in inglese, "golden dawn" significa letteralmente "alba d`oro": secondo i maghi e gli alchimisti e` il momento in cui il sole della sapienza vera nasce a fugare le tenebre dell`ignoranza, annunciando il sorgere glorioso della nuova personalita` dell`adepto. fu con piena consapevolezza di cio` che scelsero di riunirsi sotto il nome-simbolo di "alba d`oro" quegli ermetisti britannici di fine ottocento cui fu dato di vivere questa avventura intellettuale: soffiare sulle braci ancora vive della sapienza magica, sepolte sotto la cenere dei secoli, per farne divampare nuovamente il fuoco di una dottrina dimenticata. vaste e diverse furono le loro fonti, ma grazie alla capacita` di sintesi dei sapienti vittoriani, e all`entusiasmo del loro capo, samuel lyddell macgregor mathers, cio` che ne risulto` fu un sistema dottrinario coerente ed efficace per la coltivazione dell`io vero, che e` l`autentico obiettivo dell`autentica magia. i sapienti della golden dawn diedero al loro ordine la struttura di un college universitario. vennero istituite vere e proprie facolta`, ciascuna con un suo decano, per impartire i diversi insegnamenti: simbolismo, kabbalah, veggenza, magia cerimoniale, dottrine rosa croce. questo terzo volume raccoglie i "classici" fondamentali che gli adepti dovevano studiare per ascendere lungo i gradi dell`ordine: il "sepher yetzirah", gli "oracoli caldei", la "clavicula tabularum enochi". ciascuno e` stato tradotto appositamente per questa edizione ed e` accompagnato da note esplicative.
The Citadel Press, 1969, USA. Cecil B. DeMille fu un assoluto maestro tra gli uomini di spettacolo, capace di intuire istintivamente cosa il pubblico desiderasse. Fu uno dei pochi registi il cui nome in cartellone significasse un successo. Lavorò a Hollywood dal 1914 con il suo primo film fino alla scomparsa, dove realizzò tanti capolavori e trasformò molti attori in vere e proprie stelle del cinema. Il volume ricostruisce la sua luminosa carriera prendendo in esame tutte le pellicole da lui realizzate. Basta sfogliare il libro per intuire perché il regista fosse soprannominato "DeMillenium". In inglese.
