice e diffondere la sua immensa eredita` spirituale nel mondo intero. lungi dall`essere una dottrina morale dualista e austera, la fede della cina consiste nel seguire la natura nella sua creazione spontanea in armonia con il tao, e nell`alternarsi dinamico di due forze complementari, lo yin e lo yang. autentica religione universale dell`uomo, il taoismo vede il mondo come un tutto, felice di trovare in ogni cosa, nessuna esclusa, l`unita`.
in una helsinki flagellata dalla pioggia battente e dalle continue inondazioni, una giornalista sparisce nel nulla. stava indagando su una serie di omicidi rivendicati da un misterioso personaggio che si fa chiamare il guaritore. sulle tracce di johanna, si mettera` tapani, il marito. un uomo che fa il poeta, ma che si trasforma in segugio per ritrovare l`unica cosa che conta, in un mondo sconvolto dal cambiamento climatico.
quasi un testamento spirituale incompiuto di flaubert, quest`opera vede in un certo senso coincidere i due temi di santita` e stupidita`. i due amici protagonisti, due semplici e mediocri copisti, volonterosi e patetici nel loro far appello al sapere, nel loro libresco affrontare l`esperienza da deliziosi imbecilli, consentono a flaubert di colpire la cultura delle idee cui fanno riferimento con innocenza e disarmante fiducia. il loro ridicolo entusiasmo culturale, assurdo e patetico, ora donchisciottesco, ora rabelaisiano, implica l`accanimento dell`autore contro il fallimento di una concezione di cultura.
a seguito di un attacco epilettico avuto nel dicembre del `79 benito, oggi stimato fotografo, ha dimenticato un decennio della sua vita. e adesso e` obbligato a ricordare per via di una mostra in cui dovra` presentare una raccolta di foto - chiamata omissis - che sembrano apparentemente scollegate fra loro e senza senso, ma soprattutto per riemergere dal "sottosuolo" in cui e` sprofondato. angela, sua moglie, gli regala un taccuino affinche` si sforzi di recuperare la memoria: sa che lei non potra` piu` amarlo, se lui non lo fa. perche` benito ha cercato di proteggersi dal suo male dimenticando, ma cosi` ha scavato un fossato tra se` e gli altri. scrivendo, e attraversando di nuovo la malattia, benito riesce a ricordare, e ogni ricordo rimosso - ogni foto di omissis - e` legato alla comunita` di viadana, il luogo in cui e` cresciuto, un microcosmo rurale affollato da personaggi indimenticabili. ogni ricordo racconta una perdita dell`innocenza.
una venezia estiva ammorbata da una peste incombente ospita l`inquieto gustav aschenbach, famoso scrittore tedesco che ha costruito vita e opera sulla piu` ostinata fedelta` ai canoni classici dell`etica e dell`estetica. un sottile impulso lo scuote nel momento in cui compare sulla spiaggia del lido la spietata bellezza di tadzio, un ragazzo polacco. un unico gioco di sguardi, la vergogna della propria decrepitezza, la scelta di imbellettarsi per nasconderla, sono i passi che scandiscono la vicenda. in pieno novecento, thomas mann ha colto e rappresentato la grande cultura borghese in via di dissoluzione, in un`opera emblematica che fonde la perfezione formale con la rappresentazione degli aspetti patologici di quella crisi.
continua con questo terzo volume l`approccio aperto con le due precedenti opere, "tecniche di suggestione ipnotica e ipnoterapia", nelle quali assistiamo all`addestramento di ernest rossi all`ipnosi clinica sotto la guida di milton erickson. nel primo capitolo e` presentata una fondamentale conferenza nella quale erickson riassume il passaggio dal vecchio approccio autoritario in ipnosi ai nuovi approcci permissivi, di cui e` stato il pioniere. il secondo e il terzo capitolo sono dedicati ai fenomeni della catalessi e dei segnali ideomotori, due degli approcci fondamentali di erickson all`induzione di trance e all`ipnoterapia. il tema principale e` sapere come indurre una trance terapeutica e come evocare la gamma di esperienze vissute e di reazioni involontarie del paziente utilizzate in ipnoterapia. il quarto capitolo, dedicato all`apprendimento esperienziale in ipnosi, presenta un resoconto di una delle attivita` preferite da erickson negli ultimi anni: l`addestramento di medici all`impiego dell`ipnosi clinica tramite la possibilita` di vivere essi stessi questa esperienza. il saggio di ernest rossi riportato nell`appendice, infine, analizza il rapporto fra gli stati di coscienza alterati, la comune trance di ogni giorno e i ritmi psicofisiologici ultradiani.
"la mia opinione e` che, cosi` come e` praticata generalmente, la psicoanalisi non sia di un buon livello tecnico. in particolare, voglio dire che l`analisi del transfert, cioe` il cuore stesso della tecnica psicoanalitica, non e` coerentemente praticata nella professione". secondo gill, cio` e` dovuto principalmente al fatto che non c`e` una concettualizzazione adeguata dell`analisi del transfert. a questo scopo, gill sviluppa sistematicamente uno dei due modelli del processo analitico proposti da freud, cioe` quello che mette in primo piano lo sviluppo del transfert, per bilanciare l`influsso esagerato del modello centrato principalmente sul recupero del passato. cio` non vuol dire che gill non riconosca l`importanza del secondo modello. egli sostiene solo che all`inizio si dovrebbe fare soprattutto attenzione a come le relazioni attuali, reali, tra analista e paziente rendano plausibile (`giustifichino`) il transfert del paziente, e solo dopo si dovrebbe spostare il fuoco dell`attenzione e mettere in luce che l`esperienza del rapporto vissuta dal paziente non e` del tutto determinata dalla risoluzione del transfert. la sottigliezza dell`analisi di gill, la sua sensibilita` all`ascolto del transfert fanno di questo libro un prezioso strumento per ogni terapeuta, di qualsivoglia orientamento, che non voglia chiudere gli occhi su questa dimensione del rapporto interpersonale.
"il turno" anticipa le prove piu` mature di pirandello romanziere. e un perfetto congegno narrativo in cui il caso, nel ruolo di protagonista, vanifica puntualmente le iniziative dei personaggi ridotti ad automi della "sciocca fantocciata che chiamiamo vita".
un uomo che ha trascorso quarant`anni costruendo ponti in giro per il mondo, ed e` da poco rimasto vedovo, ha preparato con cura un pranzo di famiglia. e la prima volta. ma una nipote ha un piccolo incidente e l`appuntamento salta. preoccupato, con addosso un po` di amarezza, l`uomo esce a fare una passeggiata. e conosce elena e gaston, madre e figlio, soli come lui. si siederanno loro alla sua tavola, offrendogli la possibilita` di essere padre, nonno, in modo nuovo. trasformando una normale domenica di novembre nell`occasione per riflettere sulle imperfezioni dell`amore, sui rimpianti, sulla vita che resta. in equilibrio tra nostalgia e speranza, fabio geda racconta una giornata che racchiude un`intera esistenza. una storia che prima o poi ci attraversa, o ci sfiora, tutti.
non si tratta di ricette culinarie, ma di "ricette per vivere e amare". l`autrice intende fornire suggerimenti per fare di tutta la vita un`esperienza felice e creativa, per raggiungere e mantenere un rapporto equilibrato e naturale con se stessi, con gli altri e con l`ambiente.
. del detective - e dello studioso - nabokov possiede la passione bruciante per il dettaglio. ma anche una voracita` linguistica che lo guida a inseguire, negli scritti altrui, astuzie e trucchi verbali rivelatori; e una felice insistenza nella ricostruzione dei luoghi, degli spazi - dai mobili di una stanza a una citta`, e una regione - in cui si manifestano le storie. sa bene, e lo ripete provocatoriamente, che utili insegnamenti e buoni propositi nulla hanno da spartire con la letteratura. che e` invece composta, in parti uguali, di esattezza e incantamento: . e questo insegna nabokov nelle sue "lezioni di letteratura": a leggere con occhio penetrante, ma disposto alla magia. a non guardare soltanto alle storie, ma al modo in cui sono raccontate. a riconoscere, al tempo stesso, il genio individuale dello scrittore e l`architettura dei testi. rischiarati da un`intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da mansfield park di jane austen all`ulisse di joyce. e lui, il professor nabokov - docente a wellesley e quindi alla cornell tra il 1941 e il 1958 -, li racconta agli studenti americani, e a noi, con il brio conversevole, il coinvolgimento, l`attenzione minuziosa che, dalla sua viva voce, approdano direttamente a queste pagine. introduzione di john updike.
quando in montagna andrea viene travolto da un fiume di fango, nel tentativo di salvarsi non si aggrappa solo ai rami bassi degli alberi, ma anche, con la stessa forza, ai fili tesi dal ricordo di un`amicizia. tra conflitti e occasioni di meraviglia, tra realta` quotidiana e rivelazioni, quattro ragazzi intrecciano le loro vite con tutta l`energia della giovinezza. un ritratto commovente di quella stagione dell`anima che piu` d`ogni altra si imprime in ciascuno di noi e sceglie il nostro destino. anna, andrea, cora e valerio sono compagni di scuola. assieme studiano, si divertono, sperperano con allegria le giornate. il perno di queste esistenze - ancora brevi e gia` segnate da perdite e ferite - e` il negozio di un anziano rigattiere nei vicoli di torino, un luogo che diventa una specie di base, talvolta di rifugio. il tempo, pero`, non regge la richiesta di perfezione, di assoluto, che l`adolescenza pretende. il desiderio si insinua nel gruppo e lo logora. andrea, che rispetto agli altri percepisce ogni cosa con intensita` maggiore, a poco a poco si isola: a fargli mancare il fiato sono tanto la bellezza impetuosa del presente, quanto il senso di minaccia che arriva dal futuro. ma nel momento in cui si trovera` in pericolo i suoi amici, quegli amici unici che solo una certa eta` ti regala, saranno di nuovo con lui.
il bardo thodol fu composto dal grande maestro padma sambhava, nell`viii o nel ix secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. venne in seguito nascosto per un`era a venire e ritrovato solo nel xiv secolo dal noto karma lingpa. il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bardo), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita. bardo indica la condizione intermedia (i tibetani distinguono sei stati intermedi: l`intervallo tra la morte e la rinascita, tra il sonno e la veglia, tra la veglia e , e i tre stati intermedi durante il processo di morte-rinascita), mentre le parole thos grol significano che l`insegnamento offerto da questo libro non appena lo si o , offrendo alla persona che affronta lo stato intermedio una comprensione cosi` chiara e profonda da non richiedere una riflessione prolungata.
uscito a puntate sulla rivista "russkij vestnik" ("il messaggero russo") tra il gennaio 1871 e il dicembre 1872, "i demoni" nasce come immediata reazione a un fatto di cronaca, il cosiddetto "caso necaev". il 21 novembre 1869, a mosca, i membri di una cellula terroristica della narodnaja rasprava (giustizia sommaria del popolo), guidati da sergej necaev, avevano assassinato il loro compagno ivan ivanov, colpevole di insubordinazione e sospettato (a torto) di tradimento. fedor dostoevskij, in esilio volontario a dresda, apprende la notizia dai giornali russi e subito decide di accantonare i progetti letterari piu o meno grandiosi che gli affollano la mente, per scrivere un romanzo-pamphlet ispirato proprio a quella vicenda sanguinosa. intende mettervi in caricatura la nuova generazione dei nichilisti, fanatici e brutali, ma anche denunciare il loro legame con gli irresponsabili "padri", i "liberali idealisti", gli occidentalisti e i socialisti degli anni quaranta per cui lui stesso aveva simpatizzato, prima dell?arresto e dei lavori forzati. "sto scrivendo una cosa tendenziosa", scrive all?amico a. majkov il 25 marzo 1870, "ho voglia di essere sferzante. i nichilisti e gli occidentalisti strilleranno che sono un retrogrado! e vadano al diavolo, diro la mia, fino all?ultima parola". ma la composizione dell?opera e tormentosa e procede tra difficolta con l?editore e ripensamenti. dostoevskij inventa un narratore (il "cronista") che partecipa marginalmente all?azione, la trasporta in una sonnolenta citta di provincia, inserisce un complesso intrigo amoroso e una folla di nuovi personaggi, alcuni buffoneschi, altri luminosi, per ciascuno dei quali elabora un linguaggio, uno stile particolare. cosi col tempo il libello satirico diventa potente, profetico romanzo di idee, nera tragedia. e soprattutto grandiosa riflessione sul problema che sempre tormenta l?autore, quello della ricerca di dio e del male. nei demoni-nichilisti che seminano caos e violenza, il male assume tan