come si pone ognuno di noi di fronte all`inevitabilita della propria morte? la morte, percepita nella cultura occidentale come qualcosa di estraneo alla vita e liquidata come `sconfitta estrema della medicina`, e in realta parte della vita stessa. senza una completa accettazione della morte, anzi, non puo esistere una vita vissuta pienamente, ribadiva desjardins gia ne l`audacia di vivere. viceversa, quanto piu si riesce a vivere coscientemente la propria vita, tanto piu svanira la paura della morte, propria e altrui.
murray bowen, psichiatra e professore alla georgetown university, washington d.c., e` una delle figure di primo piano della terapia familiare e relazionale americana. questo libro presenta l`evoluzione delle teorie di bowen elaborate negli ultimi quindici anni, tramite lo sviluppo dei suoi concetti di triangolazione, di fusione e di conflitto intergenerazionali e culmina nella sua brillante esplorazione sulla differenziazione del se` all`interno della propria famiglia di origine. esposti i concetti essenziali, bowen descrive le tecniche di intervento piu` originali, maturate in circa 23 anni di esperienza clinica con le famiglie. il suo interesse a collocare l`uomo nella sua storia o a vedere i problemi del presente come risposta a un passato ancora in atto, lo differenzia da molti teorici della famiglia americani, di orientamento pragmatico, come pure da molti teorici e operatori sociali italiani, ossessionati dal bisogno di uniformarsi all`ideologia dominante fino al punto di perdere una visione piu` globale dell`individuo. il metodo relazionale serve a bowen per una comprensione dell`uomo e del suo ciclo evolutivo e non e` usato in contrapposizione al metodo psicoanalitico: tende piuttosto a provocare quegli analisti che dietro un apparente rigore metodologico si ostinano a guardare l`individuo come una monade, staccata dagli altri.
questo manuale introduttivo espone nella prima parte le tecniche tradizionali di somministrazione del test, illustrando le caratteristiche delle tavole, le risposte e le tecniche di siglatura. nella seconda parte viene presentato un approccio all`interpretazione del contenuto. secondo gli autori, il rorschach non dovrebbe essere concepito specificamente ed esclusivamente come un test, bensi` anche come un particolare tipo di procedura clinica di colloquio.
completamente ritradotti, vengono riproposti i due classici libri di kipling, piu` due raccolte di racconti su animali scritti piu` tardi, alcuni dei quali inediti in italia. il volume e` arricchito dalle illustrazioni originali dello stesso kipling che era anche pittore e illustratore.
tangeri mito, citta`-teatro, citta`-cinema. ma anche: citta`-imbroglio, citta`-contraffazione. e questo "scenario tra realta` e finzione", questo "decoro cinematografico" che ho tentato di portare all`immagine in questo lavoro, che mi ha assorbito per cinque anni. come nei miei precedenti lavori su asmara e casablanca, il mio approccio fotografico al paesaggio urbano prende le distanze dalla semplice documentazione per disegnare un ritratto immaginario, quasi onirico, della citta`. la citta` che ho fotografato - che ho voluto evocare attraverso le mie immagini - non esiste. o, per meglio dire, esiste all`incrocio tra la citta` reale, che ho realmente percorso, e l`immagine di tangeri che porto in me, fatta di miti, di racconti letterari e cinematografici."
in questo libro sono riportate sei lezioni, corredate da disegni, che illustrano come mettere in pratica il metodo feldenkrais. l`obiettivo di questo metodo non e` solo la riabilitazione fisica ma un miglioramento complessivo del nostro atteggiamento corporeo, in modo da rimettere in azione i processi sopiti con cui abbiamo imparato a muoverci, interagire con la realta` e parlare.
david thomson, per john banville, ha qui tentato una storia di hollywood - la sua - e lo ha fatto col piglio caustico e malandrino che contraddistingue chi da sempre ama quel mondo e cio` che ha da offrire: sogni surrettiziamente innervati dalla realta`. thomson prende spunto da un capolavoro, chinatown, il mitico film di roman polanski del 1974, il che gli permette di ripartire da molto lontano, dalla crescita indiscriminata, corrotta e manovrata di los angeles, e di puntare la sua personale macchina da presa sulle speculazioni fraudolente intorno alla gestione dell`acqua e della viabilita`, elementi che, sottotraccia, contribuirono notevolmente alla nascita e allo sviluppo di hollywood. ricostruisce poi la storia di quegli anni, dalle prime salette improvvisate ai grandi cinema, alla creazione degli studios, affrontando il passaggio dal muto al sonoro, dal bianco e nero al colore e alle ulteriori innovazioni tecniche. ma soprattutto racconta le storie, sempre curiose, spesso sordide, comunque illuminanti, dei grandi che hanno fatto grande il cinema: registi come griffith, welles o hitchcock, divi come greta garbo o marlene dietrich, humphrey bogart o jack nicholson, e insieme produttori come jack warner, louis mayer o samuel goldwyn, nonche` altre figure meno note ma non meno influenti. thomson vuole darci , espressione che riprende dall`ultimo romanzo incompiuto di fitzgerald, ambientato nella mecca del cinema: l`equazione che sola puo` offrire una visione d`insieme di quel mondo, quell`arte, quel mestiere, quell`industria, quel gioco d`azzardo, in tutta la sua varieta`, follia e grandezza.
USA 1952. 99 minuti. Con Gene Kelly, Donald O'Connor, Debbie Reynolds.
USA 1979 (Final Cut 2019). 174 minuti. Con Marlon Brando, Robert Duvall, Martin Sheen.