in realta` las vegas non e` altro che il nostro stesso orizzonte urbano: tutto cio` che e` stato costruito nel cuore del deserto a sud del nevada, la superpotenza dell`"entertainment" come senso dell`esistenza, l`organizzazione della citta` in funzione dei negozi e dei luoghi di divertimento, l`animazione permanente che regna giorno e notte per le strade, le architetture a tema che coniugano seduzione commerciale e immaginario infantile, la dipendenza beata dei cittadini dall`oppio spettacolare e mediatico, tutto questo e` qualcosa che conosciamo gia`. offerta rituale al dio divertimento e cimitero di insegne, trasfigurazione del banale e infinita variazione sul tema, sublimazione del grottesco al di la` del bello e del brutto, sogno americano.
composto di due racconti ("senz`altro cane" e "pedagogico") il libro porta sulla scena la prodezza di un cane con vocazione umana e di un maestro nostalgico di un`infanzia da piccolo uccello saltellante. entrambi provocano nella voce narrante un sospiro di riprovazione contro le bestiole domestiche e gli esseri troppo utili ed elementari in genere. ma sono poi loro, cani cittadini e maestri in disuso, a cancellare la loro condanna grazie al carattere spontaneo, alla salute ingenua. entrano nella nostra quotidianita` come entita` moleste e silenziose, l`abbandonano scomparendo nel proprio nulla. piu` tardi vorremmo richiamarli, evocarli: ma e` inutile, saranno per sempre introvabili.