un nuovo libro della famosa attrice americana in cui racconta dell`intenso rapporto con il suo cane. un animale e` capace di un amore incondizionato, di insegnare molte cose sul senso della vita, sull`amicizia, la fedelta` e la riconoscenza: sentimenti che spesso gli umani non riescono a suscitare nei loro simili.
si respira un`aria antica fra le pagine di questa nuova raccolta di racconti di nathan englander. c`e` l`immutabilita` della parabola e la sapienza della narrazione ebraica, c`e` il grottesco di gogol` e l`ineludibilita` di kafka, l`intelligenza caustica di philip roth e la spiritualita` applicata di marilynne robinson. e intorno a tutto, incontenibile, liberatoria, un po` sacrilega, una sonora risata. la scrittura di englander corre agile sul filo teso fra il religioso e il secolare, agile e mai leggera, esplora gli obblighi e le complessita` morali dei due versanti, ne assapora le esilaranti debolezze, strappando sorrisi pronti a congelarsi in smorfie attonite. il marito esemplare e avvocato di successo di "peep show" cerca la trasgressione in uno squallido locale a luci rosse, e incontra invece la sua cattiva coscienza travestita (o meglio svestita) da rabbino della sua vecchia yeshiva. le nudita` flaccide e pelose dell`esimio dottore della legge restano comiche solo fino al successivo, terrorizzante, travestimento. si ride di gusto anche delle piccole manie geriatriche degli ospiti del centro estivo "camp sundown", finche` riguardano spray antizanzare e allarmi antifumo, ma quando le vetuste menti dei villeggianti credono di riconoscere in un compagno di soggiorno un carceriere nazista di ben altro campo del loro passato, la commedia si tinge di nero. l`ombra dell`olocausto, o di una sua rivisitazione, occhieggia insistente...
torna il libro piu` fortunato del novarese dante graziosi, da cui e` stato tratto uno sceneggiato rai. sono i ricordi di un medico degli animali che ci accompagna tra natura, tradizioni, cascinali, osterie, personaggi e storie della nostra provincia italiana negli anni a cavallo dell`ultima guerra, quando nella "terra degli aironi" la saggezza contadina insegnava: "si puo` sbagliare a curare un cristiano ma gli animali no, gli animali devono guarire, non ci sono santi!" al lettore, anche giovane, arriva l`eco della celebre canzone di paolo conte: "sulla topolino amaranto si va che e` un incanto...". con una nota di roberto cicala.