il buddismo e` una religione sui generis, che si e` sempre adattata con straordinaria plasticita` alle piu` svariate situazioni socioculturali e storiche e addirittura ad altre religioni, modificandosi, trasformandosi anche radicalmente, pur di mantenere intatto cio` che conta: il suo messaggio fondamentale diretto verso l`essere umano. in questo libro la prospettiva buddista e` aderente alla nostra cultura, vi penetra al punto che appare interamente spoglia di quella dimensione mitica, l`esotismo, che per un certo periodo ne aveva fatto la fortuna.
in una casa scura all`ombra di una montagna, una vedova severa, pia, intransigente e la sua inerme e dolcissima figlia, si frontaggiano sempre, ma senza una vera intimita`. a causa di un fosco predicatore cappuccino che parla solo del diavolo e del peccato, questo desolato me`nage precipita nell`inferno. accade cio` che non doveva accadere. si scatenano i mostri. compare l`inesplicabile, la follia, la morte.
il romanzo, attraverso il doppio binario delle confessioni dei due protagonisti, un uomo e una donna - un ingegnere e una suora - delinea un rapporto problematico e delicato senza ambiguita`, frutto di una diversa e profonda esperienza spirituale.
camillo lastrade, commissario a riposo, legge sul giornale che un suo vecchio amico e` morto, cadendo, in una casa di riposo per anziani. ricorda che ci sono state altre due morti e indaga...