. il presente volume, che raccoglie i contributi di noti specialisti nel campo della letteratura per l`infanzia, intende correre questo ?rischio` e affrontare nei suoi molteplici e variegati aspetti quello che si configura come un filone letterario complesso, oggi al centro di una vera e propria ?riscoperta` da parte degli studiosi. l`obiettivo e` duplice: promuovere una riflessione a piu` voci sulle attuali problematiche epistemologiche, pedagogiche e culturali che interessano la disciplina e, nel contempo, fornire un quadro delle piu` recenti e stimolanti prospettive d`indagine che caratterizzano questo settore di studi. il volume si rivolge principalmente a quanti - ricercatori universitari, insegnanti, genitori, educatori e animatori di centri di lettura e di biblioteche giovanili, studenti delle facolta` universitarie di scienze della formazione - sono interessati, a diverso titolo, ai temi dell`editoria e della pubblicistica destinate al mondo dell`infanzia e della gioventu`.
la storia inizia nel 1941 e termina negli anni sessanta. al centro c`e` la guerra e il suo stravolgimento epocale. il suo impatto su una famiglia felice, fino a quando un solco nero non dividera` il "prima" dal "dopo". le vicende del romanzo seguono quelle dei personaggi, tutte intrecciate tra loro con un movimento nel tempo che ha piu` a che fare con i ritmi della memoria che con quelli della storia. si passa dai primi mesi di guerra, quando l`atmosfera e` ancora inconsapevolmente euforica, ai giorni piu` bui dell`occupazione tedesca, per risalire alle battaglie in nordafrica, raccontate in modo folgorante grazie anche al ritrovamento di un diario inedito. infine si torna alle speranze del dopoguerra, per chi aveva ancora qualcosa in cui sperare.
romanzo d`esordio della giornalista londinese, e` una sorta di "signore delle mosche" al femminile sul mondo ingenuo e spietato delle adolescenti. "cosi speciali", come loro pensano di essere, le adolescenti crudeli, inquiete e totalmente fuori controllo di un normale college inglese, sono costrette ad una convivenza di due settimane prima degli esami. il soggiorno si svolge nella foresta di dean, in un castello gotico da cartolina, e prevede un programma di attivita` educative e salutari. ma il programma delle ragazze e` ben diverso, presto si fanno coinvolgere in un gioco piu` grande di loro, fatto di droghe e di goffi e crudeli approcci sessuali. un gioco che non saranno in grado di controllare, fino all`esito imprevisto e sconvolgente.
"e il paese dove non si muore mai. fortificati da interminabili ore passate a tavola, annaffiati dal raki, disinfettati dal peperoncino delle immancabili olive untuose, qui i corpi raggiungono una robustezza che sfida tutte le prove. siamo in albania, qui non si scherza". una bambina intelligente e curiosa, la sua scoperta del mondo in un paese che ha spento l`utopia nella barbarie e che non tollera dubbi ne` domande. il racconto tagliente e irresistibile delle sue diatribe con madre-partito, delle sue esercitazioni militari, dei suoi giochi innocenti e sinistri; l`impertinenza del corpo che cambia sotto gli sguardi avidi dei maschi, il desiderio di fuggire come amara morale di un`acuminata "favola della dittatura".
martin clay, giovane filosofo appassionato di storia dell`arte, scruta con scarso interesse la collezione di croste che un rozzo possidente della campagna inglese gli va mostrando con orgoglio. d`un tratto la sua attenzione si ridesta: davanti a lui sta appeso l`arco di volta della pittura fiamminga, il bruegel dei bruegel, pietra miliare mancante e sconosciuta della storia dell`arte. e` la sua opportunita` per rendere un servizio al mondo intero e fare un mucchio di quattrini. inizia cosi` una catena di inganni ai danni del legittimo proprietario e passo dopo passo, martin vedra` precipitare se stesso e la sua coscienziosa esistenza in un labirinto di dilemmi unicamente supportato dalla certezza di rivelare all`umanita` un capolavoro dell`arte.
una contrastata amicizia fra gli anni trenta e quaranta. che cosa accomuna due personalita` tanto diverse come guido piovene (1907-1974) ed eugenio colorni (1909-1944)? l`uno di nobile e cattolica famiglia veneta, scrittore e giornalista, politicamente ondivago; l`altro ebreo, borghese, filosofo e matematico, militante socialista caduto nella resistenza.
"il prete giusto" e` la storia di un uomo libero, don raimondo viale (1907-1984), costretto a una sfida impari e solitaria con gli eventi piu` aspri del novecento. abbandonato dalla chiesa e malato, ha affidato a nuto revelli la memoria della sua vita. sullo sfondo della campagna povera del cuneese si snodano gli anni duri dell`infanzia, della prima guerra mondiale, le prime ribellioni in seminario, l`impegno nella parrocchia di borgo san dalmazzo fino allo scontro con i fascisti, le prediche coraggiose contro la guerra, l`imbarazzo della chiesa, il confino. poi, in un crescendo, i grandi drammi collettivi: l`8 settembre, le stragi naziste e fasciste, la persecuzione degli ebrei, fino alla sospensione "a divinis".
registro di classe e` prima di tutto il diario di un anno di vita. e` un breviario rivolto agli studenti, ai genitori, alla societa` civile, ma che lo scrittore destina soprattutto a se stesso. in questo libro onofri mette in gioco la sua vita intera e in particolare quell`adolescenza che lo ha visto cosi` simile agli studenti proletari con cui condivide una sorta di cromosoma interiore. e la ricerca di un modo per comunicare con quei ragazzi, con la loro timidezza e afasia, sfrontataggine e indolenza, e` anche una ricerca nelle radici della propria educazione che lo ha portato da ragazzo ad amare un`idea della vita cosi` diversa da quella condivisa con i suoi compagni di allora.
anni sessanta, quattro donne giocano a carte in una casa. ogni giovedi`, da molti anni, si riuniscono per fare una partita, chiacchierare, passare il pomeriggio. portano con se` le loro bambine che giocano nella stanza accanto. nessuna di loro lavora, fanno le madri, le mogli, si conoscono da molto tempo. una di loro e` incinta del primo bambino. durante il primo atto della commedia vediamo intrecciarsi le loro storie tra comicita` ed emozioni, il tutto scandito dai primi dolori della partoriente: il tema piu` forte e` quello della maternita`, dei vari modi d`intenderla. e la fine del primo si chiude con una nascita: il palcoscenico deserto, le carte abbandonate sul tavolo verde, le voci trafelate delle donne fuoriscena. secondo atto oggi, quattro donne s`incontrano in un`altra casa, sono vestite di scuro. si sono riunite dopo il funerale di una delle loro madri che si e` suicidata. capiamo che sono quelle bambine che nel primo atto giocavano nella stanza accanto. a poco a poco le colleghiamo una dopo l`altra alle madri. qualche volta per rassomiglianza, qualche volta per assoluto contrasto. due epoche, due modi di essere donne. sono piu` felici queste donne, piu` realizzate? a tratti pare essersi spezzata una catena, meglio o peggio, chi lo sa? inevitabile. ma l`identita` stessa femminile sembra a tutte loro qualcosa di indefinibile e percio` perennemente a rischio, oggi come ieri. una specie di energia, di follia che non vuole farsi disarmare, che risorge sempre dalla morte per dare la vita.
e un libro sul matrimonio, sulla morale familiare, sulla violazione delle convenzioni sociali, sulla necessita` del sacrificio di chi le viola. l`ineluttabilita` del finale tragico rinvia all`idea goethiana che dietro alle passioni degli uomini vi siano solo forze insondabili e beffarde che sfuggono alle ragioni della societa` e della storia. le affinita` elettive sono una storia tragica: alla tragedia della passione, alla natura trionfante si puo` opporre solo l`etica della rinuncia laica, la pace inviolabile del tempo e della morte nella cappella gotica dei due amanti.
il volume e` una raccolta di saggi. in ognuno di questi saggi si tratta di opere che esplicitamente si riferiscono ad altre opere anteriori e che "parlano" dell`essere umano, si tratti dell`artista o del committente. ma qual`e` il messaggio che tali opere avevano per i loro contemporanei? per rispondere a questa domanda, lavin ingaggia una vera e propria caccia alla ricerca di quel "movente primo dell`arte: il contributo originale dell`artista".
il volume comprende inoltre i principi del comunismo e per la storia della lega dei comunisti di engels, le prefazioni di marx e engels alle varie edizioni del manifesto, un saggio storico-critico di bruno bongiovanni, un`introduzione e una bibliografia ragionata di lorenzo riberi.
questo libro si interroga sui caratteri generali e sulle tendenze attuali del linguaggio giuridico, passando in rassegna particolarita` lessicali, grammaticali, stilistiche e retoriche di testi legislativi, di atti processuali, di documenti prodotti dalla pubblica amministrazione, senza rinunciare a rilevarne improprieta`, inutili complicazioni e incoerenze, ne` a richiamare l`attenzione sulle cautele da prendere nel semplificarne la stesura. da ultimo si propongono esempi tipici di oratoria forense.
il libro di rime piu` presente alla nostra tradizione poetica, il registro tormentato di una lunga fedelta` al nome amato di una donna, e insieme alla poesia. il canzoniere di petrarca, "libro dei frammenti", costruito in quarant`anni di meditazioni e memorie, e` un grande studio poetico della coscienza umana, uno specchio della conoscenza di se` che si acquisisce col tempo, negli anni, fra dolore e speranza. accompagnando un testo che si offre in forma ammodernata, con traduzione della fonetica antica in grafia moderna, questo nuovo commento mira a evidenziarne gli snodi argomentativi, l`articolazione dei pensieri, nonche` la formazione di un immaginario largamente debitore al medioevo spirituale. osservazioni originali suggeriscono soluzioni a problemi irrisolti, e offrono prospettive nuove di lettura del canzoniere. il volume offre anche due saggi importanti sul petrarca di giosue carducci e gianfranco contini.
uomo ribelle e ambizioso, pittore inquieto e geniale, jacopo robusti detto il tintoretto ha vissuto solo per dipingere e per la sua arte ha sacrificato tutto (reputazione, guadagni, piaceri), allontanando uno a uno - con la sola eccezione del remissivo dominico - tutti i figli: le femmine in monastero, via da casa i maschi insofferenti alla sua tirannia. finendo per perdere anche la prediletta figlia naturale, marietta, educata contro le convenzioni della societa` per fare di lei la sua creazione piu` riuscita: una musicista, una pittrice, una donna libera. trascinandoci nella venezia di fine cinquecento, fastosa e cosmopolita, minacciata dai turchi e devastata dalla peste, melania g. mazzucco ci restituisce il quadro di un mondo al culmine del suo splendore eppure presago del declino.
che relazione ci puo` essere tra "fantasia-improvviso" di chopin e la meccanica quantistica? che sensazione farebbe cadere in un buco nero? e perche` ballare un valzer non e` troppo diverso da considerare una dualita` di stringhe? questo libro di steven gubser introduce il lettore in modo leggero e brillante alle idee chiave della concezione delle stringhe, uno dei campi piu` nuovi e controversi della fisica contemporanea. nel loro tentativo di combinare insieme relativita` generale e meccanica quantistica, i teorici delle stringhe spaziano dall`in-finitamente piccolo all`infinitamente grande, non smettendo di provocare sul loro terreno matematici, fisici e filosofi con problemi nuovi e affascinanti.
oedipa maas era una giovane casalinga californiana, laureata in letteratura inglese e moglie di un deejay radiofonico. poi, un giorno, viene nominata esecutrice testamentaria, e tutto cambia. una cospirazione mondiale, antica di secoli, getta la sua ombra sulla vita di tutti i giorni, sull`america solare e felice degli anni sessanta, e lancia oedipa sulla scia di un enigma impossibile. torna a quarant`anni dalla pubblicazione questo romanzo cui si attribuisce la fondazione della letteratura post-moderna. il romanzo e` proposto in una nuova traduzione, firmata da massimo bocchiola.
per decine di migliaia di anni, gli uomini hanno cercato nel cielo punti d`orientamento, o forme divine, attirati dal mistero e dalla bellezza dell`universo che si affaccia sopra noi. mappare il cielo, e cercarne i messaggi attraverso l`astrologia, fu un`attivita` a cui tutte le culture antiche si dedicarono, a partire dai babilonesi e dagli egizi; ma il nostro cielo, quello delle costellazioni, fu creato dai greci. navigando verso la patria ulisse si orientava sull`orsa maggiore, su orione e le pleiadi; a poco a poco, gli astronomi greci tracciarono le costellazioni, definirono lo zodiaco e diedero loro i nomi che ancora restano. ma quello dei greci fu anche un cielo mitico: ogni costellazione ha una storia, e i personaggi del mito popolavano anche i cieli degli antichi. perche` l`orsa ha questo nome? e l`ariete? e il toro? "i miti delle stelle", arricchito da magnifiche immagini, conduce attraverso la selva dei racconti all`itinerario celeste che e` giunto sino a noi.
un vocabolario che comincia con un "abbraccio" e prosegue con "cuore", "dedica", "incontro", "notte", e "piangere" in cui barthes interviene con il suo sottile ingegno di linguista a collezionare tutti questi discorsi spuri in un unico soliloquio. per il grande pensatore francese l`amore e` un discorso sconvolgente ed egli lo ripercorre attraverso un glossario dove recupera i momenti della "sentimentalita`", opposta alla "sessualita`", traendoli dalla letteratura occidentale, da platone a goethe, dai mistici a stendhal. si realizza cosi` un repertorio suffragato da calzanti riferimenti letterari e da obbligati riferimenti psicanalitici sul lessico in uso nell`iniziazione amorosa.
una studentessa indiana siede su una panchina del jardin di san miguel de allende, in messico, quando una sconosciuta le si avvicina con entusiasmo, certa di riconoscere in lei la figlia della sua vecchia amica rosarita, la pittrice, incontrata li tanti anni prima. c?e un errore, protesta la giovane, sua madre non si chiamava rosarita, non e mai stata in messico e non ha mai dipinto. la sconosciuta e forse un?imbrogliona? per scoprirlo dovra lanciarsi in un viaggio trasognato fra passato e presente, realta e mistificazione, fin nel cuore dei segreti che possono separare, o unire, una madre e sua figlia. bonita e una giovane studentessa di delhi in viaggio in messico per imparare lo spagnolo. seduta su una panchina del jardin di san miguel de allende, all?ombra della maestosa cattedrale, si gode l?estraneita di un luogo mai visitato. non conosce nessuno li, e nessuno la conosce. eppure un?anziana donna in abiti tradizionali, loquace ed eccentrica, l?avvicina con accalorata familiarita, affermando di rivedere in lei la figlia della sua cara amica, rosarita, conosciuta proprio li tanti anni prima, quando rosarita era arrivata dall?india, come ora sua figlia, per seguire la sua vocazione di pittrice sotto la guida dei maestri locali. bonita prova a dirle che si sbaglia: sua madre si chiamava sarita, non rosarita, non era mai stata in messico e soprattutto non aveva mai dipinto in vita sua. ma la sconosciuta non intende ragioni e le sue melodrammatiche perorazioni aprono una breccia nelle certezze della giovane. bonita e ora costretta a scandagliare i suoi ricordi famigliari in cerca di indizi: lo schizzo di una donna e di una bambina in un luogo non dissimile da san miguel, scatoloni carichi di fogli poi andati perduti, una lunga assenza materna. e, benche ormai sospetti che la sconosciuta non sia che un?imbrogliona, accetta di lasciarsi trascinare in un viaggio dalle nuove traiettorie, attraverso la capitale e fin sulle coste del pacifico, sulle tracce di quei maestri
questo libro ripercorre in sequenza cronologica gli straordinari esiti figurativi dei primi cinquant?anni del quattrocento italiano, proponendosi di restituire l?incalzante avvicendarsi di opere e artisti in precise interazioni e conseguenze. l?obiettivo e quello di far maturare la consapevolezza che una precisa griglia cronologica e geografica non e questione meramente nozionistica, ma modello di una struttura cognitiva globale e condizione preliminare di qualsiasi tentativo di interpretazione. il racconto non si focalizza solo sui fatti maggiori, ma tenta anche di documentare, almeno per scorci improvvisi, l?infinita varieta di realta minori, eppure dotate di una loro fisionomia. le velocita di acculturazione dell?epoca erano assai disuguali a seconda dei luoghi e dei contesti, cosi come nella stessa firenze, in relazione ad ambiti diversi di committenza. l?apprezzamento di valori divergenti non e pero in contraddizione con l?enfasi posta sulle cesure innovative. cosi come ci si avvicina ai grandi cominciando a studiarne i riflessi nei minori, anche dalle resistenze e dalle dissonanze si arriva a comprendere la portata delle sperimentazioni piu radicali.
in un mondo in cui l`intelligenza artificiale genera volti, voci e presenze capaci di simulare empatia, il se digitale esplora il cuore di una mutazione antropologica in atto. partendo dalle neuroscienze dell`embodiment e dall`ormai classica teoria della simulazione incarnata, vittorio gallese costruisce un nuovo paradigma per pensare la soggettivita contemporanea. dai neuroni specchio alla soggettivita algoritmica, questo libro traccia un itinerario originale e multidisciplinare che attraversa neuroscienze, filosofia, estetica e media theory per ripensare il se come realta incarnata, relazionale e tecnologicamente modulata. il se digitale propone una nuova onto-fenomenologia del soggetto, capace di integrare le trasformazioni dell`esperienza introdotte da dispositivi interattivi, intelligenze artificiali e ambienti digitali immersivi. il corpo non e escluso, ma riconfigurato; l`alterita non e annullata, ma resa ambigua da nuovi simulacri affettivi. culmine teorico del volume e la proposta di un`estetica radicale: una politica del sentire, che restituisca intensita, opacita e imprevedibilita alla relazione in un mondo dominato da interfacce trasparenti e algoritmi predittivi. in un tempo in cui l`alterita rischia di diventare funzione, e il ripiegamento nella solitudine un progetto, l`urgenza e tornare a pensare il corpo, non come nostalgia, ma come condizione generativa di ogni possibile futuro. un saggio necessario per comprendere le metamorfosi del se nell`era del codice.