se e` vero che ogni opera del passato giunge alla piena leggibilita` solo in determinati momenti della sua storia, per le lettere di paolo l`ora sembra venuta. a uno dei testi piu` commentati della tradizione occidentale agamben restituisce quel rango messianico che solo puo` riorientare la prospettiva di una interpretazione ormai bimillenaria. paolo non fonda una religio dell`universale, non annuncia una nuova identita` e una nuova vocazione, ma revoca ogni identita` e ogni vocazione; non abolisce la legge, ma la dispone a un uso che si colloca al di la` di ogni diritto. cuore del messianismo - dall`evangelo paolino fino alle tesi sul concetto della storia di benjamin, che talora ne nascondono gli splendidi calchi - e` una esperienza del tempo affidata all`inversione del rapporto tra passato e futuro, tra memoria e speranza. come tempo di ora, segmento di tempo profano teso fra la resurrezione di gesu` e l`eschaton apocalittico, il tempo messianico si costituisce in figura stessa del tempo presente, di ogni presente. sul canone di che appartiene al messianico e` modellato anche l`andamento del libro di agamben: una sapienza esegetica da biblista si trasfonde nelle illuminazioni del filosofo che interroga paolo a partire da schmitt, kafka e scholem, e che sa cogliere nella parola paolina, attraverso lutero, le ascendenze concettuali della dialettica hegeliana.
in questa antologia gli ultimi uomini dell`eta` della pietra descrivono la loro eroica lotta coi primi uomini dell`eta` della macchina, i loro riti e costumi, avventure di caccia e di guerra, e infine i loro patetici sforzi per assimilare le strane usanze dell`invasore bianco. da queste pagine parlano ancora una volta i grandi guerrieri che guidarono i pellirosse delle praterie americane: falco nero, toro seduto, geronimo... gli scritti degli autori indiani qui raccolti hanno un`enorme importanza perche`, fornendoci un`interpretazione dei fatti visti dal punto di vista degli indiani, ci consentono, tra l`altro, di mettere piu` precisamente a fuoco la reale natura del conflitto tra il pellerossa e l`invasore bianco. l`indiano vi spiega perche` abbia tanto aspramente conteso l`avanzata all`uomo bianco e perche` spesso abbia preferito morire piuttosto che cedere i suoi tenitori di caccia. entro i confini degli stati uniti esistevano centinaia di tribu`, ma fu il valoroso indiano delle praterie, con la sua colorata acconciatura di guerra e la lancia piumata, quello che divento` il simbolo del pellerossa, come dimostra anche una copiosa produzione cinematografica: la lunga lotta che sostenne e la dignita` con cui seppe sopportare la sconfitta gli hanno meritato il ruolo principale in questo libro.
restando fedele alle date, ai luoghi e ai fatti storici, ma con scrittura gustosa nei dettagli e felicemente narrativa, carlo maria lomartire ci racconta le vicende umane e sentimentali che ruotano intorno ai principali protagonisti della famiglia sforza: da francesco, figlio illegittimo di un contadino romagnolo, arrivato a conquistare il ducato di milano, a ludovico detto , il grande mecenate di leonardo, fino agli , l`inetto ercole massimiliano e il brillante francesco ii, morto senza eredi. attorno ai protagonisti l`autore fa rivivere un`intera epoca, piena di rivolgimenti politici e di trasformazioni sociali: l`eta` dei comuni e` ormai definitivamente tramontata, il rinascimento si e` affermato con i suoi nuovi valori, la prospettiva degli stati italiani si allarga sempre piu`, fino a divenire europea. se e` vero, come ha scritto qualcuno, che , nelle appassionate e turbolente vicissitudini degli sforza, nelle spietate lotte tra fazioni, negli intrighi di corte come nelle gesta eroiche degli uomini e delle donne descritte in queste pagine, il lettore potra` ritrovare non poche delle caratteristiche, degli splendori e delle miserie, dei pregi e dei difetti dell`italia e della milano di oggi: allora come adesso magnifica e cinica, geniale e crudele. questo volume contiene i tre saggi - gli sforza, il moro e gli ultimi duchi di milano - che carlo maria lomartire ha dedicato alla dinastia che resse il ducato di milano tra il 1450 e il 1535, segnando una stagione indelebile nella storia della citta` lombarda e di tutta la penisola.