nel suo diario grise`lidis, attivissima all`interno dei movimenti delle prostitute lionesi e parigine nella meta` degli anni settanta, racconta con profili a volte affettuosi, a volte scioccanti, tutti gli uomini che sono stati suoi clienti abituali, accompagnando il testo con alcune pagine di riflessione sul suo lavoro. grise`lidis, diventata prostituta agli inizi degli anni sessanta per necessita` economica, in seguito e` diventata scrittrice e antropologa, con studi e contributi sulla sua stessa professione.
in questo romanzo niccolo` ammaniti va al cuore della sua narrativa, con una storia tesa e dal ritmo serrato, un congegno a orologeria che si carica fino a una conclusione sorprendente: e mette in scena la paura stessa. michele amitrano, nove anni, si trova di colpo a fare i conti con un segreto cosi grande e terribile da non poterlo nemmeno raccontare. e per affrontarlo dovra` trovare la forza proprio nelle sue fantasie di bambino, mentre il lettore assiste a una doppia storia: quella vista con gli occhi di michele e quella, tragica, che coinvolge i grandi di acqua traverse, misera frazione dispersa tra i campi di grano. il risultato e` un racconto potente e di assoluta felicita` narrativa, dove si respirano atmosfere che vanno da clive barker alle avventure di tom sawyer, alle fiabe italiane di calvino. la storia e` ambientata nell`estate torrida del 1978 nella campagna di un sud dell`italia non identificato, ma evocato con rara forza descrittiva. in questo paesaggio dominato dal contrasto tra la luce abbagliante del sole e il buio della notte, ammaniti alterna, a colpi di scena sapienti, la commedia, il mondo dei rapporti infantili, la lingua e la buffa saggezza dei bambini, la loro tenacia, la forza dell`amicizia e il dramma del tradimento.
il pentimento non e` il semplice rifiuto di cio` che si e` stati, ma e` la volonta` determinata ad essere diversi, a individuare la profondita` delle proprie colpe e a liberarsi da esse per rinascere a nuova vita. nelle pagine di questo libro, pubblicate nel 1921 all`interno della sua opera "l`eterno nell`uomo", il filosofo max scheler analizza lo spontaneo emergere del senso di colpa che segue gli effetti negativi delle azioni di cui siamo praticamente e moralmente responsabili. pentirsi significa riconoscere la colpa come propria e, cosi` facendo, elevarsi al di sopra dell`errore compiuto e predisporsi a futuri comportamenti virtuosi. l`autentico pentimento si rivela allora una delle vie piu` complesse, e spesso dolorose, che mettono in relazione la finitezza della nostra persona umana con l`infinita misericordia divina. nonostante il riferimento dichiarato alla dottrina cattolica, la riflessione di scheler supera l`orizzonte confessionale e afferma la possibilita`, non potendo eliminare il male, di superarlo volta per volta attraverso l`incessante lavoro su noi stessi. introduzione di angela ales bello.
l`italia e` un paese dove i giovani dipendono dai vecchi, dove "e` anchise a portare sulle spalle enea mentre la citta` brucia. non il contrario, come sarebbe naturale". e "dove nessun futuro e` stato pensato per ascanio, il nipote". partendo da questa constatazione, giuseppe "pippo" civati, uno dei politici piu` noti della sinistra italiana, ci racconta la sua versione dei fatti. ci dice quali sono gli attori che si contendono la scena. quali sono gli ostacoli a un cambiamento che non puo` piu` essere rimandato. perche` se oggi e` il momento di fare, e di fare in fretta, non possiamo pero` ripetere l`errore che segna da sempre la vita del nostro paese, quello di agire senza riflettere, senza pensare alle ripercussioni delle nostre scelte sulle prossime generazioni.