l`analisi della singolare convergenza tra insegnamenti buddhisti e psicoterapia contemporanea fa risaltare la modernita` di quello che puo` essere considerato "il primo psicoanalista della storia".
"noi siamo la danza dell`esistenza e della non esistenza: se non lo capiamo, il tantra e` impossibile. ma, non importa se lo capiamo o no, il tantra attua continuamente se stesso: il tantra e` cio` che accade". il linguaggio scelto da ngakpa chogyam per rendere accessibile agli occidentali la tradizione tantrica tibetana non e` inutilmente poetico e assurdo. perche` il tantra possa davvero mettere radici in occidente, dovra` abbandonare il linguaggio tradizionale di esposizione e inventare una nuova lingua che parli direttamente alla nostra intrinseca natura illuminata. ngakpa chogyam non invita i lettori a rifiutare la cultura occidentale e la sua ricca eredita` spirituale e artistica per diventare orientali fasulli; al contrario, li esorta a usare tutte le loro nevrosi e insoddisfazioni come materiale grezzo per la pratica. l`ampia gamma di dubbi presentati e le risposte di rinpoche delineano un quadro completo dell`antica tradizione ngakphang: la figura del lama, i potenziamenti, il metodo dello shine, la pratica dei mantra e della visualizzazione di se stessi come esseri di saggezza, e cosi` via. non ultimo pregio del volume sono le bellissime illustrazioni di ngakpa pema rig`dzin zangmo, un`artista discepola di ngakpa chogyam esperta nella raffigurazione di thangka e delle immagini di consapevolezza tantriche.
un testo per accostarsi al mondo musicale del grande compositore e per comprendere il suo modo peculiare, anzi unico, di far coincidere la musica con gli elementi piu` profondi del suo paesaggio interiore. con un`indagine acuta e sempre corredata di esempi concreti, eggebrecht penetra allo stesso tempo nella materia musicale e nel mondo interiore di mahler, trattandoli sempre, in maniera indissolubile, come facce della stessa medaglia. ne emerge il motivo dominante del `principio mahler`: la ricerca di una risoluzione al dualismo che il compositore considerava il proprio `destino`, quello cioe` tra la desolazione e l`ipocrisia del mondo reale e la pace e la bellezza di un mondo `altro`, il mondo interiore della comunione con la natura e della creazione artistica. l`indagine di eggebrecht si basa su uno studio analitico del linguaggio musicale e dei procedimenti compositivi, e procede sempre sulla scia di brevi ma sostanziali esempi musicali. l`ascolto della musica di mahler, dopo questo libro, appare un`esperienza nuova, straordinariamente arricchita.
uscito a puntate sulla rivista "russkij vestnik" ("il messaggero russo") tra il gennaio 1871 e il dicembre 1872, "i demoni" nasce come immediata reazione a un fatto di cronaca, il cosiddetto "caso necaev". il 21 novembre 1869, a mosca, i membri di una cellula terroristica della narodnaja rasprava (giustizia sommaria del popolo), guidati da sergej necaev, avevano assassinato il loro compagno ivan ivanov, colpevole di insubordinazione e sospettato (a torto) di tradimento. fedor dostoevskij, in esilio volontario a dresda, apprende la notizia dai giornali russi e subito decide di accantonare i progetti letterari piu o meno grandiosi che gli affollano la mente, per scrivere un romanzo-pamphlet ispirato proprio a quella vicenda sanguinosa. intende mettervi in caricatura la nuova generazione dei nichilisti, fanatici e brutali, ma anche denunciare il loro legame con gli irresponsabili "padri", i "liberali idealisti", gli occidentalisti e i socialisti degli anni quaranta per cui lui stesso aveva simpatizzato, prima dell?arresto e dei lavori forzati. "sto scrivendo una cosa tendenziosa", scrive all?amico a. majkov il 25 marzo 1870, "ho voglia di essere sferzante. i nichilisti e gli occidentalisti strilleranno che sono un retrogrado! e vadano al diavolo, diro la mia, fino all?ultima parola". ma la composizione dell?opera e tormentosa e procede tra difficolta con l?editore e ripensamenti. dostoevskij inventa un narratore (il "cronista") che partecipa marginalmente all?azione, la trasporta in una sonnolenta citta di provincia, inserisce un complesso intrigo amoroso e una folla di nuovi personaggi, alcuni buffoneschi, altri luminosi, per ciascuno dei quali elabora un linguaggio, uno stile particolare. cosi col tempo il libello satirico diventa potente, profetico romanzo di idee, nera tragedia. e soprattutto grandiosa riflessione sul problema che sempre tormenta l?autore, quello della ricerca di dio e del male. nei demoni-nichilisti che seminano caos e violenza, il male assume tan
cio che manca al nostro tempo, esausto nell`anima, e una ribellione autentica, dispari ai vili interessi del potentato di turno. ma ogni ribellione, perche non sia velleitaria, ha bisogno di un maestro, si deve coalizzare intorno a un libro. eccolo. gli scritti "di lotta" di georges bernanos sono un micidiale - quando non apocalittico - esercizio di crisi, sbriciolano il mito intimidatorio e criminale del "progresso". polemista supremo, bernanos combatte quelli che si arricchiscono "in maniera inedita giocando in borsa, nei fondi, alla roulette o a poker" come il fanatismo socialista che ha prodotto "l`uomo-di-massa", alienato, alieno al destino individuale; dileggia "il feticismo di pretese leggi economiche sempre in contraddizione con se stesse", sbugiarda "il meccanismo" che "pensa contro l`uomo perche pensa al posto suo". in sostanza, bernanos e il primo scrittore a essersi schierato contro l`intelligenza artificiale. anelava alla "rivolta universale dello spirito" arso dall`oro dell`ira, come i grandi profeti biblici, ci salva dagli inferi dell`egolatria e dell`algocrazia. gli siamo grati. e il libro perfetto per chi vuole uno strumento autorevole per disinnescare i falsi miti del nostro tempo, diffida degli ottimisti, ama la grande letteratura preferendola ai libri prodotti dall`algoritmo.