poche sono le persone di cultura (non addette ai lavori) che sappiano cos`e` l`analisi fattoriale. purtroppo, sembra che lo ignori anche gran parte dei laureati in psicologia o sociologia. secondo kline non lo hanno capito davvero neppure parecchi `esperti` che quella tecnica applicano quotidianamente. perche`? le ragioni sono varie, ma sicuramente una delle piu` forti e` che qui c`e` di mezzo la matematica. infatti, l`uso della matematica per manipolare dati e` fonte di intelligenza e conoscenza solo se il significato di tale applicazione e` sempre chiaro nella mente di chi opera. questa esigenza primaria e` pero` piuttosto trascurata nei manuali di analisi fattoriale. la situazione, poi, avverte kline, rischia di peggiorare dopo l`avvento di programmi informatici di analisi, che consentono di fattorializzare meccanicamente qualsiasi insieme di dati. l`obiettivo di questo testo sara` dunque di mettere il lettore in condizione di capire il significato dell`applicazione matematica, e grazie a questo di imparare a capire cosa fa un`analisi fattoriale. e un libro scritto nel modo piu` elementare e rigoroso possibile, rivolto allo studente ma anche a molti sperimentatori che usano i programmi informatici senza sapere bene cio` che fanno. in questa sua funzione didattica questo volume e` il complemento ideale al manuale di psicometria, dello stesso autore.
questo libro rappresenta il culmine di un lavoro di oltre dodici anni trascorsi a indagare il modo in cui le persone creano e modificano le proprie idee su se stesse. va ad aggiungersi a tutta una serie di modelli sviluppati da andreas e da sua moglie, tra i quali figurano metodi rapidi per il perdono, la risoluzione del lutto, la ristrutturazione dell`esperienza temporale (come le persone rappresentano il tempo), il cambiamento della gerarchia dei criteri, una strategia per rispondere alle critiche, l`integrazione dei movimenti oculari e il superamento della vergogna.
una delle difficolta` maggiori della vita e` che i legami che nutrono comportino anche dei danni. eigen in questo libro ci incoraggia a guardare, e per quanto possibile affrontare, le ferite prodotte dai legami di cui abbiamo bisogno per vivere. e la terapia, dandoci l`occasione di rallentare le cose, di rielaborare momenti di ferita/rigenerazione, di assaporare e digerire in parte cio` che normalmente passa inosservato, puo` essere un modo in cui la vita cerca non solo di riparare i danni e disintossicarsi, ma anche di arricchirsi e rigenerarsi.
questo libro e` una lettura del muro impermeabile che l`anoressica, immersa in un godimento pieno e irrelato, e nel rifiuto del legame sociale e della cura, pone tra se` e l`altro. alla base dell`anoressia, intesa qui come sintomo e non come disturbo, non c`e` infatti soltanto un rifiuto del cibo, del proprio corpo come sessuato, della propria immagine allo specchio, ma un fondamentale rifiuto dell`altro che si esplica nell`azzeramento della portata evocativa della parola e nell`assenza di domanda e di transfert. l`anoressia sfida quindi radicalmente proprio le pratiche di cura sorte dal ceppo freudiano, le cure di parola, e innanzi tutto la psicoanalisi, che secondo l`autore puo` operare sul godimento reale alla base del sintomo solo a partire da un uso della parola non semantico, ma piuttosto legato alla sua dimensione di atto. il clinico non ha il compito di normalizzare il negativismo anoressico, perche` questa direzione spesso collude con l`altro versante del sintomo, in cui il soggetto risponde con adesivita` compiacente alla domanda dell`altro, sia esso il genitore o il curante. cerchera` piuttosto di illuminare l`enigma del rifiuto anoressico a partire dalle quattro funzioni fondamentali che, a seconda della particolare posizione assunta dalla paziente, esso riveste: domanda inconscia d`amore, difesa dalla pulsione, tentativo di separazione e modalita` di godimento.
questo libro propone una riformulazione del trauma in termini evolutivo-relazionali, come risultato della mancata elaborazione delle emozioni traumatiche, ovvero di quelle emozioni non simbolizzate nell`ambito delle relazioni primarie. il bambino, se maltrattato, non puo` sviluppare l`autostima e la capacita` di comprendere gli stati mentali propri e dell`altro, qualita` necessarie a esplorare con fiducia l`ambiente circostante e quindi a costruire relazioni significative. le esperienze croniche di trascuratezza hanno effetti negativi su svariate aree del funzionamento del bambino dando origine, ad esempio, a somatizzazione, difficolta` di sintonizzazione emotiva, mancanza di controllo degli impulsi, come anche, nei casi piu` gravi, a stati dissociativi. la perdita di una base sicura, insomma, rappresenta una condizione traumatica capace di predisporre il soggetto alla depressione, alla dipendenza patologica, ai disturbi del comportamento alimentare. e non sempre e` in relazione con maltrattamenti espliciti, come indica il fatto che la disorganizzazione dell`attaccamento e` per lo piu` connessa a esperienze traumatiche irrisolte del genitore, le quali si riflettono sullo stato dissociativo del bambino. il presente volume esamina le possibili relazioni causali fra le esperienze traumatiche e la psicopatologia, a partire dalla teoria dell`attaccamento, dell`infant research e dalle recenti scoperte neuro-biologiche sulla natura relazionale della mente.
il trauma infantile puo derivare non solo da eventi catastrofici come l`abuso e la violenza subiti nell`infanzia, ma anche da eventi che generano effetti troppo spesso minimizzati, come incidenti d`auto, interventi chirurgici, divorzi, separazioni, persino una caduta dalla bicicletta. il trauma si imprime nel corpo, nel cervello, nello spirito: se chi si prende cura del bambino non e in grado di sostenerlo affettivamente nell`elaborazione del trauma, questo sara causa di ansia, incubi, depressione e malesseri fisici, oppure di iperattivita e aggressivita. rivolto a chiunque si occupi di un bambino, questo libro sara di grande aiuto nel riconoscere, prevenire e guarire i traumi infantili.