il fascino della piu` grande diva del cinema italiano, icona del cinema italiano nel mondo, viene esaltato in una galleria di splendidi ritratti fotografici scattati dal piu` noto fotografo della dolce vita, tazio secchiaroli, il "biografo visivo ufficiale" di sophia loren.
il romanzo ha come titolo completo "vanity fair: a novel without a hero", ovvero "la fiera della vanita`: un romanzo senza un eroe". la vera protagonista della storia e` infatti la societa` con le sue contraddizioni: apparentemente si esalta la condotta secondo moralita`, ma in realta` di ogni cosa si reclama solo l`apparenza e vittorioso e` sempre il piu` furbo, mai il piu` buono. a rappresentare i due tipi di condotta due personaggi femminili: l`ingenua, pura e ricca amelia sedley e l`arrivista, povera e intelligente becky sharp. il filo dell`ipocrisia leghera` la scalata sociale della prima all`esistenza inutilmente votata alla rispettabilita` della seconda.
la conversione di costantino al cristianesimo e` uno degli avvenimenti decisivi della storia mondiale. nel 309 e nel 311 due feroci persecuzioni avevano provocato migliaia di vittime tra i seguaci del nuovo culto e solo una piccola percentuale degli abitanti dell`immenso impero era di religione cristiana. ottant`anni dopo il paganesimo sarebbe stato vietato, scomparendo per sempre dalla storia. paul veyne individua le ragioni di quella svolta epocale: le cause storiche, che affondano le radici nella situazione politica dell`impero romano; ma anche le motivazioni personali, radicate nella psicologia di un sovrano che si riteneva il salvatore dell`umanita` e che fu dunque in grado di compiere un gesto di straordinaria audacia. questo studio ricostruisce la cornice di quella rivoluzione politica, culturale e religiosa, e ne analizza le conseguenze. la cristianizzazione dell`impero segui` un cammino tortuoso, che porto` alla sintesi tra due sistemi di valori, cambiando profondamente sia la romanita` sia la chiesa, che converti` milioni di persone senza fare martiri. ma quel processo lascio` anche cicatrici profonde: l`antisemitismo cristiano inizio` proprio allora a sedimentare i suoi veleni. senza dimenticare che quegli eventi cosi` lontani nel tempo riverberano ancora nel dibattito politico, come conferma la discussione sulle radici cristiane dell`europa. una visione documentata e a tratti provocatoria di sul rapporto tra ideologia e religione, monoteismo e psicologia, tra storia e politica.
e notte e il silenzio avvolge la baia di salem. zee finch e` ferma sul molo e fissa il mare. il tempo pare essersi fermato. aveva tredici anni e la notte usciva di nascosto in mare aperto su barche rubate, ma trovava sempre la strada di casa grazie alle stelle. eppure, un giorno, aveva perso quella rotta, e aveva giurato a se` stessa di non percorrerla piu`. perche` quel giorno sua madre si era suicidata, all`improvviso. zee era fuggita da tutto e da tutti, dedicandosi agli studi in psicologia. sono passati quindici anni da allora. ma adesso e` venuto il momento di ripercorrere quella rotta perduta. il suicidio di lilly braedon, una delle pazienti piu` difficili di zee, che ora fa la psicoterapeuta, la costringe a fare ritorno. le analogie fra il caso della donna e quello della madre sono troppe. zee e` sconvolta, ma non ha altra scelta: l`unico modo per fare luce sulla morte di lilly e` capire la verita` sul suo passato irrisolto. zee non si puo` fidare di nessuno. forse nemmeno di suo padre, ormai un uomo vecchio e malato. non le resta che fare affidamento su se stessa, rimettere tutto in discussione. ma deve fare in fretta. perche` una nuova spirale di violenza rischia di rendere ogni sforzo vano. la verita` corre su un`unica strada, che zee ha dimenticato per troppo tempo ma che, se trovera` il coraggio di ripercorrerla, la portera` a casa. qui potra` finalmente realizzarsi il destino che le spetta.
antonio vive ad alessandria schiavo della bellezza di cleopatra. costretto a ritornare a roma per ragioni politiche, pone fine alla discordia con cesare ottaviano sposandone la sorella, ma la pace dura poco, perche` la gelosia di cleopatra, ed il ricordo della sua sensualita`, lo richiamano in egitto.
nonostante abbia avuto mentori autorevoli - da pannunzio a montale, da pasolini a garboli - antonio delfini resta autore appartato e inafferrabile. l`eterno dilettante di talento, come scrive roberto barbolini nella sua introduzione, ha giocato a confondere vita e scrittura in un azzardo continuo, sino a fare della letteratura un surrogato dell`esistenza e a trasformare in racconto la propria tormentata biografia. l`opera che piu` compiutamente ne rappresenta estri e umori e` senz`altro "il ricordo della basca", raccolta pubblicata nel 1938 che qui si ripropone nell`edizione definitiva - preceduta da quel riconosciuto capolavoro che e` una storia e seguita dal frammento il 10 giugno 1918 - con il titolo i racconti con cui usci` da garzanti nel 1963. sul fondale incantato della sua modena, la modena degli anni trenta, reale e immaginaria al tempo stesso, l`autore proietta le sue stravaganze di dandy di provincia, l`amarezza degli amori solo vagheggiati, la rabbia peri sogni infranti. sono pagine che restituiscono la freschezza e la felicita` vagabonda della scrittura di questo eterno puer, la voce tenera e straziata dell`uomo disperato e pieno di grazia che fu antonio delfini.
cosi` diceva ian curtis il 28 febbraio del 1980, nel corso di un`intervista radiofonica. neanche tre mesi dopo, la fine sarebbe arrivata davvero, per colpa di un suicidio annunciato. la morte di curtis chiuse la storia dei joy division per consegnarli alla leggenda. una leggenda che ritroviamo intatta in questo libro che jon savage ha realizzato raccogliendo e intrecciando trent`anni di confessioni dei protagonisti della scena post-punk: dai membri della band ai gruppi con cui hanno condiviso il palco (buzzcocks, cabaret voltaire, a certain ratio), dal produttore tony wilson al grafico peter saville, dai fotografi che li hanno immortalati ai tecnici che ne hanno plasmato il suono. la foto di gruppo di una generazione che ha riscritto le regole della musica.
dopo la chiusura del suo "candido", giovannino guareschi collaboro` con "il borghese", la rivista fondata da leo longanesi. questo volume, introdotto da alessandro gnocchi, raccoglie per la prima volta gli articoli, le rubriche, le vignette pubblicati sul settimanale tra il 1963 e il 1964, oltre a quelli proposti ma non stampati e a brani tagliati e dunque inediti. anche qui, guareschi combatte con tutte le armi a sua disposizione (prima fra tutte l`ironia: della parola e del segno grafico) la sua eterna battaglia contro comunisti, democristiani, progressisti in generale (anche nella chiesa) e conformisti. il risultato e` una contro-storia dell`italia degli ultimi anni del boom tracciata da un bastian contrario e straordinariamente vicina allo spirito del nostro tempo.
filippo rube` non fa che passare da una crisi all`altra: arrivato a roma per diventare avvocato e intraprendere la carriera politica, viene travolto e stravolto dalle vicende della storia, privata e collettiva, vede nella guerra un`espansione di se`, resta bloccato in un matrimonio senza amore, e in un mondo lavorativo borghese che non accetta. attorno a lui, intanto, soffiano i venti turbolenti d`inizio secolo: l`interventismo e la grande guerra, i tormentati anni post bellici, la nascita del fascismo, e poi gli echi della rivoluzione bolscevica. rube` e` un uomo mancato, invischiato nel mondo, affetto da "inettitudine alla felicita`", ritratto di una nazione allo sbando. piu` apprezzato all`estero che in patria per la lucidita` con cui seppe ritrarre il profilo culturale - oltre che politico - dell`italia del suo tempo, borgese coglie appieno l`impreparazione del paese a confrontarsi con una vita in balia delle contraddizioni come quella di filippo rube`. un personaggio che ancora oggi, a cent`anni dalla sua nascita, sa parlarci e raccontarci con il respiro della contemporaneita`, senza smettere di vestire i panni di antieroe del novecento. prefazione di elvira seminara.
il primo giorno di scuola, celeste entra in aula e non trova nessuno ad aspettarla. nessun bambino. nessuna famiglia ha avuto il coraggio di mandare i figli dalla nuova professoressa: una donna, nubile, quasi quarantenne, venuta da napoli. in quel paese della calabria basta un dettaglio per segnarti, uno sguardo per condannarti. celeste e arrivata li per amore. credeva che accanto a tonio avrebbe trovato un approdo sicuro. invece anche nella nuova casa nessuno la vuole: la madre la sopporta appena, le sorelle la escludono e persino tonio, giorno dopo giorno, sembra sfuggirle. a tratti celeste non lo riconosce. a tratti non riconosce nemmeno se stessa. fuori, l`italia corre verso il boom economico: arrivano i telefoni, cresce la speranza. ma non li. non in quella terra aspra e dura come una madre che non perdona. non in quel paese immobile, dove una maledizione grava sulla famiglia di tonio. celeste e un corpo estraneo: troppo moderna, troppo diversa. piu volte e tentata di andarsene. eppure, lei ha passato la vita a cavarsela da sola. e fatta per resistere, non per fuggire. ma questa volta porta in se una verita che non ha avuto il coraggio di confidare a tonio. una verita che potrebbe cambiare ogni cosa. e che presto non potra piu restare taciuta.