andre`s de casas sosas, il protagonista di questo romanzo, e` l`ultimo abitante di ainielle, un paese abbandonato dei pirenei aragonesi. una sorta di robinson montanaro, che pero` racconta, in un monologo allucinato e spettrale, la fine di un mondo che e` anche il suo. e la "pioggia gialla" delle foglie autunnali sembra scandire questo fluire del tempo, mischiandosi con la voce del narratore che evoca gli abitanti scomparsi, o meglio l`unica vita ancora possibile: quella della memoria, certo, ma anche quella della `visione`. infatti, come scrive paolo collo nella postfazione, "la pioggia gialla" non e` soltanto il romanzo di un uomo che muore assieme al suo paese, non e` soltanto la fine di un`anima sempre piu` smarrita davanti all`inesorabile avanzare del nulla, o l`allegoria di una morte individuale che inevitabilmente contagia quanto gli sta attorno; "la pioggia gialla" e` anche, a ben vedere, un `realissimo` romanzo dell`orrore: la casa stregata, i fantasmi, le voci, il cimitero, i `non morti`, il sangue, gli `altri`, la natura ostile e velenosa, il delirio, l`abisso...
il volume e` il catalogo della mostra di milano (galleria sacerdoti, 15 novembre - 22 dicembre 2001).
luglio 1969. enrico, billo, valerio e gianni, amici come lo si puo` essere solo a undici anni, attendono con entusiasmo lo sbarco dell`apollo 11 sulla luna. nessuno di loro puo` immaginare che proprio a lancimago, il paese di poche centinaia di anime sperduto nella pianura dove vivono, sta per avere inizio una serie di avvenimenti terribili che, nei nove giorni della missione apollo, faranno scoprire agli abitanti che cos`e` l`orrore. solo enrico, superando il silenzio e l`ottusita` degli adulti armato unicamente di fantasia, riuscira` a penetrare nei suoi abissi, a capirlo e a fermarlo. ma perche` ora, trent`anni esatti dopo, da adulto, enrico vuole che il figlio lo accompagni proprio a lancimago e che ascolti la storia dei misteriosi eventi di quando era ragazzino? in bilico tra atmosfere rurali e lunari, questo romanzo conduce il lettore in una cupa realta` parallela, dove il quotidiano assume contorni inquietanti, per raccontare l`eterno rapporto tra uomo e natura e le emozioni che abitano l`infanzia nel momento in cui si avvia alla sua conclusione.
tra le piu` felici e celebrate opere di conrad, scritta negli anni della prima guerra mondiale, "la linea d`ombra" rievoca la vera storia del primo comando toccato al trentenne joseph conrad sul vapore vidar. alle qualita` autobiografiche e drammatiche della vicenda, si aggiunge il racconto della crisi di un uomo, la fine della sua giovinezza, riassunta nella potente immagine della linea d`ombra.
una donna depressa e` in chiesa a pregare di fronte al crocifisso. all`uscita un cane la invita a seguirlo e la conduce in campagna al casolare di un anziano contadino. trascorrendo una giornata con lui all`insegna della semplicita` e delle piccole gioie, la donna si riconcilia con la natura e con la vita. ma quando il giorno dopo cerca di tornare a ringraziare il suo ospite, scopre che non esiste nulla in quel luogo e di aver vissuto un incanto.
(dalla prefazione di gabriele frasca)