tamara e` un`ex bambina introversa e bruttina diventata una magnifica femme fatale con il naso ritoccato dal bisturi. tiene una rubrica un po` futile su una rivista, fa girare la testa agli uomini e, quando ritorna nella campagna inglese dov`e` nata, getta scompiglio tra gli abitanti del paese e tra gli ospiti e i gestori di una vicina fattoria convertita in pacifico residence per scrittori. in quell`angolo idilliaco e noioso d`inghilterra, tamara sconvolge molte vite, offre agli scrittori nuova linfa per le loro storie e regala a tutti un finale a sorpresa. il regista inglese stephen frears ha tratto dal libro una black comedy. ecco come spiega la sua fascinazione per tamara drewe: "avevo seguito il fumetto di posy simmonds quando ogni sabato usciva a puntate sul guardian. non mi era venuto in mente che potesse essere trasposto in un film. scoprire il mondo di una sceneggiatura e il piacere con cui si sviluppa una storia e` per me un momento di estasi. ricordo la gioia di leggere la sceneggiatura di christopher hampton per le relazioni pericolose e quella di hanif kureishi per my beautiful laundrette. questa volta, un lungo viaggio a new york mi servi` per entrare nell`adattamento di moira buffini della graphic novel di posy simmonds. il mondo di posy e` un mosaico di campi, staccionate e mucche, di arguzia e complessita`, di umorismo e tragedie, di personaggi che sono insieme ridicoli e adorabili."
chi ha visto i quadri della national gallery con gli occhi di alan bennett sara` felice di ritrovare in queste pagine il cicerone di "una visita guidata": e stavolta lo seguira` a leeds, a aberdeen o nell`irlanda del nord, per bearsi con lui dei suoi pittori preferiti.
nel tentativo di dare struttura e senso alla massa informe dell`universo, i pensatori dell`india piu` antica, i ritualisti del periodo vedico, si sono instancabilmente adoperati a tessere una prodigiosa ragnatela di connessioni e corrispondenze. il telaio usato per intrecciare il delicato arazzo di cio` che chiamiamo realta` era la grandiosa macchina del sacrificio, che aveva come punto focale la messa a morte di una vittima animale o vegetale. e filo conduttore di questa nuova raccolta di saggi di uno dei piu` acuti interpreti del pensiero vedico e` lo stesso dio della morte, yama (vale a dire "costrizione"): figlio del sole, ha una sorella gemella, yami, la quale gli corrisponde amorosamente come la terra corrisponde al cielo, in un rapporto che costituisce il modello indiano delle relazioni tra fratelli e sorelle. benche` immortale in quanto dio, yama fu il primo a sperimentare la morte, e a tracciare cosi` il cammino verso l`aldila`, quel regno dei mani o dei padri, moltitudine senza piu` volto, cui gli antenati accedono attraverso il rituale dello "sradda", che sancisce l`allontanamento dal mondo dei vivi mediante la dispersione dei resti e la consegna all`oblio dei loro nomi.
il giornale dei sopralluoghi per "bello, onesto, emigrato australia" diventa l`ilare resoconto della nascita di un film, e della circospetta esplorazione di un continente lontanissimo. il testo ritrovato di un maestro della commedia all`italiana - lo sceneggiatore principe di alberto sordi.
ben poco si saprebbe della civilta` indiana piu` antica se non avesse lasciato un imponente corpus di testi noti con il nome di veda ("conoscenza"), i quali vertono intorno al centro assoluto del pensiero e della vita dell`india arcaica: il sacrificio, un complesso insieme di pratiche rituali descritto e regolamentato instancabilmente, al punto da emergere come una sorta di paradigma universale capace di riflettere ogni aspetto del mondo e della vita. in questo libro heesterman indaga le origini del sacrificio vedico, e si sforza di spingere lo sguardo al di la` dell`immagine levigata che di esso presentano gli antichi teorici indiani, sia mediante il confronto con altre tradizioni religiose sia attraverso la ricerca nei testi vedici di incongruenze e tensioni capaci di far intravedere una realta` piu` antica. riaffiora cosi` un mondo guerriero, violento e competitivo, in cui il "gioco" del sacrificio era intimamente connesso al "dilemma della vita e della morte". in seguito questo mondo fu spezzato, e all`agone sacrificale venne sostituito, attraverso lo sforzo reinterpretativo degli antichi esegeti vedici, il rituale classico, che vede come protagonista un sacrificante individuale privo di contendenti. heesterman individua nel sacrificio quattro elementi costitutivi: l`uccisione, la distruzione, il banchetto e l`agone.
il volume raccoglie due racconti apparsi per la prima volta su due riviste nel 1937 e nel 1938. due racconti che e` stata definita la "callas della poesia novecentesca".
il romanzo narra le vicende del giovane mccourt giunto in america con l`intenzione di riscattare l`infelice infanzia irlandese, raccontata nelle "ceneri di angela". la scena e` quella di new york nel secondo dopoguerra. una new york proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta di manhattan lontana ed irraggiungibile, frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticossisimo apprendistato. inserviente in un grande e lussuoso albergo, militare durante la guerra di corea, scaricatore di porto, e infine insegnante, in aule e fra scolaresche che ricordano piuttosto da vicino le rumorose classi di limerick.
agguerrito esploratore di "un territorio oscuro e sconosciuto di cio` che egli chiama menterama" (martin gardner) rudy rucker si dedica in questo libro a un tema che ha sempre affascinato "chiunque abbia un minimo di interesse per la matematica e per la fantasia": le dimensioni che si aprono al di la` delle tre che siamo convinti di conoscere, a partire dalla quarta (il tempo?) sino alle infinite dello spazio hilbertiano. rucker riesce in questa impresa coniugando le divergenti virtu` del narratore e dello scienziato rigoroso. pur di rendere evidenti i piu` ardui problemi, l`autore e` anche ricorso ad appositi stratagemmi: cosi` il libro e` accompagnato da disegni e problemi, dei quali vengono offerte alla fine anche le soluzioni.
una sintesi storica che affronta un tema cruciale del dibattito politico e culturale odierno.
"multinazionali della crema snellente, magnati delle merendine e dei fiocchi di cereali, banche e istituzioni finanziarie, grandi catene della distribuzione, nani e giganti dell`auto, ambulanti e telepiazziste del manubrio che promette tartarughe al posto di panze molli..." tutti vogliono solo spingerci a comprare i loro prodotti. ci convincono (di solito in fretta) seducendoci con le parole, intrappolandoci con le emozioni, contando sulla nostra distrazione e disattenzione. questo libro insegna a scoprire tutti i trucchi che ci irretiscono la mente, ci spalancano i portafogli e ci svuotano i conti in banca. dopo averlo letto, saremo in grado di costruirci un bel paio di indistruttibili mutande di ghisa, che ci proteggeranno dai furbi dalle fregature e dalle trappole in cui cade il nostro cervello.
il blocco di gaza e il sanguinoso assalto alle navi turche hanno riportato la questione israeliana al centro dell`attenzione dell`opinione pubblica. e inevitabilmente sono finite in un unico calderone la condanna dell`aggressione, il sostegno alla causa palestinese e il rifiuto radicale delle ragioni di israele, con tanto di boicottaggio nei supermercati ai prodotti alimentari. per un osservatore come pierluigi battista, chi - a destra e a sinistra - si professa "antisionista" troppo spesso e` semplicemente antisemita. quali sono i motivi dell`ostilita`? perche` critiche lecite sfumano cosi` facilmente in un odio secolare? e perche` i cosiddetti pacifisti sono pronti ad armarsi di luoghi comuni (e non solo) contro uno stato e un popolo che difende solo il proprio diritto all`esistenza?
non si puo` dire di conoscere il teatro greco se non si sono lette, assieme ai grandi tragici, anche le opere di aristofane e menandro. in questo volume e` riunito il teatro comico greco superstite e ancor oggi rappresentato nei teatri di tutto il mondo: gli undici capolavori di aristofane, insuperabili per vis polemica, esuberanza del linguaggio e invenzione drammatica, e le opere di menandro, iniziatore di una commedia che tralascia le grandi battaglie politiche e ideologiche per ripiegare sugli affetti e sui valori individuali, antesignana e ispiratrice del moderno teatro borghese. come e forse piu` delle tragedie, l`evoluzione del genere comico rispecchia il percorso spirituale di un`intera civilta`. i testi sono preceduti da un saggio di guido paduano, scritto appositamente per questa edizione. una selezionata bibliografia guida il lettore nella sterminata letteratura critica. le traduzioni, sempre briose e aderenti al salace linguaggio comico greco, sono opera di specialisti del teatro antico, tra cui lo stesso paduano, alessandro grilli e rosanna lauriola.
il romanzo ha come titolo completo "vanity fair: a novel without a hero", ovvero "la fiera della vanita`: un romanzo senza un eroe". la vera protagonista della storia e` infatti la societa` con le sue contraddizioni: apparentemente si esalta la condotta secondo moralita`, ma in realta` di ogni cosa si reclama solo l`apparenza e vittorioso e` sempre il piu` furbo, mai il piu` buono. a rappresentare i due tipi di condotta due personaggi femminili: l`ingenua, pura e ricca amelia sedley e l`arrivista, povera e intelligente becky sharp. il filo dell`ipocrisia leghera` la scalata sociale della prima all`esistenza inutilmente votata alla rispettabilita` della seconda.
l`amore, l`erotismo, l`avventura, le risate, la perdita, il dolore: il satyricon contiene tutti gli ingredienti che cerchiamo in un romanzo. e lo fa dalla distanza di circa duemila anni. aprire il volume di petronio e` come entrare in una gelateria e affondare la mano nuda nella vaschetta del pistacchio. salvo poi, con stupore e sospetto, accorgersi che la temperatura del gelato e` bollente.
un sedicenne che ha gia` ucciso piu` di dieci persone puo` ritrovare speranza? e i bambini lasciati per strada in un inferno di baracche e violenza? un viaggio drammatico e intenso alla scoperta di un`opera di accoglienza nel cuore dell`africa. quattro giorni per toccare il mare di sofferenza portato dal sottosviluppo e dalla guerra. e il mare della carita` cristiana che rida` speranza dove sembra impossibile e a chi sembra esserne escluso: i bambini. quattro giorni con padre giuseppe berton, missionario saveriano da quarant`anni in sierra leone, che ha fondato il "family home movement" (un gruppo di famiglie locali che, con l`aiuto di berton, ospitano in casa propria o assistono presso due case di prima accoglienza minori di tutte le eta`, orfani ed ex ragazzi di strada) e dal 1997 ha aperto - a lakka nella penisola di freetown - un centro di accoglienza attivo per il recupero di ex-bambini soldato.
il giorno della liberazione di roma dentro gli occhi di un ragazzino. una storia raccontata per trent`anni, poi ramificata nella memoria e nella fantasia, dove il bombardamento di san lorenzo puo` stare accanto alla leggenda del barbiere dalle mani belle e il rastrellamento del quadraro si trasforma nella parabola delle mosche pacifiche e perfette. nelle pagine di ascanio celestini, cosi` come nei suoi spettacoli, non resta che arrendersi all`incantesimo della grande narrazione. il testo nasce da una storia vera raccontata all`autore dal padre, gaetano celestini detto nino. lo spettacolo "scemo di guerra" ha esordito alla biennale di venezia e questo libro non e` il testo dello spettacolo ma una versione romanzesca dello stesso spunto.
dopo un`esistenza spesa al servizio della famiglia, con tanti figli e nipoti, ma piena di delusioni, nanda kaul si e` ritirata in scontrosa solitudine sulle pendici dell`himalaya, in una casa con giardino circondata da una boscaglia perennemente minacciata dal fuoco. l`arrivo indesiderato di una bisnipote e la visita di una vecchia amica d`infanzia infrangono la cortina del suo risentimento e la costringono, forse per la prima volta, a riconsiderare se stessa. a poco a poco una sottile fascinazione avvolge l`anziana e disincantata vedova e la stramba adolescente. fuori, il paesaggio, osservato da nanda ed esplorato dalla nipote, e la sensazione di una una catastrofe imminente che sovrasta tutti dall`inizio.
un poemetto che, in tono malinconico, ironico, apparentemente svagato e minimalista, intende toccare invece i grandi temi dell`uomo contemporaneo. fra intimismo e riflessione filosofica.
don andrea, don gino, don giacomo e don dario credono che il vangelo si ripeta ogni giorno nella nostra vita. basta prestare attenzione. l`incontro con quattro preti che hanno riconosciuto la figura di gesu` tra i matti, gli handicappati, i poveri, i tossici, i carcerati. e che, per questo, si sforzano da sempre di seguire le indicazioni cristiane - semplici, ma non facili - anche scontrandosi contro la chiesa ufficiale. attraverso le loro storie - spesso ai limiti della poverta`, della violenza e del dolore - sapremo dove hanno cercato dio e se, e come, l`hanno trovato. i luoghi in cui si rintracciano, oggi, le parabole del nuovo testamento e qual e` la strada da percorrere per ritrovare il senso di un`esistenza autentica e piena.
ci sono momenti in cui un uomo pensa che la sua vita non abbia valore. ce ne sono altri in cui si pensa che non abbia piu` valore la vita di nessuno. per molti di noi questo e` un momento come il secondo. e questo, vivere oggi in italia. e questa erosione di speranza, di coraggio e di slancio creativo a ridurre in cenere i nostri giorni. e forse a ridurre anche la crescita del pil. con il tono appassionato di un`orazione civile, roberta de monticelli mette a fuoco con esattezza il cuore della tragedia che stiamo vivendo, e mostra come dal buon uso della nostra indignazione possa risultare una rifondazione, un progetto per una nuova civilta`.
Il dramma di una fanciulla disonorata da un tracotante nobile della scorta di re Filippo II, che pagherà caro l'affronto proprio per mano del padre della ragazza, diventato alcalde di Zalamea e disposto a scontrarsi anche con il comandante del drappello, calpestando la sincera amicizia nata fra loro. Sarà il re in persona a dirimere la questione tra potere civile e militare.
tra i tanti oggetti pervasivi ed elusivi che affollano la dimensione invisibile del mondo subatomico, il "bosone di higgs" e` stato il piu` pervasivo ed elusivo: quella particella era l`elemento cruciale che mancava a completare il puzzle del modello standard, perche` conferiva massa a tutte le altre particelle elementari, un enigma rimasto altrimenti insoluto. quando finalmente il 4 luglio 2012 il cern ne ha annunciato la verifica sperimentale, la "particella di dio" (come un fisico l`ha temerariamente denominata) ha attirato su di se` i riflettori dell`attenzione mediatica mondiale. affrontando l`intera questione con un rigore che ne acuisce la densita` intellettuale e la vertigine tecnologica, jim baggott segue due percorsi paralleli. non solo, infatti, ne ricostruisce la genesi teorica, ma ripercorre tutte le stazioni di avvicinamento all`eclatante risultato di ginevra: il legame tra i primi acceleratori degli anni venti e le collisioni di particelle nei raggi cosmici; la messa a punto del ciclotrone da parte di lawrence; il contributo di van der meer, il cui metodo di "raffreddamento stocastico" ha permesso al gruppo di rubbia l`individuazione dei bosoni w e z, decisivi per arrivare alla scoperta del bosone di higgs; e le svolte successive del lep (large electron-positron collider) e dell`ormai leggendario lhc (large hadron collider), che con i suoi 1600 magneti superconduttori ha permesso di sviluppare energie senza precedenti. prefazione di steven weinberg.
"recita dell`attore vecchiatto" comprende la risistemazione di larghe parti di due opere che celebrano la figura di attilio vecchiatto, grande attore shakespeariano, ma al contempo amara metafora della situazione attuale del nostro paese: "recita dell`attore vecchiatto nel teatro di rio saliceto" e "sonetti del badalucco nell`italia odierna". l`intervento di celati e` molto profondo e riunifica autenticamente le due opere in un nuovo testo compatto e toccante. "attilio vecchiatto (1910-1993) e` stato un attore italiano di fama internazionale, ammirato da laurence olivier, jeanne moreau e molti altri. dopo trent`anni di tourne`e in sud america, sbarcato nel 1965 a new york, aveva creato il suo piccolo teatro shakespeariano, in un quartiere italiano del bronx. invitato in francia nel 1976, aveva portato in giro i suoi adattamenti shakespeariani in molti paesi europei, ottenendo notevoli successi. nonostante la notorieta` all`estero, in italia, al suo ritorno assieme alla moglie carlotta, nel 1988, non e` riuscito a trovare lavoro da nessuna parte, tranne che nel piccolo teatro di rio saliceto." (gianni celati)
attingendo a conversazioni private, testimonianze di amici, aneddoti, documenti, e senza mai perdere di vista lo sfondo storico, due delle migliori firme del giornalismo colto polacco raccontano la vita di wislawa szymborska. la sua figura si illumina cosi`, in questa biografia polifonica, di una quantita` di dettagli insospettati, rivelando il pensiero che sta all`origine di molte composizioni. e facendo emergere in piena luce una personalita` in cui ritroviamo la stessa eleganza, la stessa leggerezza, la stessa ironia, che improntano la sua inconfondibile, amatissima poesia: come ha scritto zagajewski, "a volte mi sembrava che fosse uscita per un momento da un salotto della parigi del xviii secolo".
Il saggio/romanzo di Quammen ha uno strano fascino, forse perché estremamente ben documentato e preciso, forse perché incute una certa angoscia nel lettore. Nocciolo del testo è il concetto di Spillover, che in gergo tecnico indica quel salto di qualità che un virus tenta per passare da un animale all'essere umano. I virus sembrerebbero i protagonisti di questo romanzo medico di straordinaria voluminosità, forse gli antagonisti di una lotta che ha foggiato l'esistenza di noi esseri mortali.
e` la descrizione di una singolare giornata dell`anno 1799 trascorsa da capitano delano sulla nave spagnola san dominique. delano, fermatosi sulle coste cilene per far acqua nell`isolotto di santa maria, avvista la san dominique che sembra aver perso il governo e riesce a salire a bordo con qualche provvista. la san dominique trasporta schiavi negri e altra merce di valore. durante la traversata e` scoppiato un ammutinamento e i negri, uccisa la maggior parte dell`equipaggio bianco, hanno risparmiato la vita a benito cereno, il comandante, perche` li riporti in africa. scampati a un naufragio a capo horn la nave e` ferma, in balia di una misteriosa attesa. delano riuscira` a catturare e a processare il demoniaco capo negro baho, responsabile della ribellione.
"un conto e` guardare e un conto e` vedere, e io per troppi anni ho guardato senza voler vedere." liliana ha otto anni quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste si abbattono con violenza su di lei e sulla sua famiglia. discriminata come "alunna di razza ebraica", viene espulsa da scuola e a poco a poco il suo mondo si sgretola: diventa "invisibile" agli occhi delle sue amiche, e` costretta a nascondersi e a fuggire fino al drammatico arresto sul confine svizzero che aprira` a lei e al suo papa` i cancelli di auschwitz. dal lager ritornera` sola, ragazzina orfana tra le macerie di una milano appena uscita dalla guerra, in un paese che non ha nessuna voglia di ricordare il recente passato ne` di ascoltarla. dopo trent`anni di silenzio, una drammatica depressione la costringe a fare i conti con la sua storia e la sua identita` ebraica a lungo rimossa. "scegliere di raccontare e` stato come accogliere nella mia vita la delusione che avevo cercato di dimenticare di quella bambina di otto anni espulsa dal suo mondo. e con lei il mio essere ebrea". enrico mentana raccoglie le memorie di una testimone d`eccezione in un libro crudo e commovente, ripercorrendo la sua infanzia, il rapporto con l`adorato papa` alberto, le persecuzioni razziali, il lager, la vita libera e la gioia ritrovata grazie all`amore del marito alfredo e ai tre figli. un racconto emozionante su uno dei periodi piu` tragici del secolo scorso che invita a non chiudere gli occhi davanti agli orrori di ieri e di oggi, perche` "la chiave per comprendere le ragioni del male e` l`indifferenza: quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c`e` limite all`orrore". nuova edizione con testi inediti.
mille voci - furiose e dolcissime, alte e sfrenate, colte o volgari, precipitose, afferrate per strada o riprese dalla tradizione letteraria - coabitano nella mente del protagonista di questo monologo drammatico. il poeta-ventriloquo tutte le accoglie per comporre la sua appassionata sonata alla "quinta stagione", il tempo nuovo, difficile, confuso, sconcertante, che s`impone. una nuova stagione in cui, al di la` delle maschere della vita sociale e delle narrazioni private ad uso consolatorio, siamo chiamati a fare i conti con noi stessi. con la nostra intima verita`. umile, prosaica, contraddittoria. aperta alle questioni finali. cosi` da ritrovare la nostra propria appartenenza al flusso collettivo e universale. noi, nel mondo. il poemetto, dalla forte impronta teatrale, si snoda secondo quella forma discorsiva-divagante, in cui marcoaldi e` maestro. ma piu` l`andamento si fa sussultorio e centrifugo, piu` conduce il lettore nella selva oscura del senso profondo della vita. e dietro il tono apparente di conversazione, prende corpo qualcosa di molto simile a una apocalisse. che racconta la fine irreversibile di un tempo ormai per sempre consumato, e anticipa in controluce un possibile, nuovo inizio.
la lingua batte dove il dente duole, e il dente che duole alla fin fine e` sempre lo stesso. l`unica rivoluzione possibile e` smettere di piangerci su. in questo romanzo esilarante e feroce, veronica raimo apre una strada nuova. racconta del sesso, dei legami, delle perdite, del diventare grandi, e nella sua voce buffa, caustica, disincantata esplode il ritratto finalmente sincero e libero di una giovane donna di oggi. "niente di vero" e` la scommessa riuscita, rarissima, di curare le ferite ridendo. (domenico starnone). (claudia durastanti). prendete lo spirito dissacrante che trasforma nevrosi, sesso e disastri famigliari in commedia, da fleabag al lamento di portnoy, aggiungete l`uso spietato che annie ernaux fa dei ricordi: avrete la voce di una scrittrice che in italia ancora non c`era. veronica raimo sabota dall`interno il romanzo di formazione. il suo racconto procede in modo libero, seminando sassolini indimenticabili sulla strada. all`origine ci sono una madre onnipresente che riconosce come unico principio morale la propria ansia; un padre pieno di ossessioni igieniche e architettoniche che condanna i figli a fare presto i conti con la noia; un fratello genio precoce, centro di tutte le attenzioni. circondata da questa congrega di famigliari difettosi, veronica scopre l`impostura per inventare se stessa. se la memoria e` una sabotatrice sopraffina e la scrittura, come il ricordo, rischia di falsare allegramente la tua identita`, allora il comico e` una precisa scelta letteraria, il grimaldello per aprire all`indicibile. in questa storia all`apparenza intima, c`e` il racconto precisissimo di certi cortocircuiti emotivi, di quell`energia paralizzante che puo` essere la famiglia, dell`impresa sempre incerta che e` il diventare donna. con
quando abbiamo in mano un oggetto, per esempio questo libro, ne sperimentiamo in primo luogo la consistenza materiale, ovvero il fatto che possegga una . in apparenza, niente di piu` stabile e rassicurante. eppure, se potessimo scendere via via nelle profondita` della materia (le fibre di cellulosa che compongono la carta, le molecole della cellulosa, gli atomi di ogni molecola...), ci accorgeremmo di come quella stabilita` sia ingannevole. le che compongono ogni atomo, infatti, non solo fluttuano nello , ma appaiono come uno in cui ogni specie manifesta proprieta` - almeno a un primo sguardo - . nello spiegare questa visione controintuitiva e paradossale, jim baggott da un lato risale alle varie concezioni della nella storia della ricerca filosofico-scientifica, dai pensatori greci alla meccanica newtoniana; dall`altro mette a fuoco le conseguenze profonde delle nuove conoscenze fisico-cosmologiche, dalla celebre scoperta di einstein per cui alle implicazioni del modello standard della fisica delle particelle: disponendo queste ultime entro l`azione dei , il modello standard assimila infatti la massa piu` a un che a una , e la rende elusiva e inafferrabile. in questa prospettiva spiazzante - che baggott trasmette con la consueta combinazione di chiarezza espositiva e verve stilistica - la posta in gioco e` molto piu` del concetto di massa: e` la natura stessa della materia, di un universo le cui fondamenta risultano molto meno di quello che abbiamo a lungo pensato.
era dai tempi delle confessioni di un mangiatore d`oppio di de quincey che un cono di luce cosi` livida, spietata, non cadeva sulla terra desolata battuta dal tossicodipendente. burroughs, che tossicodipendente lo e` stato a lungo, impenitente e irredento, cerca qui la nostra complicita`, ci invita nel mondo criminale mettendo a nudo il nostro voyeurismo, ci attira, ci porta dove vuole finche` siamo costretti a domandarci: da che parte stiamo? dov`e` la linea che separa legalita` e criminalita`? e prima ancora: chi e` a tracciarla? junky e` l`unica storia trasparente di burroughs, lucida, tesa, asciutta, anche se in queste confessioni si incontrano formule e immagini che per forza visionaria adombrano episodi e figure dei romanzi a venire. e come leggere due libri simultaneamente, l`uno insolitamente diretto per uno come lui, l`altro complesso, tortuoso, ingannevole. e le due maschere si danno di continuo e impercettibilmente il cambio sul volto sempre sfuggente, misterioso, magnetico dell`autore.
cosi` diceva ian curtis il 28 febbraio del 1980, nel corso di un`intervista radiofonica. neanche tre mesi dopo, la fine sarebbe arrivata davvero, per colpa di un suicidio annunciato. la morte di curtis chiuse la storia dei joy division per consegnarli alla leggenda. una leggenda che ritroviamo intatta in questo libro che jon savage ha realizzato raccogliendo e intrecciando trent`anni di confessioni dei protagonisti della scena post-punk: dai membri della band ai gruppi con cui hanno condiviso il palco (buzzcocks, cabaret voltaire, a certain ratio), dal produttore tony wilson al grafico peter saville, dai fotografi che li hanno immortalati ai tecnici che ne hanno plasmato il suono. la foto di gruppo di una generazione che ha riscritto le regole della musica.
in fuga da guerre o poverta`, in cerca di una vita migliore, i migranti sono sempre stati al centro degli eventi dell`europa contemporanea. questo libro raccoglie in un`unica prospettiva le mille migrazioni che hanno caratterizzato la storia dell`europa contemporanea. le narra in modo avvincente racchiudendole tra due periodi da incubo: le grandi convulsioni seguite alla caduta del terzo reich e i recenti tentativi di massa dei migranti di attraversare il mediterraneo per giungere in europa. l`autore considera sia i movimenti di milioni di persone (come le epiche ondate della migrazione tedesca, dei turchi e degli italiani), sia quelli di gruppi molto piu` esigui, come i careliani, gli armeni, i molucchesi o gli . un saggio che fa rivivere i numerosi e incredibili viaggi intrapresi da tantissime persone alla ricerca di lavoro, sicurezza e dignita`, in ogni tempo.
dopo la chiusura del suo "candido", giovannino guareschi collaboro` con "il borghese", la rivista fondata da leo longanesi. questo volume, introdotto da alessandro gnocchi, raccoglie per la prima volta gli articoli, le rubriche, le vignette pubblicati sul settimanale tra il 1963 e il 1964, oltre a quelli proposti ma non stampati e a brani tagliati e dunque inediti. anche qui, guareschi combatte con tutte le armi a sua disposizione (prima fra tutte l`ironia: della parola e del segno grafico) la sua eterna battaglia contro comunisti, democristiani, progressisti in generale (anche nella chiesa) e conformisti. il risultato e` una contro-storia dell`italia degli ultimi anni del boom tracciata da un bastian contrario e straordinariamente vicina allo spirito del nostro tempo.
una studentessa indiana siede su una panchina del jardin di san miguel de allende, in messico, quando una sconosciuta le si avvicina con entusiasmo, certa di riconoscere in lei la figlia della sua vecchia amica rosarita, la pittrice, incontrata li tanti anni prima. c?e un errore, protesta la giovane, sua madre non si chiamava rosarita, non e mai stata in messico e non ha mai dipinto. la sconosciuta e forse un?imbrogliona? per scoprirlo dovra lanciarsi in un viaggio trasognato fra passato e presente, realta e mistificazione, fin nel cuore dei segreti che possono separare, o unire, una madre e sua figlia. bonita e una giovane studentessa di delhi in viaggio in messico per imparare lo spagnolo. seduta su una panchina del jardin di san miguel de allende, all?ombra della maestosa cattedrale, si gode l?estraneita di un luogo mai visitato. non conosce nessuno li, e nessuno la conosce. eppure un?anziana donna in abiti tradizionali, loquace ed eccentrica, l?avvicina con accalorata familiarita, affermando di rivedere in lei la figlia della sua cara amica, rosarita, conosciuta proprio li tanti anni prima, quando rosarita era arrivata dall?india, come ora sua figlia, per seguire la sua vocazione di pittrice sotto la guida dei maestri locali. bonita prova a dirle che si sbaglia: sua madre si chiamava sarita, non rosarita, non era mai stata in messico e soprattutto non aveva mai dipinto in vita sua. ma la sconosciuta non intende ragioni e le sue melodrammatiche perorazioni aprono una breccia nelle certezze della giovane. bonita e ora costretta a scandagliare i suoi ricordi famigliari in cerca di indizi: lo schizzo di una donna e di una bambina in un luogo non dissimile da san miguel, scatoloni carichi di fogli poi andati perduti, una lunga assenza materna. e, benche ormai sospetti che la sconosciuta non sia che un?imbrogliona, accetta di lasciarsi trascinare in un viaggio dalle nuove traiettorie, attraverso la capitale e fin sulle coste del pacifico, sulle tracce di quei maestri
filippo rube` non fa che passare da una crisi all`altra: arrivato a roma per diventare avvocato e intraprendere la carriera politica, viene travolto e stravolto dalle vicende della storia, privata e collettiva, vede nella guerra un`espansione di se`, resta bloccato in un matrimonio senza amore, e in un mondo lavorativo borghese che non accetta. attorno a lui, intanto, soffiano i venti turbolenti d`inizio secolo: l`interventismo e la grande guerra, i tormentati anni post bellici, la nascita del fascismo, e poi gli echi della rivoluzione bolscevica. rube` e` un uomo mancato, invischiato nel mondo, affetto da "inettitudine alla felicita`", ritratto di una nazione allo sbando. piu` apprezzato all`estero che in patria per la lucidita` con cui seppe ritrarre il profilo culturale - oltre che politico - dell`italia del suo tempo, borgese coglie appieno l`impreparazione del paese a confrontarsi con una vita in balia delle contraddizioni come quella di filippo rube`. un personaggio che ancora oggi, a cent`anni dalla sua nascita, sa parlarci e raccontarci con il respiro della contemporaneita`, senza smettere di vestire i panni di antieroe del novecento. prefazione di elvira seminara.
"`horcynus orca` e` un mitico e epico poema della metamorfosi. la concezione del mondo come metamorfosi affonda le sue radici nella religiosita` mediterranea... per questo d`arrigo ha potuto creare un epos moderno, riprendendo, come joyce nell`ulisse, un tema mitico: perche` in un`eta` in cui il mito dominante e` quello di dissolvere i miti arcaici, solo la tragedia incommensurabile della loro perdita puo` essere il tema della tragedia." (giuseppe pontiggia)
eta di lettura: da 4 anni.
profumo di vaniglia e semi di papavero, un vassoio nichelato con sottili mezzelune lasciate dal fondo dei bicchieri, piccoli tram azzurri, gialli e verdi che si rincorrono tintinnando, il cancello di un parco dietro il quale spuntano cervi e cerve, "come ragazzini di buona famiglia di ritorno dalla lezione di piano". all?inizio di questo romanzo c?e un pullulare di sensazioni, una nube tattile, olfattiva, onirica, che si sposta in una cauta esplorazione del mondo, come l?occhio del bambino andreas, il narratore. la parola "morte" trafigge questa nube, e un numero fatale stampato sul buio. e il bambino gioca con il sonno, gli tende agguati, in preparazione alla grande lotta con la morte. aveva deciso di "assistere un giorno consapevolmente alla venuta della morte e cosi vincerla", e nell?attesa voleva sorprendere l?angelo del sonno. intorno ad andreas, vediamo la sorella anna, che piange la sera perche il giorno e finito e non torna piu; e la madre marija, seduta davanti a una imponente macchina da cucire singer di ghisa nera. e soprattutto vediamo, seppure soltanto in apparizioni imprevedibili e balzane, il padre eduard sam, ispettore delle ferrovie a riposo, ma in realta trickster decaduto, che non dispone piu di molti poteri, eppure e ancora aureolato di eventi prodigiosi e irrisori. autore di un orario delle comunicazioni tranviarie, navali, ferroviarie e aeree che, arricchendosi di edizione in edizione, si trasforma in opera interminabile, come una mappa che volesse coincidere con il territorio rappresentato, eduard usa mostrarsi con bombetta e redingote imbrattata, e sfida l?iniquita del mondo dietro occhiali con montatura metallica, stringendo in pugno un bastone. compreso della sua vocazione di mistificatore, non e mai se stesso, ma il nebbioso ricordo di qualcos?altro, e il giovane andreas, fantasticatore selvaggio, percepisce in lui la compresenza di molte vite: "ed eccolo, mio padre, seduto nel carro accanto a una giovane zingara dalle poppe rigonfie, maes
metti una sera nel deserto della california, le stelle luccicanti nel cielo, la migliore musica classica, la giusta quantita di lsd e uno dei piu grandi filosofi del novecento. questo libro e il racconto dell?"esperienza piu importante" della vita di michel foucault, narrato da chi lo ha guidato lungo una notte che molti pensavano leggenda e invece e stata una rivoluzione personale. un viaggio nelle profondita di se stessi che ha cambiato per sempre il pensatore francese, tanto da spingerlo a riscrivere il suo capolavoro "storia della sessualita". dopo trent?anni dentro uno scatolone, la testimonianza di quell?esperienza mistica ha preso forma divenendo un libro unico. tra sedute di yoga, riflessioni sulla natura umana, confessioni e visioni, "foucault in california" e romanzo on the road, dialogo filosofico e racconto di formazione queer. un viaggio vertiginoso e stravagante, che dimostra come per giungere alla verita si possano prendere le strade piu varie. e talvolta allucinanti.